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Musei, mummie e ministri

apollodoroIl Con­si­glio comu­na­le di Tori­no ulti­ma­men­te è sta­to costret­to a occu­par­si di que­stio­ni piut­to­sto inso­li­te: dopo lo stra­no caso del cra­nio del bri­gan­te Vil­lel­la del Museo Lom­bro­so, la Sala Ros­sa è sta­ta coin­vol­ta nel­la “guer­ra del­le mum­mie”.

Come mol­ti san­no, il Museo Egi­zio da tem­po sta affron­tan­do enor­mi lavo­ri di amplia­men­to e ristrut­tu­ra­zio­ne. Pare che nell’ottobre del­lo scor­so anno la diret­tri­ce Ele­ni Vas­si­li­ka abbia dichia­ra­to che nel­la nuo­va siste­ma­zio­ne le mum­mie non saran­no visi­bi­li, ma ripo­ste all’interno dei sar­co­fa­gi. Le sue paro­le sareb­be­ro sta­te «Il maca­bro non ci inte­res­sa, non è digni­to­so. Non sia­mo un museo antro­po­lo­gi­co o etno­lo­gi­co. Sia­mo un museo di arte anti­ca». Dico “sareb­be­ro” per­ché mi pare di capi­re che si trat­ti sol­tan­to di una cita­zio­ne.

Nono­stan­te qua­si nes­su­no si sia allar­ma­to quan­do, tem­po fa, l’Assessore regio­na­le alla cul­tu­ra pro­po­se di espor­re le mum­mie dell’Egizio all’aeroporto di Casel­le, que­sta vol­ta l’affermazione di Vas­si­li­ka ha spin­to i nostri poli­ti­ci a sco­pri­re l’antropologo (o il museo­lo­go?) laten­te che alber­ga in ognu­no di loro. Dal Pdl al Movi­men­to 5 Stel­le, con­si­glie­ri comu­na­li di ogni colo­re han­no det­to la loro sull’argomento, basan­do­si su quel­le quat­tro righe appar­se sui gior­na­li e spes­so tra­vi­san­do­le anche com­ple­ta­men­te, fino ad arri­va­re a pro­muo­ve­re un’inter­pel­lan­za dal tito­lo “Sal­via­mo le mum­mie del Museo Egi­zio da un’assurda deci­sio­ne”.

Per ren­der­si con­to che la que­stio­ne è un po’ più com­ples­sa di così basta dare un’occhiata al bre­ve com­men­to di un antro­po­lo­go vero, Adria­no Favo­le, appar­so su “La Stam­pa”.
I temi in gio­co sono mol­ti. I resti uma­ni pos­so­no esse­re musea­liz­za­ti esat­ta­men­te allo stes­so modo di dipin­ti e scul­tu­re? Come dob­bia­mo com­por­tar­ci se si trat­ta di reper­ti appar­te­nen­ti a popo­la­zio­ni con una cul­tu­ra diver­sa dal­la nostra, che chie­do­no un dif­fe­ren­te atteg­gia­men­to nei con­fron­ti dei loro defun­ti? E da un pun­to di vista stret­ta­men­te museo­lo­gi­co, que­sta mania col­let­ti­va che si è crea­ta attor­no alle mum­mie tori­ne­si non è pro­prio il segna­le che qual­co­sa va modi­fi­ca­to nell’allestimento e nel­la comu­ni­ca­zio­ne del­la col­le­zio­ne nel suo insie­me, per­ché ormai si è ridot­ta ad esse­re per­ce­pi­ta dal pub­bli­co come una sor­ta di obi­to­rio oppu­re di luna park, sen­za misu­re inter­me­die? Didat­ti­ca­men­te non sareb­be più cor­ret­to mostra­re un cor­re­do fune­ra­rio così come effet­ti­va­men­te si è pre­sen­ta­to agli occhi di uno spet­ta­to­re al momen­to del­la sua sco­per­ta?
E mi fer­mo qui per­ché sono cer­ta che a voi ne ver­ran­no in men­te mol­ti altri.

Si trat­ta di que­stio­ni già toc­ca­te dal codi­ce eti­co dell’ICOM e che negli ulti­mi anni han­no assun­to un’importanza sem­pre mag­gio­re nel dibat­ti­to attor­no ai gran­di musei occi­den­ta­li, ma la loro solu­zio­ne ovvia­men­te non spet­ta alla poli­ti­ca. Se le isti­tu­zio­ni pie­mon­te­si sono pre­oc­cu­pa­te dal­la cri­si del set­to­re turi­sti­co, pos­so­no fare mol­te altre cose per ren­der­si uti­li, ad esem­pio risol­ve­re i pro­ble­mi di Casel­le che negli ulti­mi anni ha visto un’emorragia di voli diret­ti ver­so le cit­tà più impor­tan­ti, soprat­tut­to del­le com­pa­gnie low-cost. Oppu­re crea­re dei tavo­li di con­cer­ta­zio­ne con i sin­da­ca­ti per allun­ga­re gli ora­ri di aper­tu­ra dei musei una sera alla set­ti­ma­na e per diver­si­fi­ca­re il gior­no di chiu­su­ra. O anco­ra ren­de­re final­men­te effi­cien­ti i col­le­ga­men­ti all’interno del cir­cui­to del­le Resi­den­ze Sabau­de.

Inve­ce  per ricon­dur­re nei ran­ghi l’indisciplinata diret­tri­ce si è pre­fe­ri­to evo­ca­re come al soli­to il deus ex machi­na del Mini­stro, che ha posto fine alla discus­sio­ne dichia­ran­do: «Fin dal­la pri­ma vol­ta che ven­ni qui, da pic­co­lo, asso­ciai il museo di Tori­no a que­sti straor­di­na­ri reper­ti. Non ha sen­so copri­re le mum­mie, rimet­ter­le nei sar­co­fa­ghi».
Otti­mo ini­zio per un’autobiografia, un po’ poco per impo­star­ci un pro­get­to museo­gra­fi­co.

Cite this article as: Serena D'Italia, Musei, mummie e ministri, in "STORIEDELLARTE.com", 12 febbraio 2013; accessed 23 marzo 2017.
http://storiedellarte.com/2013/02/musei-mummie-e-ministri.html.

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  1. Dalle mummie egizie al cranio di Villella. Musei e resti umani (Torino, 4 aprile 2013) | STORIE DELL’ARTE - 2 aprile 2013

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