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Vittorio Gregotti, La Pietà Rondanini – Il museo cambia? (Storify)

Michelangelo - Rondanini Pietà on exhibit design by BBPR Group

(Photo by Latente on Flickr)

Introduzione

L’acceso dibattito che si è scatenato intorno al progetto di spostamento della nota opera michelangiolesca dalla Sala degli Scarlioni del Castello Sforzesco ad altra destinazione, con nuovo allestimento, all’Ospedale degli Innocenti sempre nel contesto del Castello, passando per il carcere di San Vittore, ha sollecitato un ciclo di conferenze, organizzate all’interno del corso di Museologia da Paolo Biscottini.

I sei incontri hanno l’obiettivo di entrare nel merito, con voci diverse, attraverso la Pietà Rondanini e la sua vicenda, di temi museografici e museologici legati ai musei italiani, ove negli anni ’50 come è noto, si sono realizzati allestimenti e soluzioni narrative che sono divenuti essi stessi storici, quale è appunto il caso del lavoro di BBPR al Castello.

In che misura, e come, è corretto intervenire su questo genere di allestimento?

Il ciclo di incontri viene inevitabilmente a trattare anche il tema della conservazione dell’opera, della sua sicurezza da un lato, ma anche riflette e sollecita sul senso che la sua valorizzazione può assumere per creare un legame con la città e con la sua identità, perfino nei versanti più rimossi e dolorosi..

Si affronta in sostanza, attraverso questa vicenda, il tema del rinnovamento del museo.

La prima voce ascoltata è stata quella di Alessandra Mottola Molfino, che coordinò la prima riflessione per una nuova collocazione della Pietà Rondanini, chiamando nel 1998 a Milano architetti di chiara fama internazionale per un workshop. Pur approdando ad una scelta, che ricadde sul progetto di Alvaro Siza il progetto - illustrato pubblicamente e votato dalla comunità - , non se ne ebbe seguito. (Potete leggere lo storify di Alessandra Mottola Molfino, con link al video del restauro e ad articoli in merito, qui).

Luca Doninelli si è invece poeticamente interrogato sulla mancata affezione fra il “milanese” e la Pietà Rondanini. La proposta di lettura avanzata si genera, oltre alla mancata storica convivenza - Michelangelo non ha mai lavorato a Milano - , dall’individuazione delle caratteristiche distintive dell’uno e dell’altra: la tragicità esibita e urlata della scultura la renderebbe inconciliabile con una città fattiva, che non si specchia e che non è propensa all’introspezione. (Leggi lo storify di Luca Doninelli qui).

Stefano Boeri, sponsor del progetto e del suo senso presso la Giunta comunale, ha nuovamente segnalato la ridotta conoscenza e apprezzamento della città nei confronti dell’opera e ha condiviso le ragioni e i percorsi che hanno portato al progetto dello spostamento della Pietà attraversando tre luoghi: la Sala degli Scarlioni, l'infermeria dell'Ospedale Spagnolo, il carcere di San Vittore, attribuendo a quest'ultima collocazione temporanea una funzione sociale molto forte, una richiesta di pietà in un luogo di grande sofferenza, anche per via dell’affollamento. (L’intervento di Stefano Boeri, con le foto della presentazione, è qui).

 

La conferenza di Vittorio Gregotti (Storify)

 

Cite this article as: Maria Elena Colombo, Vittorio Gregotti, La Pietà Rondanini – Il museo cambia? (Storify), in "STORIEDELLARTE.com", 9 aprile 2013; accessed 24 giugno 2017.
http://storiedellarte.com/2013/04/vittorio-gregotti-la-pieta-rondanini-il-museo-cambia-storify.html.

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  1. Agosti, La Pietà Rondanini – Il museo cambia? (Live Tweets) | STORIE DELL’ARTE - 29 aprile 2013

    […] Ron­da­nini di Mi­che­lan­gelo. Dopo ave­re pre­sen­tato gli in­ter­venti di Vit­to­rio Gre­gotti e di Phi­lippe Da­ve­rio, oggi con­clude la se­rie una le­zione di Gio­vanni Ago­sti (29 […]

  2. Daverio, La Pietà Rondanini – Il museo cambia? (Storify) | STORIE DELL’ARTE - 23 aprile 2013

    […] ave­re pre­sen­tato l’in­ter­vento di Vit­to­rio Gre­gotti qual­che gior­no fa, oggi è la vol­ta dal­la con­fe­renza di Phi­lippe Da­ve­rio (22 apri­le – […]

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