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Monna Lisa e i collezionisti di ossa

no monna lisaSa mol­to di roto­cal­co esti­vo il chias­so media­ti­co sol­le­va­to­si intor­no alla ricer­ca dei resti di Mon­na Lisa Ghi­rar­di­ni, uni­ver­sal­men­te nota per esse­re sta­ta – così si dice – immor­ta­la­ta da Leo­nar­do nel­la cosid­det­ta Gio­con­da del Lou­vre. Il qua­dro, arci­no­to, non ha biso­gno di pre­sen­ta­zio­ni, e del­la sua ster­mi­na­ta biblio­gra­fia, come del­le tan­te que­stio­ni anco­ra aper­te su una del­le ico­ne più cele­bri del­le sto­ria, non è cer­to pos­si­bi­le dare con­to in un bre­ve post.

Per dove­re di cro­na­ca, per rispon­de­re alle tan­te segna­la­zio­ni e sol­le­ci­ta­zio­ni di quan­ti ci seguo­no, per non sot­trar­ci alla pole­mi­ca fer­ra­go­sta­na che, ahi­noi, mol­to rive­la del­lo sta­to deplo­re­vo­le in cui ver­sa la nostra bistrat­ta­ta disci­pli­na, ci limi­tia­mo a rias­su­me­re le tap­pe salien­ti di una vicen­da che in poche ore ha fat­to il giro del mon­do e di cui, sicu­ra­men­te, pur­trop­po sen­ti­re­mo par­la­re anco­ra a lun­go.

Il pro­get­to annun­cia­to nel 2011 da Sil­va­no Vin­ce­ti, pre­si­den­te del Comi­ta­to nazio­na­le per la valo­riz­za­zio­ne dei beni sto­ri­ci cul­tu­ra­li e ambien­ta­li, di cer­ca­re, sul­la base di docu­men­ti ‘inop­pu­gna­bi­li’, le spo­glie mor­ta­li di Mon­na Lisa nell’ex con­ven­to di Sant’Orsola, dove la don­na si riti­rò in età avan­za­ta, è ala­cre­men­te pro­se­gui­to sot­to il vigi­le occhio di tele­ca­me­re e foto­re­por­ter. Basta fare un giro su You­tu­be per segui­re pas­so pas­so quan­to Vin­ce­ti, non nuo­vo a que­sto gene­re di ope­ra­zio­ni (suo è il repe­ri­men­to dei sup­po­sti resti di Cara­vag­gio) e la sua équi­pe han­no fat­to in que­sti anni.
L’impresa di ritro­va­re le ossa del­la don­na e del figlio, com­pa­rar­ne il DNA, recu­pe­ra­re il teschio di lei e, con l’ausilio del­le più sofi­sti­ca­te tec­no­lo­gie, rico­struir­ne il vol­to per por­re una buo­na vol­ta fine alla vexa­ta quae­stio se Lisa sia dav­ve­ro la don­na ritrat­ta nel qua­dro del Lou­vre, è pro­se­gui­ta nono­stan­te le mol­te pole­mi­che che han­no da subi­to accom­pa­gna­to il suo cam­mi­no.

Nell’ottobre 2012, dai sot­tor­ra­nei di Sant’Orsola, emer­go­no due sche­le­tri fem­mi­ni­li, subi­to foto­gra­fa­ti e divul­ga­ti anche attra­ver­so il web, che par­reb­be­ro ave­re i giu­sti requi­si­ti per esse­re iden­ti­fi­ca­ti con i resti di Lisa, mor­ta nel 1542 cir­ca. Le ricer­che non si fer­ma­no, si esten­do­no alla chie­sa del­la San­tis­si­ma Annun­zia­ta, alla Crip­ta dei Mar­ti­ri die­tro l’altare mag­gio­re, dove sono custo­di­ti i resti del mari­to di Lisa, Fran­ce­sco di Bar­to­lo­meo del Gio­con­do e dei suoi due figli, Bar­to­lo­meo e il secon­do­ge­ni­to Pie­ro, avu­to appun­to da Lisa.
Final­men­te, il 9 ago­sto scor­so, Vin­ce­ti annun­cia l’aper­tu­ra del­la Crip­ta, immor­ta­la­ta da repor­ter e tele­ca­me­re. I risul­ta­ti dei com­ples­si esa­mi ed inda­gi­ni cui saran­no sot­to­po­sti pres­so l’Università del Salen­to tan­to i resti fem­mi­ni­li ritro­va­ti in Sant’Orsola, quan­to quel­li maschi­li rie­su­ma­ti alla San­tis­si­ma Annun­zia­ta, saran­no resi noti fra alcu­ni mesi. Da Raven­na, dove le spo­glie fem­mi­ni­li ritro­va­te a Sant’Orsola sono sta­te tra­sfe­ri­te, il pro­fes­sor Gior­gio Grup­pio­ni, diret­to­re del labo­ra­to­rio di Antro­po­lo­gia del dipar­ti­men­to di Beni Cul­tu­ra­li dell’università di Bolo­gna, ha intan­to divul­ga­to all’inizio di luglio che alcu­ni resti risul­ta­no com­pa­ti­bi­li con la pre­sun­ta età di mor­te di Lisa Ghe­rar­di­ni.
Ma la cani­co­la esti­va non atten­de­va nul­la di meglio di una così spet­ta­co­la­re ope­ra­zio­ne e di una così cla­mo­ro­sa rive­la­zio­ne… Ritro­va­ta, nien­te­me­no, che la don­na dall’enigmatico sor­ri­so che ci incan­ta e fa discu­te­re da seco­li.

(foto via www.repubblica.it)

(foto via www.repubblica.it)

Ed ecco, nel giro di pochi minu­ti, levar­si le voci più dispa­ra­te. Ini­zia lo stes­so Vin­ce­ti, rispol­ve­ran­do una cam­pa­gna di sen­si­bi­liz­za­zio­ne che con­vin­ca il dif­fi­den­te mini­stro del­la cul­tu­ra fran­ce­se, Auré­lie Filip­pet­ti, a ‘pre­star­ci’ per alme­no un meset­to la Gio­con­da, con imman­ca­bi­le rac­col­ta di fir­me che con­ta attual­men­te 150.000 pro­se­li­ti, alla fac­cia del­le con­di­zio­ni con­ser­va­ti­ve del dipin­to che tut­to con­si­glia­no, meno che una sia pur pia­ce­vo­le, for­se fer­ra­go­sta­na, tra­sfer­ta ita­lia­na. Roc­co Moli­ter­ni su “La Stam­pa” segna­la la com­par­sa su Face­book del car­tel­lo “No Mon­na Lisa” che, con accen­ti mol­to tosca­ni, invi­ta cor­te­se­men­te Vin­ce­ti a pra­ti­ca­re la necro­fi­lia nel salot­to del­la pro­pria abi­ta­zio­ne piut­to­sto che nel­le chie­se fio­ren­ti­ne. Non ci è sta­ta rispar­mia­ta, ovvia­men­te, nem­me­no l’immancabile rico­stru­zio­ne genea­lo­gi­ca che fa risa­li­re gli ante­na­ti del com­pian­to John Fitz­ge­rald Ken­ne­dy nien­te­me­no che ai Ghe­rar­di­ni.
Chi rie­sce a rima­ne­re un po’ luci­do, comin­cia a medi­ta­re mobi­li­ta­zio­ni popo­la­ri vol­te a con­tra­sta­re lo spo­sta­men­to del­la Gio­con­da. Dall’estero ci guar­da­no, fra il curio­so e il diver­ti­to, o maga­ri l’incredulo: qui tro­va­te, fra i tan­ti che potrem­mo girar­vi, un ser­vi­zio del­la BBC, segna­la­to­ci dome­ni­ca all’alba dall’amico Hasan Niya­zi.

Espri­mia­mo lo scon­cer­to, come sto­ri­ci dell’arte, per un’operazione dai costi esor­bi­tan­ti, che Vin­ce­ti ha potu­to com­pie­re con l’avallo di Soprin­ten­den­za e Pro­vin­cia, in un Pae­se costret­to come il nostro a fare, gior­no dopo gior­no, i con­ti con chiu­su­re di musei, dra­sti­che ridu­zio­ni di per­so­na­le, dram­ma­ti­ca incu­ria del pro­prio pre­zio­sis­si­mo patri­mo­nio arti­sti­co. Resta, in noi, la cer­tez­za che quel­le ossa, a chiun­que appar­ten­ga­no, non aggiun­ge­ran­no o toglie­ran­no nul­la alla com­pren­sio­ne del capo­la­vo­ro leo­nar­de­sco. Toma­so Mon­ta­na­ri, poche ore pri­ma dell’apertura del­la Crip­ta del­la San­tis­si­ma Annun­zia­ta, ha del resto subi­to denun­cia­to le risi­bi­li moti­va­zio­ni di un’operazione rea­liz­za­ta con dena­ro pub­bli­co e che con la sto­ria dell’arte, o qual­sia­si altra disci­pli­na che voglia dir­si scien­za, non ha nul­la a che fare.

(foto via www.repubblica.it)

(foto via www.repubblica.it)

Cite this article as: Redazione, Monna Lisa e i collezionisti di ossa, in "STORIEDELLARTE.com", 13 agosto 2013; accessed 30 aprile 2017.
http://storiedellarte.com/2013/08/monna-lisa-e-i-collezionisti-di-ossa.html.

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8 Responses to Monna Lisa e i collezionisti di ossa

  1. Francesco Saverio Russo 3 settembre 2013 at 11:04 #

    Per­chè non si orga­niz­za un con­ve­gno sul­le varie ipo­te­si, sen­sa­te natu­ral­men­te, su chi fos­se dav­ve­ro la Gio­con­da, secon­do voi a con chi biso­gne­reb­be par­la­re? gra­zie. Fran­cer­sco

    • Redazione 3 settembre 2013 at 15:47 #

      La rin­gra­zio per il com­men­to e per il sug­ge­ri­men­to.
      In effet­ti, mi sem­bra dav­ve­ro inte­res­san­te l’idea di orga­niz­za­re, in qual­che modo, un con­ve­gno che met­ta a con­fron­to alcu­ne del­le più serie e docu­men­ta­te pro­po­ste sul­la iden­ti­fi­ca­zio­ne del­la don­na ritrat­ta da Leo­nar­do. Per soli­to, dovreb­be esse­re il com­pi­to di una isti­tu­zio­ne.
      Un cor­dia­le salu­to,
      Ser­gio Momes­so

  2. gerardo pecci 17 agosto 2013 at 20:23 #

    Caro Fede­ri­co, caris­si­mi ami­ci del­la Reda­zio­ne. Mi fa pia­ce­re sape­re che sia­mo sul­la stes­sa linea di com­por­ta­men­to e soprat­tut­to in gran­de sin­to­nia per un cor­ret­to approc­cio meto­do­lo­gi­co ai pro­ble­mi del­la sto­ria dell’arte, che non sono quel­li cer­ta­men­te lega­ti al bece­ro sen­sa­zio­na­li­smo pri­vo di sen­so se non per far par­la­re cer­ta stam­pa che ha biso­gno di gos­sip e di vuo­te noti­zie per soprav­vi­ve­re. La sto­ria dell’arte è altro: è ricer­ca scien­ti­fi­ca, è sacri­fi­cio con­ti­nuo, è rigo­re meto­do­lo­gi­co. Non può esse­re ridot­ta all’allegra ricer­ca del­le pre­sun­te ossa di Cara­vag­gio o del­la model­la che posò per Leo­nar­do. Sono trent’anni ora­mai che mi bat­to per una cor­ret­ta gestio­ne dei beni cul­tu­ra­li e per una cor­ret­ta ricer­ca sto­ri­co-arti­sti­ca e affian­co la mia atti­vi­tà per­so­na­le di ricer­ca sul cam­po a quel­la del­la divul­ga­zio­ne per un pub­bli­co di non spe­cia­li­sti per­ché sono con­vin­to che oltre alla ricer­ca è impor­tan­te la divul­ga­zio­ne di qua­li­tà. Per que­sto col­la­bo­ro set­ti­ma­nal­men­te con il quo­di­dia­no LA CITTA’, dif­fu­so nel Saler­ni­ta­no, con una rubri­ca fis­sa dal tito­lo ARS. VIAGGIO NELLARTE, così come pure con il set­ti­ma­na­le cat­to­li­co AGIRE, del­la Arci­dio­ce­si di Saler­no. Ma quan­do leg­go imbe­cil­li­tà come quel­le del­la necro­fi­lia scam­bia­ta per archeo­lo­gia ( ci fos­se alme­no un sen­so di logi­ci­tà in cer­te squal­li­de ope­ra­zio­ni!…) è chia­ro che non pos­so far altro che difen­de­re la sto­ria dell’arte e la cate­go­ria di tut­ti gli sto­ri­ci dell’arte seri e impe­gna­ti che ven­go­no offe­si da que­sti quat­tro incom­pe­ten­ti che pen­sa­no solo al pro­prio tor­na­con­to per­so­na­le, con l’avallo di per­mes­si mini­ste­ria­li che non avreb­be­ro dovu­to esse­re concessi…sperpero…sperpero…E intan­to la ricer­ca, quel­la vera, lan­gue in uno sta­to di cata­les­si per­ché non è imme­dia­ta­men­te visi­bi­le come le mostre sen­sa­zio­na­li­sti­che fat­te sen­za cri­te­ri di scien­ti­fi­ci­tà, solo per inte­res­si per­so­na­li e scoop per un bece­ro gior­na­li­smo dilet­tan­te­sco e igno­ran­te. E mi fer­mo qui… A voi un caro abbrac­cio e buon lavo­ro. Lot­tia­mo e non mol­lia­mo, com­bat­tia­mo insie­me que­sta bat­ta­glia per la civil­tà. Ora­mai sia­mo dei com­bat­ten­ti: la sto­ria dell’arte è in trin­cea.

    • Redazione 18 agosto 2013 at 07:25 #

      Caro Gerar­do,

      gra­zie per il nuo­vo appas­sio­na­to com­men­to. Sia­mo d’accordo natu­ral­men­te sul­le tue scon­so­la­te con­si­de­ra­zio­ni. È pro­prio il tem­po, come andia­mo dicen­do da due anni e mez­zo, di non abban­do­na­re il cam­po a se stes­so, ma di river­sa­re la qua­li­tà degli stu­di nel web, pena il disa­stro che abbia­mo ormai sot­to gli occhi quo­ti­dia­na­men­te. Non cre­dia­mo e non abbia­mo mai cre­du­to ai pro­cla­mi e alle denun­ce fine a se stes­se ma al lavo­ro soli­do e accu­ra­to. Ci sem­bra l’unica via di usci­ta sicu­ra, come dici giu­sta­men­te anche tu. 

      Un caris­si­mo salu­to,
      sm

  3. Gerardo Pecci, storico dell'arte 14 agosto 2013 at 10:12 #

    Per favo­re chie­dia­mo al Mini­stro dei Beni Cul­tu­ra­li di rimuo­ve­re imme­dia­ta­men­te Vin­ce­ti dal posto che “abu­si­va­men­te” occu­pa in mini­ste­ro. Ma chi lo ha piaz­za­to lì? Chi gli ha offer­to l’incarico di valo­riz­za­re se non cono­sce che il nul­la? Costui non sa che cosa signi­fi­chi valo­riz­za­re il patri­mo­nio cul­tu­ra­le, non ne ha la più pal­li­da idea e scam­bia la necro­fi­lia per archeo­lo­gia!!!!

    • Redazione 14 agosto 2013 at 16:28 #

      Pur­trop­po cre­do abbia per­fet­ta­men­te ragio­ne, la vicen­da è tal­men­te scon­cer­tan­te che vie­ne da chie­de­re subi­to imme­dia­ta spie­ga­zio­ne al Mini­stro.
      Spe­ria­mo che qual­co­sa si muo­va pre­sto.
      In ogni caso, come sem­pre sor­ge spon­ta­nea una rifles­sio­ne più gene­ra­le sull’educazione, sull’insegnamento del­la sto­ria dell’arte, che però oggi ormai rischia di appa­ri­re trop­po inge­nua e “illu­mi­ni­sti­ca”.

      Cari salu­ti,
      sm

    • Federico Giannini 16 agosto 2013 at 00:00 #

      Gen­ti­le Pro­fes­sor Pec­ci,

      in real­tà, come Mon­ta­na­ri ha illu­stra­to in uno dei suoi ulti­mi arti­co­li (http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/09/firenze-monna-lisa-dopo-trecento-anni-aperta-tomba-di-famiglia/680926/), il Comi­ta­to pre­sie­du­to da Sil­va­no Vin­ce­ti non sem­bra esse­re un ente pub­bli­co, e a quan­to mi risul­ta da una bre­ve ricer­ca su Goo­gle mi pare che Vin­ce­ti non sia “den­tro” al mini­ste­ro ma che rico­pre (o abbia rico­per­to) un ruo­lo da col­la­bo­ra­to­re ester­no.

      A me dà fasti­dio, inol­tre, il fat­to che mol­ti gior­na­li e siti web gli attri­bui­sca­no l’etichetta di “divul­ga­to­re”, quan­do inve­ce la divul­ga­zio­ne è una cosa ben più seria e rigo­ro­sa, e quan­do colo­ro che, come il sot­to­scrit­to e i pro­pri col­la­bo­ra­to­ri, fan­no divul­ga­zio­ne seria e rigo­ro­sa, non tro­va­no mai spa­zi per pre­sen­ta­re i pro­pri lavo­ri… for­se per­ché que­gli spa­zi sono pro­prio occu­pa­ti dai “cer­ca­to­ri d’ossa”.

      Ma si sa, più una noti­zia è roboan­te e più atti­ra, sicu­ra­men­te fa più noti­zia far sape­re che c’è qual­cu­no che sta rie­su­man­do i pre­sun­ti resti di colei che potreb­be aver posa­to per un dipin­to di Leo­nar­do, piut­to­sto che far sape­re che in Ita­lia c’è chi da ormai quat­tro anni (ma pro­ba­bil­men­te anco­ra per poco) por­ta avan­ti un pro­get­to di divul­ga­zio­ne serio, pun­tua­le e apprez­za­to… per­do­na­te lo sfo­go

      Fede­ri­co Gian­ni­ni

      • Redazione 16 agosto 2013 at 13:50 #

        Caro Fede­ri­co,

        gra­zie per le uti­li pre­ci­sa­zio­ni su Vin­ce­ti.
        E gra­zie pure per ave­re ricor­da­to che qui nell’internet c’è chi, con fati­ca e rigo­re, ten­ta di divul­ga­re la sto­ria dell’arte sen­za spes­so tro­va­re nem­me­no un bri­cio­lo del­la riso­nan­za riser­va­ta a cer­ca­to­ri di ossa, tra­pa­na­to­ri di affre­schi e simi­li.
        Ci sen­tia­mo, come di dice, nel­la stes­sa bar­ca, più o meno; per que­sto augu­ria­mo a te e ai tuoi col­la­bo­ra­to­ri un buon lavo­ro. Non mol­la­te, la stra­da è lun­ga.

        Cari salu­ti,
        sm

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