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Benedetto Croce, il Cristo velato di Sanmartino

«E il principe di Sansevero, o il “Principe” per antonomasia, che cosa è altro in Napoli, per il popolino delle strade che attorniano la Cappella dei Sangro, ricolma di barocche e stupefacenti opere d’arte, se non l’incarnazione napoletana del dottor Faust o del mago salernitano Pietro Barliario, che ha fatto il patto col diavolo, ed è divenuto un quasi diavolo esso stesso, per padroneggiare i  più riposti segreti della natura? Solo che per essere un gran signore, un principe, egli riuniva alle arti diaboliche capricci da tiranno, opere di sangue e atti di raffinata crudeltà. Per lieve fallo, fece uccidere due suoi servi, un uomo e una donna, e imbalsamarne stranamente i corpi in modo che mostrassero nel loro interno tutti i visceri, le arterie e le vene, e li serbò in un armadio, e ancora si mostravano dal sagrestano in un angolo della chiesa; ammazzò altra volta nientemeno che sette cardinali, e delle loro ossa costruì sette seggiole, ricoprendone il fondo con la loro pelle; all’artista, che gli scolpì per la sua cappella il Cristo morto, trasparente sotto un velo di marmo, e che vi lavorò una vita intera, fece cavare gli occhi, affinché non eseguisse mai per altri così straordinaria scultura».

Benedetto Croce, Leggende di luoghi ed edifizi di Napoli, in Storie e leggende napoletane, a cura di Giuseppe Galasso, Adelphi, Milano 1990  (edizione consultata: ottava edizione, Gli Adelphi 156, Milano 2010, pp. 327-328).

Giuseppe Sanmartino, Cristo velato, 1753, Napoli, Cappella Sansevero

Giuseppe Sanmartino, Cristo velato, 1753, particolare, Napoli, Cappella Sansevero

 

Cite this article as: Debora Tosato, Benedetto Croce, il Cristo velato di Sanmartino, in "STORIEDELLARTE.com", 23 ottobre 2013; accessed 25 giugno 2017.
http://storiedellarte.com/2013/10/benedetto-croce-il-cristo-velato-di-sanmartino.html.

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