Top Menu

Nuovi problemi per Piazza Armerina

La visi­ta alla Vil­la del Casa­le di Piaz­za Arme­ri­na, straor­di­na­rio sito archeo­lo­gi­co situa­to al cen­tro del­la Sici­lia, fino a pochi anni fa si svol­ge­va in un misto di esta­si e tor­men­to. Esta­si: per­ché era, ed è, dav­ve­ro dif­fi­ci­le tro­va­re una super­fi­cie così vasta e in lar­ga par­te inte­gra di mosai­ci pavi­men­ta­li di epo­ca anti­ca e per­ché l’opulenza del­la deco­ra­zio­ne lascia­va, e lascia anco­ra, stu­pe­fat­ti. Tor­men­to: per­ché pas­sa­re una o due ore sot­to la strut­tu­ra in fer­ro, ple­xi­glass e vetro che dagli anni Ses­san­ta ne pro­teg­ge­va l’intera super­fi­cie si pre­sen­ta­va come un’esperienza di fisi­ca sof­fe­ren­za.

Risa­len­ti al IV seco­lo d.C., i mosai­ci si svi­lup­pa­no per cir­ca 3500 mq e sono sta­ti rea­liz­za­ti da mae­stran­ze afri­ca­ne, uti­liz­zan­do cir­ca 120 milio­ni di tes­se­re, su com­mis­sio­ne di un poten­te pro­prie­ta­rio anco­ra oggi igno­to. Nei vari ambien­ti si sus­se­guo­no impo­nen­ti sce­ne di cac­cia e raf­fi­gu­ra­zio­ni mito­lo­gi­che (fig. 1), le gare di atle­ti­ca del­le famo­se don­ne in biki­ni ripro­dot­te in tut­ti i libri di sto­ria (fig. 2) e le deco­ra­zio­ni geo­me­tri­che dei loca­li di ser­vi­zio, men­tre tutt’intorno al peri­sti­lio si sno­da­no teste di ani­ma­li eso­ti­ci con­tor­na­te da ghir­lan­de.

L’importanza dell’edificio, ogget­to di un’ampia cam­pa­gna di sca­vo negli anni Cin­quan­ta del seco­lo scor­so, indus­se l’amministrazione pub­bli­ca all’inizio degli anni Ses­san­ta a inter­ve­ni­re per assi­cu­rar­ne la con­ser­va­zio­ne. Il pro­get­to fu affi­da­to all’architetto Fran­co Minis­si, che rea­liz­zò una strut­tu­ra leg­ge­ra e tra­spa­ren­te, in gra­do di rico­strui­re visi­va­men­te in alza­to i volu­mi ormai per­du­ti dell’edificio e di con­sen­ti­re ai visi­ta­to­ri l’osservazione dei pavi­men­ti dall’alto, gra­zie a una pas­se­rel­la col­lo­ca­ta in cima ai bran­del­li di muro soprav­vis­su­ti ai crol­li. Nell’approntare que­sta solu­zio­ne, rite­nu­ta all’avanguardia per i tem­pi, non si con­si­de­rò che il sole sici­lia­no avreb­be pro­vo­ca­to un effet­to-ser­ra all’interno degli ambien­ti, ovve­ro l’aumento del­la tem­pe­ra­tu­ra e la con­se­guen­te cre­sci­ta del gra­do di umi­di­tà, e che il feno­me­no sareb­be sta­to tan­to più acu­to quan­to più ci si avvi­ci­na­va al momen­to cen­tra­le dell’estate. Se il per­cor­so risul­tò sof­fo­can­te per i visi­ta­to­ri, sot­to­po­sti nei mesi cal­di a una vera e pro­pria sau­na, l’effetto più dele­te­rio si riscon­trò incre­di­bil­men­te sugli stes­si mosai­ci, che nel cor­so dei cinquant’anni suc­ces­si­vi si opa­ciz­za­ro­no e in alcu­ni pun­ti si stac­ca­ro­no dal­la base del pavi­men­to a cau­sa del mix di calo­re e vapo­re acqueo pre­sen­te sot­to la coper­tu­ra.

