Top Menu

La nuova Bibliotheca Hertziana di Roma

Hertziana 1

Le origini

La Biblioteca Hertziana, tedesca per fondazione e gestione ma romana per la città che la ospita da sempre, costola fondamentale dell’Institut für Kunstgeschichte, rappresenta un punto di riferimento per gli storici dell’arte del mondo.

La sede dell’Institut für Kunstgeschichte vanta una storia molto antica: basti pensare che per la posizione privilegiata e quindi la vista eccezionale di cui si poteva godere, fu edificata in quell’area sul monte Pincio, intorno al 60 a.C., la villa di Lucullo.
Successivamente, con la fondazione delle vie Sistina (di Sisto V) e Gregoriana (di Gregorio XIII), Federico Zuccari acquistò il lotto e, con la costruzione del palazzo che vediamo tuttora tra le due strade, diede inizio al progetto che prevedeva la costituzione di un’Accademia del Disegno: quel palazzo avrebbe dovuto infatti ospitare gli artisti  stranieri e dare le basi artistiche e morali per una corretta formazione. Palazzo Zuccari rappresentò così un luogo importante per gli artisti e gli intellettuali in soggiorno a Roma: tra cui Goethe, Winckelmann e i Nazareni Overbeck e Cornelius.
Dalla fine dell’Ottocento il palazzo fu acquistato da Henriette Hertz, mecenate tedesca innamorata della città eterna, che fece di Palazzo Zuccari un importante punto di riferimento e di incontro non solo per artisti ma anche per collezionisti ed esperti di ogni disciplina.
Poco prima di morire, Henriette Hertz decise di donare il Palazzo Zuccari alla Società Kaiser Wilhelm (poi Società Max Planck): il 15 gennaio del 1913 fu aperta la Biblioteca dell’Institut für Kunstgeschichte.

La “nuova” biblioteca

Un’importante svolta nella storia della Biblioteca Hertziana è avvenuta negli anni compresi tra il 1994 e il 2013. Nel 1994 infatti, a causa di problemi di natura essenzialmente statica, la biblioteca ha subìto una grande trasformazione che, inoltre, l’ha resa a lungo solo parzialmente accessibile.
La “nuova” Biblioteca Hertziana, completamente finanziata dalla Germania (con fondi pubblici e privati) e progettata dall’architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg, è stata inaugurata il 15 gennaio 2013 e, dal 1 febbraio dello stesso anno, con i suoi 295.000 volumi (e 231.000 fotografie della fototeca, attualmente sita al secondo piano della struttura), è stata effettivamente riaperta agli studiosi.
Trasparenza, tanta luce, funzionalità: queste le parole che d’istinto si possono associare al risultato finale.

La biblioteca si sviluppa su più piani dominati da legno chiaro, vetro e terrazzamenti (a questo proposito, sebbene Baldeweg dica di essersi ispirato alle terrazze che dovevano caratterizzare l’ambiente al tempo di Lucullo, ad una prima occhiata queste rimandano al Grimm Zentrum di Berlino, vedi qui). Dall’ultimo piano della biblioteca si accede ad un’ampia terrazza da cui si può godere di una splendida vista della Capitale.

Ammissione

La Biblioteca Hertziana non è aperta a tutti: è infatti una biblioteca specialistica che fa capo innanzitutto al centro di ricerca di cui fa parte. Per questo motivo, l’accesso è consentito solo a studiosi che abbiano conseguito almeno la laurea magistrale (la tesi di laurea deve essere stata già discussa) e comunque la procedura d’ammissione ha regole ferree, vedi qui.

Altre informazioni pratiche

  • Diversamente rispetto alla Biblioteca del Kunsthistorisches Institut in Florenz – altro tempio sacro della ricerca storico-artistica in Italia e nel mondo – qui è possibile poter usufruire del servizio prestito
  • Il catalogo è disponibile a questo indirizzo, che fa capo al noto catalogo collettivo Kubikat
  • Per una ricerca dei libri più agevole, la biblioteca mette a disposizione una mappa delle collocazioni, consultabile qui

 

Cite this article as: Nadia de Lutio, La nuova Bibliotheca Hertziana di Roma, in "STORIEDELLARTE.com", 26 marzo 2013; accessed 22 settembre 2017.
http://storiedellarte.com/2013/03/bibliotheca-hertziana-del-max-planck-institut-fur-kunstgeschichte.html.

, ,

4 Responses to La nuova Bibliotheca Hertziana di Roma

  1. Ornella li Vigni 2 maggio 2013 at 08:00 #

    Tanti anni fa ero iscritta, quando era forse più democratica l iscrizione .Sono una restauratrice (Ornellalivigni.com è il mio sito) non lavoro più faccio solo delle ricerche
    a livello ancora personale e insegno saltuariamente a ragazzi universitari quando mi chiedono di spiegare loro in cosa consiste l intervento di restauro .
    Quando mi reco a Venezia frequento la biblioteca Hersiana da anni .
    Chiedo all Illustre Biblioteca di darmi la possibilità quando sono a Roma,abitando vicino alla
    biblioteca di poterla frequentare

Trackbacks/Pingbacks

  1. Sapienza: arrivano le nomine della commmissione per la BUP | paginaQ | la pagina quotidiana – Pisa - 4 febbraio 2014

    […] i nomi della Professoressa Elisabeth Kieven, direttrice della Biblioteca Hertziana e promotrice del restauro della sede dell’Hertziana ; Andrea De Pasquale, direttore della Braidense di Milano. Accanto alla dott.ssa Angela Marseglia, […]

  2. Lust und Last der Antike (Roma, 3-4 maggio 2013) | STORIE DELL’ARTE - 13 aprile 2013

    […] 3 e il 4 mag­gio la Bi­blio­teca Her­tziana di Roma, ria­perta da po­che set­ti­mane, ospi­terà il con­ve­gno Lust und Last der […]

  3. Biblioteche in Italia #1 | Libreriepersonali - 27 marzo 2013

    […] Bibliotheca Hertziana, Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte (già pubblicato per Storie dell’Arte) […]

Leave a Reply / Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: