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Il gioiello contemporaneo alla Fondazione Cominelli

veduta

È aper­ta anco­ra per pochi gior­ni, fino al 6 otto­bre, a Cisa­no di San Feli­ce (Bre­scia) la mostra di ope­re sele­zio­na­te per il Pre­mio Fon­da­zio­ne Comi­nel­li, pro­mos­so dall’omonima Fon­da­zio­ne (www.fondazionecominelli.it) e dall’Associazione Gio­iel­lo Con­tem­po­ra­neo AGC (www.agc-it.org). L’iniziativa, giun­ta quest’anno alla sua IV edi­zio­ne, è ospi­ta­ta nel­la sede del­la Fon­da­zio­ne, il Palaz­zo Comi­nel­li di Cisa­no, dove dal 2011 si sta costi­tuen­do anche una Col­le­zio­ne per­ma­nen­te.

La dimo­ra eret­ta nel XVII seco­lo, con la sua cor­te d’ingresso, il giar­di­no e la log­get­ta è immer­sa nel­la riden­te ame­ni­tà del Gar­da ed affac­cia­ta su uno dei più sug­ge­sti­vi pano­ra­mi, ver­so il gol­fo di Salò, tra il ver­de del­le col­li­ne e l’azzurro del lago. Una cor­ni­ce uni­ca ed incan­te­vo­le, ric­ca di testi­mo­nian­ze lega­te al ter­ri­to­rio ed alla tra­di­zio­ne agri­co­la e mate­ria­le, ma ora anche sede di varie atti­vi­tà cul­tu­ra­li, tra le qua­li quel­le dedi­ca­te al gio­iel­lo con­tem­po­ra­neo pun­ta­no ad un respi­ro inter­na­zio­na­le.

L’esposizione del­le ope­re del Pre­mio Comi­nel­li 2013 si svol­ge attual­men­te nei loca­li del pri­mo pia­no. La sele­zio­ne per quest’anno è sta­ta affi­da­ta a Isa­bel­la Hund, nota gal­le­ri­sta di Mona­co che, tra i cir­ca cen­to lavo­ri pro­ve­nien­ti da tut­to il mon­do, ne ha scel­ti qua­ran­ta­set­te.

Gli auto­ri sele­zio­na­ti:
Anna For­na­ri, Annie Sibert, Ant­je Stu­tz, Babet­te Von Doh­na­nyi, Bea­te Eismann, Chia­ra Zanet­ti, Clau­de Sch­mi­tz, Dan­ni Sch­waag, Eiko Naka­ha­ra, Eli­da Kemel­mann, Eli­sa­bet­ta Duprè, Emma Fran­ce­sco­ni, Eun­mi Kwon, Far­rah Al Dujai­li, Fran­ce­sca Di Ciau­la, Fran­ce­sca Gabriel­li, Gigi Maria­ni, Giu­lia Savi­no, Hei­de­ma­rie Herb, Isa­bell Schaupp, Jes­si­ca Tur­rell, Jie Sun, Joo­hee Han, Joo Hyung Park, Judy Mccaig, Karel Van­mol, Kir­sten Hay­don, Lena Lin­da­hl, Mako­to Hie­da, Marian­ne Schli­win­ski, Michel­le Krae­mer, Naho­ko Fuji­mo­to, Nik­ki Coup­pee, Seo Jeong Wo, Shu Lin Wu, Sil­ke Tre­kel, Simo­na Mate­ri, Sooyeon Kim, Sumi­ko Hat­to­ri, Sun­gho Cho, Suzan­ne Beau­ty­mann, Taka­ko Komiya, Vic­to­ria Mun­z­ker, Wan Hee Cho, Yoko Taki­rai, Yu Hira­shi, Yuki Sumiya.

Le ope­re in mostra sono tut­te carat­te­riz­za­te da for­te ori­gi­na­li­tà e peri­zia nell’uso dei mate­ria­li, con­se­gui­te attra­ver­so la con­ti­nua spe­ri­men­ta­zio­ne e ricer­ca, a par­ti­re dal­le lezio­ni dei mae­stri, ma con la capa­ci­tà di sen­ti­re le tra­sfor­ma­zio­ni dei lin­guag­gi, tra­du­cen­do­li in micro­scul­tu­re da indos­sa­re.

I gio­iel­li non sono più, o solo, orna­men­to, non si affi­da­no neces­sa­ria­men­te alla mate­ria pre­zio­sa e ai model­li “ras­si­cu­ran­ti” del­la tra­di­zio­ne, ma tra­smet­to­no mes­sag­gi, idee, pro­get­ti, desta­no curio­si­tà. Sono “segno signi­fi­can­te” di chi li ha crea­ti e del­la cul­tu­ra che li ha pro­dot­ti, ma anche espres­sio­ne di chi li sce­glie e li indos­sa.

Tra i sele­zio­na­ti si sono atte­sta­ti vin­ci­to­ri il gio­iel­lo “pri­mor­dia­le” di Gigi Maria­ni, le spil­le “aeree” di Mako­to Hie­da, e quel­le “sen­si­bi­li” di Eli­sa­bet­ta Dupré.