La con­sa­pe­vo­lez­za di que­sti dan­ni e del pro­gres­si­vo dete­rio­ra­men­to del­la costru­zio­ne di Minis­si han­no indot­to in anni recen­ti a prov­ve­de­re a una nuo­va cam­pa­gna di restau­ro con il dop­pio obiet­ti­vo di sana­re i pro­ble­mi già emer­si e, gra­zie alla sosti­tu­zio­ne del­la vec­chia strut­tu­ra, di evi­ta­re che si ripro­pon­ga­no in futu­ro. I lavo­ri sul cor­po prin­ci­pa­le e più este­so dell’edificio sono ter­mi­na­ti nel 2012, men­tre resta anco­ra in pie­di il vec­chio alza­to di Minis­si nel­la zona del Tri­cli­nio. Risul­ta per­ciò anco­ra pos­si­bi­le un con­fron­to tra gli effet­ti del­la vec­chia (fig. 3) e del­la nuo­va coper­tu­ra (fig. 4) anche per chi arri­va sul sito per la pri­ma vol­ta.

Sen­za dub­bio la nuo­va strut­tu­ra, rea­liz­za­ta in legno e pan­nel­li di mate­ria­le ter­moi­so­lan­te, ha rag­giun­to lo sco­po di crea­re all’interno del com­ples­so una tem­pe­ra­tu­ra idea­le sia per la con­ser­va­zio­ne del­le tes­se­re musi­ve che per la soprav­vi­ven­za alla visi­ta degli esse­ri uma­ni. Que­sta nuo­va solu­zio­ne, però, non sem­bra esse­re il pun­to d’arrivo per la Vil­la del Casa­le, per­ché, come si può facil­men­te con­sta­ta­re, i pic­cio­ni si sono accor­ti del cli­ma tem­pe­ra­to che ades­so regna nell’ambiente e quin­di vi si rifu­gia­no volen­tie­ri, lascian­do i loro cor­ro­si­vi escre­men­ti sui mosai­ci (fig. 5). A nul­la val­go­no le debo­li reti col­lo­ca­te per ten­ta­re di impe­dir­ne l’arrivo, anche per­ché ci sono zone che è impos­si­bi­le scher­ma­re e i pen­nu­ti ine­vi­ta­bil­men­te ne appro­fit­ta­no (fig. 6).

Non c’è pace, dun­que, per i mosai­ci di Piaz­za Arme­ri­na, che per la loro impor­tan­za nel 1997 sono sta­ti inse­ri­ti dall’Unesco nel­la World Heri­ta­ge List e per la cui sal­va­guar­dia, dopo cinquant’anni, anco­ra non si è tro­va­ta una solu­zio­ne defi­ni­ti­va. Peral­tro si veri­fi­ca con ama­rez­za che il trat­to di deco­ra­zio­ne in miglio­ri con­di­zio­ni di con­ser­va­zio­ne è un bra­no che si tro­va all’aperto, nel pun­to di pas­sag­gio tra il cor­po prin­ci­pa­le del­la vil­la e il Tri­cli­nio. Igno­ra­to dai pic­cio­ni, ma cal­pe­sta­to dai turi­sti e sot­to­po­sto alle intem­pe­rie, il mosai­co in que­sta zona para­dos­sal­men­te offre allo sguar­do tes­se­re in for­ma sma­glian­te, in gra­do di espri­me­re alla luce del sole di ago­sto tut­to il poten­zia­le di colo­re che le loro col­le­ghe all’interno sem­bra­no ave­re ormai irri­me­dia­bil­men­te per­du­to (fig. 7).

 

Fig. 7

Fig. 7

Approfondimenti

Cite this article as: Claudia Caramanna, Nuovi problemi per Piazza Armerina, in "STORIEDELLARTE.com", 25 settembre 2013; accessed 20 agosto 2017.
http://storiedellarte.com/2013/09/nuovi-problemi-per-piazza-armerina.html.

,

No comments yet.

Leave a Reply / Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: