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London Art Week 2013. Highlights

Una serie di colpi di scena ha coronato la settimana londinese dedicata agli Old Masters, ormai conclusa, che ha fatto convergere nella capitale britannica collezionisti di 33 paesi. Christie's ha battuto il 2 luglio una straordinaria Testa di chierico di Tiziano, forse proveniente da Palazzo Farnese (venduto a 781.875 sterline). Ma i giornali e le testate on-line hanno dato grande risalto al record di incassi della Sotheby's che il 3 luglio sera ha messo in vendita anche alcuni vertici della collezione di Gustav Rau: 35 milioni di sterline l'incasso dell'asta, tredici dei quali procacciati da due dipinti di El Greco: un San Domenico in preghiera (lotto 19, tela, cm 75 x 58), siglato dall'artista e battuto per 10 milioni di pounds, e una pala con Cristo sulla croce (lotto 34, tela, 177 x 105), venduta per 3,4 milioni, decretando un vero record per un Old Master spagnolo. L'importanza di quest'asta è stata accresciuta dalla presenza straordinaria dei sei affreschi di Giandomenico Tiepolo riportati su tela (lotto 42, ciascuno di cm 271 x 185) con storie di altrettanti membri della famiglia Porto assurti ad alti incarichi di potere e vissuti tra il XII e il XVII secolo, provenienti dal palazzo vicentino di famiglia (cfr. A. Mariuz, Giandomenico Tiepolo, Venezia 1971, pp. 46, 121, 130; 2012, pp. 65, 67, 88).
El Greco, San Domenico in preghiera

El Greco, San Domenico in preghiera

Venendo alla pittura padana del Cinquecento, tra le presenze meno eclatanti per il grande pubblico, ma pur sempre ghiotte per gli specialisti, va segnalato l'inedito dipinto attribuito a Dosso Dossi, con parere pienamente favorevole di Peter Humfrey, in cui si propone di riconoscere un episodio di Giove e Semele (lotto 30, tela, cm 180 x 130,5), battuto per 1.420.000 sterline, contro la stima iniziale di 150-200.000: tutto nel quadro rispetta i caratteri del grande ferrarese, il profilo tagliente e la folta zazzera del prorompente Zeus, in posa a metà tra sapiente-astronomo e Laocoonte, o la fisionomia della bionda giovane, intimidita e in procinto di vacillare di fronte all'apparizione tonante dell'amante. Ci si poteva però aspettare un diverso impasto di colore da Dosso, un succo diverso nel rosso panneggio e nella frangia dorata ma non vibrante di luce. Il catalogo registra correttamente la prudenza di giudizio di un conoscitore come Alessandro Ballarin che preferisce attendere la pulitura, una prudenza in linea con la stima d'inizio asta. Nel gioco al rialzo avranno comprensibilmente contato l'importanza delle dimensioni, la fiducia del pubblico nel buon esito della prossima pulitura e la novità del soggetto, sul quale pendono elementi non risolti, come i due rospi affaccendati attorno al sacco rigonfio e al mazzo di chiavi, di un rebus tipicamente dossesco.

attribuito a Dosso Dossi

Dosso Dossi (attribuito a), Giove e Semele

 

Dosso Dossi (at­tri­buito a), Giove e Semele

Dosso Dossi (at­tri­buito a), Giove e Semele, particolare

Il 3 luglio, nella prima tornata di vendite, il numero di disegni italiani era scarno: tra gli anonimi in cerca di paternità e di contesto, di un certo interesse si segnalano uno Studio per figura vista da tergo, riferita ad artista veneto del XVI secolo (lotto 23, gesso nero, gesso bianco su carta grigio-blu, mm  269 x 195), foglio noto agli specialisti di Tiziano, per cui si suggerisce ora un riferimento all'ambito bassanesco, e uno Studio per testa di cavallo e figura femminile con attribuzione a Battista Dossi (lotto 14, gesso nero, acquerello bruno e rialzi di biacca, mm 197 x 140), ma forse piuttosto un anonimo raffaellesco vicino a Gianfrancesco Penni. Il 5 luglio si battevano, invece, molti Master Drawings italiani provenienti dalla collezione Ralph Holland, per l'occasione ribattezzata 'Galleria portatile': tra i disegni, almeno, sembrano da segnalare uno studio quadrettato e numerato per l'Ultima Cena di Pomponio Amalteo a Lestans (lotto 231, mm 166 x 260), uno studio a penna per Flagellazione di Domenico Campagnola (lotto 235, mm 220 x 378), uno studio a penna e abbondante biacca per una Incoronazione della Vergine di Biagio Pupini (lotto 243, mm 203 x 130, con l'importante iscrizione di padre Sebastiano Resta: «Mo. Biaggio Puppini Bolognese, Discepolo del Francia, pratteco con I'Imola, / Gerolimino da Carpi. Fù Goffetto. / P. Resta»), e uno Studio per la Creazione di Eva a gesso nero di Jacopo Zanguidi detto il Bertoja (lotto 238, mm 160 x 198), già connesso da Arthur E. Popham alla Stanza dei Sogni di Caprarola (cfr. D. De Grazia, Bertoia, Mirola and the Farnese Court, Bologna 1991, p. 120, n. D33).
Scuola veneziana, Studio per figura vista da tergo

Scuola veneziana, Studio per figura vista da tergo

Procedendo verso il 15 di Old Bond Street, al primo piano della palazzina di Bernheimer-Colnaghi, si può ancora vedere un piccolo dipinto, ora acquistato dal principe del Liechtenstein, in cui è raffigurata una Venere di Lucas Cranach il Vecchio (tavola, cm 38,7 x 24,5) datata 1531, di una grazia indimenticabile: su fondo nero, la figurina nuda dai lunghissimi capelli rossastri che ricadono sulla schiena si circonda di un velo trasparente che pizzica tra le dita, mentre poggia i piedi sui ciottoli levigati della dura  terra, descritti uno a uno. Al secondo piano è magnificamente esposta una serie di disegni che vanno dal XVI al XIX secolo e il bel catalogo approntato da Katrin Bellinger e Florian Härb consentirà di fissarne bene la memoria. Ricordo tra tutti lo Studio per l'Autunno come Bacco già riferito a Giulio Romano da Frederick Hartt e ristudiato in quest'occasione da Paul Joannides, proveniente dalla gloriosa vendita Ellesmere del 1972 (lotto 1, penna e acquerello bruno su carta beige, mm 238 x 98) e due pezzi autografi di Giorgio Vasari che contraddistinguono due diverse esperienze artistiche dell'aretino assai bene tratteggiate adesso, in relazione alla gestazione delle Vite e alla biografia stessa dell'artista, nel recente libro di Barbara Agosti (Giorgio Vasari. Luoghi e tempi delle Vite, Milano 2013  - scheda libro). L'occasione di commemorare ancora Vasari, dopo le celebrazioni del centenario nel 2011, è offerta anche dallo Studio per un primo progetto del sant'Eustachio della pala con l'Immacolata Concezione per la cappella di Biagio Mei a Lucca (lotto 2, penna e acquerello bruno, mm 258 x 99), un foglio forse appartenuto a Leopoldo de' Medici. Nella realizzazione dipinta la figura compie una torsione del corpo più accentuata in senso manieristico. Invece, nel foglio esposto la condotta del segno a colpi incrociati e paralleli denuncia uno stile ancora propriamente parmigianinesco che consente di collocarne l'esecuzione subito dopo il rientro da Bologna, dove Vasari sosta tra il 1539 e il 1541. La realizzazione pittorica invece sarà portata a compimento tra il 1542 e il 1543 e solo in quell'occasione il Sant'Eustachio troverà il suo assetto finale. Un secondo foglio quadrettato, preparatorio per uno dei pennacchi che fiancheggiano i tondi della sala di Cosimo I in Palazzo Vecchio, e in particolare illustra Cosimo I che fa rivivere la città di Volterra a lato del tondo con Cosimo I tra gli architetti e consulenti del suo tempo (lotto 3, penna e acquerello bruno, rialzi a biacca su carta azzurra, mm 152 x 186) fa riferimento alla stagione pienamente medicea di Vasari, nella quale l'implicazione allegorica si fa sottile compiacimento e la composizione si attua per simmetrie sempre più collaudate. Per le due opere sono preziose le schede specialistiche di Florian Härb in catalogo. La scelta può continuare con l'Allegoria della Temperanza di Paolo Farinati (lotto 6, penna, inchiostro bruno , acquerello su gesso nero, rialzi di biacca, mm 260 x 184), subito ritirata dall'esposizione dal compratore, che presenta due precise opzioni del gesto, a mano abbassata e alzata, con l'iscrizione a penna: «sta ma aquesto/stava melio».

--- New and Old Bond Street, 5 luglio

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Luca Cranach il Vecchio, Venere

giulio-dett-coln2013

Giulio Romano, Stu­dio per l’Autunno come Bacco, particolare

The article collects, at the end of a recent trip in London, personal notes on some paintings and drawings featured at Auction Sales during the first week of July 2013. The author notes some works that have raised more attention, like the paintings of El Greco or the six frescoes by Giandomenico Tiepolo formerly at Vicenza, Porto Palace. She focuses mainly on a painting sold with the attribution to Dosso Dossi and identified as "Jupiter and Semele". According to the author, the rare and mysterious iconography, however, is far from resolved. Then the author reports on some Sixteenth Century Italian drawings (by Vasari, Giulio Romano, and Farinati) and a very fine painting by Lucas Cranach, a "Venus" on black background.

 

 

 

Cite this article as: Alessandra Pattanaro, London Art Week 2013. Highlights, in "STORIEDELLARTE.com", 10 luglio 2013; accessed 30 aprile 2017.
http://storiedellarte.com/2013/07/london-art-week-2013-highlights.html.

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