 

Ospi­ti di que­sta edi­zio­ne anche i lavo­ri degli allie­vi del Dipar­ti­men­to di Ore­fi­ce­ria dell’Università di Bel­le Arti e del­la Musi­ca di Tokio, coor­di­na­ti dal prof. Ichi­ro Iino, espo­sti in un’altra sala, nell’intento “di pre­sen­ta­re e met­te­re a con­fron­to dif­fe­ren­ti per­cor­si for­ma­ti­vi e mol­te­pli­ci orien­ta­men­ti del desi­gn inter­na­zio­na­le”. Accan­to al prof. Iino, come mem­bro del­la giu­ria sele­zio­na­tri­ce del pre­mio è sta­to il mae­stro ora­fo Yuta­ka Nagai, che ha anche tenu­to una con­fe­ren­za a Salò sull’arte ora­fa giap­po­ne­se.

Al secon­do pia­no tro­va spa­zio la col­le­zio­ne per­ma­nen­te, cura­ta da Bian­ca Cap­pel­lo (2011) e da Rita Mar­can­ge­lo (2012), che rac­co­glie ope­re di auto­ri sele­zio­na­ti tra i par­te­ci­pan­ti al con­cor­so, o scel­ti libe­ra­men­te dai cura­to­ri e invi­ta­ti a con­tri­bui­re alla for­ma­zio­ne del museo.

Auto­ri pre­sen­ti nel­la col­le­zio­ne per­ma­nen­te:
Ber­n­hard Stim­p­fl-Abe­le, Niko­lai Bala­bin, Suzan­ne Beau­ty­man, Adrean Bloo­mard, Patri­zia Bona­ti, Don­na Bren­nan, Sun­gho Cho, Caro­le Del­ten­re, Dia­na Dudek, Far­rah Al-Dujai­li, Sam Tho Duong, Eli­sa­bet­ta Dupré, Bea­te Eismann, Maria Rosa Fran­zin, Simo­ne Gie­sen, Tama­ra Grü­ner, Dana Hakim, Cata­ri­na Hall­zon, Joo­hee Han, Hei­de­ma­rie Herb, Yu Hirai­shi, Mar­ta Hryc, Hee­jin Hwang, Euge­nia Inge­gno, Mei­ri Ishi­da, Ami­ra Jalet, Kao­ri Juzu, Sato­mi Kawai, Jimin Kim, Seul­gi Kwon, Emma­nuel Laco­ste, Agnes Lars­son, Alba Polen­ghi Lisca, Hadas Levin, Rita Mar­can­ge­lo, Gigi Maria­ni, Judy Mccaig, Mar­co Minel­li, Gian­car­lo Mon­te­bel­lo, Mi-Mi Moscow, Mar­ghe­ri­ta De Mar­ti­no Noran­te, Eiko Naka­ha­ra, Kazu­mi Naga­no, Bar­ba­ra Paga­nin, Lia­na Pat­ti­his, Ema­nue­la Deya­no­va Ram­ju­li, Uli Rapp, Car­la Ric­co­bo­ni, Giu­lia Savi­no, Isa­bell Schaupp, Fran­ci­ne Schloe­th, Gio­van­ni Sicu­ro, Katrin Spran­ger, Gisbert Sta­ch, Mau­ri­zio Sta­gni, Yuki Sumiya, Jie Sun, San­na Sve­de­stedt, Michel­le Tay­lor, Ros­sel­la Torn­qui­st, Sil­ke Tre­kel, Fabri­zio Tri­den­ti, Bar­ba­ra Uder­zo, Shu-Lin Wu.

 

 

Il cosid­det­to “gio­iel­lo con­tem­po­ra­neo” o “di ricer­ca” è una real­tà crea­ti­va che riguar­da un nume­ro ormai con­si­sten­te ed in con­ti­nua cre­sci­ta di artisti/orafi e desi­gner, in vario modo impe­gna­ti nel­la spe­ri­men­ta­zio­ne di for­me, mate­ria­li, tec­ni­che, nell’intento di supe­ra­re o rin­no­va­re il con­cet­to tra­di­zio­na­le di orna­men­to, facen­do­ne una for­ma d’arte auto­no­ma.

A par­ti­re dagli anni Cin­quan­ta e Ses­san­ta del Nove­cen­to il feno­me­no è sta­to rico­no­sciu­to a livel­lo inter­na­zio­na­le, e in diver­se par­ti del mon­do dagli Sta­tes al Giap­po­ne sono sor­te già da tem­po scuo­le, acca­de­mie e gal­le­rie che pro­muo­vo­no e sosten­go­no le moder­ne ten­den­ze arti­sti­che del gio­iel­lo. In Euro­pa alcu­ne cit­tà si sono atte­sta­te o stan­no emer­gen­do qua­li cen­tri di pun­ta, in Ger­ma­nia (da Pfor­z­heim, a Mona­co), in Gran Bre­ta­gna (da Lon­dra a Bir­min­gham), in Bel­gio, Olan­da, Spa­gna, gra­zie all’attività del­le scuo­le e del­le gal­le­rie, ad ini­zia­ti­ve fie­ri­sti­che ed espo­si­ti­ve e alla isti­tu­zio­ne di sedi musea­li spe­cia­liz­za­te. Nel 1961 lo Sch­muck­mu­seum di Pfor­z­heim ha costi­tui­to una sezio­ne di Modern Jewel­le­ry, una del­le pri­me nel pano­ra­ma mon­dia­le. Una lista, pura­men­te orien­ta­ti­va, di musei attual­men­te carat­te­riz­za­ti da rac­col­te di que­sto tipo è con­sul­ta­bi­le a que­sta pagi­na  (per una sele­zio­ne dei qua­li si riman­da al sito Klim­t02 – Inter­na­tio­nal Art Jewel­le­ry on line).

Dania Kelminsky (Messico), anelli in legno e ottone

Dania Kel­min­sky (Mes­si­co), anel­li in legno e otto­ne

Qua­le la situa­zio­ne in Ita­lia? In Ita­lia esi­ste una fer­vi­da e viva­ce pro­du­zio­ne, che è sta­ta in gra­do di espri­me­re per­so­na­li­tà ampia­men­te accre­di­ta­te a livel­lo inter­na­zio­na­le. Dagli anni Ses­san­ta e Set­tan­ta, ad esem­pio, si è distin­ta la “Scuo­la di Pado­va”, gra­zie all’attività di cir­ca tre gene­ra­zio­ni di ora­fi che si sono for­ma­ti pres­so l’Istituto d’Arte Pie­tro Sel­va­ti­co. Attual­men­te sono mol­tis­si­mi e spar­si su tut­to il ter­ri­to­rio gli artisti/orafi che spe­ri­men­ta­no lin­guag­gi alter­na­ti­vi alla tra­di­zio­ne. Alcu­ni di loro sono riu­ni­ti in for­ma asso­cia­ti­va, nell’intento di pro­muo­ve­re il con­fron­to e la rifles­sio­ne sul­le pro­prie diver­se espe­rien­ze e di dif­fon­der­ne la cono­scen­za attra­ver­so atti­vi­tà espo­si­ti­ve e di work­shop.

Tut­ta­via, la cul­tu­ra del gio­iel­lo di ricer­ca in ambi­to nazio­na­le fati­ca ad emer­ge­re ed è per ora nota solo ad un ambi­to ristret­to di ope­ra­to­ri, auto­ri, col­le­zio­ni­sti e gal­le­ri­sti, e a qual­che raro cri­ti­co spe­cia­liz­za­to. Quest’ultimo il più del­le vol­te pro­vie­ne dal set­to­re stes­so del­la pro­du­zio­ne (un mae­stro ora­fo) o del mer­ca­to (un gal­le­ri­sta) o dall’ambito dell’architettura e del desi­gn. Biso­gna soprat­tut­to pren­de­re atto di una sostan­zia­le lati­tan­za, sal­vo poche ecce­zio­ni, da par­te degli sto­ri­ci dell’arte, stu­dio­si di arte con­tem­po­ra­nea. Un’assenza che per alcu­ni potreb­be impli­ca­re l’espressione di un giu­di­zio, maga­ri la nega­zio­ne di una iden­ti­tà e di una pie­na digni­tà al feno­me­no, ma che nel­la mag­gior par­te dei casi sem­bra piut­to­sto deri­va­re dal disin­te­res­se e da una scar­sa cono­scen­za di que­sta real­tà, altro­ve dive­nu­ta mate­ria di cor­si uni­ver­si­ta­ri.

Non si pre­ten­de cer­ta­men­te di col­ma­re ora quel­lo che si pro­fi­la come un indub­bio vuo­to cri­ti­co, ma vor­rem­mo alme­no richia­ma­re l’attenzione degli sto­ri­ci dell’arte con­tem­po­ra­nea e soprat­tut­to del­le più gio­va­ni gene­ra­zio­ni su un ambi­to anco­ra poco inda­ga­to dagli stu­di.

Sem­pre al secon­do pia­no sono pro­iet­ta­ti i video ritrat­ti degli auto­ri rea­liz­za­ti dagli stu­den­ti del cor­so di Gra­phic Desi­gn dell’Accademia Laba di Bre­scia.

 

31 ago­sto – 6 otto­bre 2013
Fon­da­zio­ne Comi­nel­li
Palaz­zo Comi­nel­li, via Padre F. San­ta­bo­na 9, Cisa­no di San Feli­ce del Bena­co (BS)
Ora­ri: vener­dì e saba­to 18.00–21.30; dome­ni­ca 10.00–12.00 e 18.00–21.30
Ingres­so libe­ro
Info: +39 338 6060153; +39 338 6060153;
info@fondazionecominelli.it

Cite this article as: Barbara Maria Savy, Il gioiello contemporaneo alla Fondazione Cominelli, in "STORIEDELLARTE.com", 1 ottobre 2013; accessed 28 marzo 2017.
http://storiedellarte.com/2013/10/il-gioiello-contemporaneo-alla-fondazione-cominelli.html.

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