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Il “Camillo Filippi” di Alessandra Pattanaro

2012-Filippi-copertinaDopo il Leo­nar­do a Mila­no e gli Stu­di sul dise­gno pada­no del Rina­sci­men­to, dal­la fuci­na pado­va­na è usci­to di recen­te un altro impor­tan­te volu­me, un nuo­vo stru­men­to di stu­dio che que­sta vol­ta però pun­ta l’obiettivo sul dol­ce e sfug­gen­te Camil­lo Filip­pi, arti­sta che le ombre lun­ghe di per­so­na­li­tà più gran­di e cele­bri han­no fini­to pur­trop­po per oscu­ra­re per mol­to tem­po. La mono­gra­fia di Ales­san­dra Pat­ta­na­ro sul pit­to­re len­di­na­re­se Camil­lo Filip­pi (c. 1505/1508–1574), espo­nen­te di una pro­li­fi­ca fami­glia d’artisti la cui atti­vi­tà si dipa­na fra Fer­ra­ra, Rovi­go e le rispet­ti­ve pro­vin­ce per tut­to il Cin­que­cen­to, nasce dall’esigenza di inda­gar­ne più a fon­do la per­so­na­li­tà. Un mae­stro spes­so con­fu­so con la mano di Dos­so e Bat­ti­sta Dos­si, nel­la cui bot­te­ga Camil­lo si for­ma, e oscu­ra­to in segui­to dal­la fama del figlio Seba­stia­no, det­to il Bastia­ni­no, pro­ta­go­ni­sta indi­scus­so del­la sce­na arti­sti­ca fer­ra­re­se nel­la secon­da metà del XVI seco­lo. La mono­gra­fia di Ales­san­dra Pat­ta­na­ro resti­tui­sce il pro­fi­lo, a trat­ti sor­pren­den­te, di un arti­sta dota­to, non genia­le ma capa­ce anche di feli­ci intui­zio­ni, che coglie e rie­la­bo­ra, nel cor­so di quarant’anni di car­rie­ra, il raf­fael­li­smo e il tizia­ni­smo appre­si dai Dos­si, fino alle sug­ge­stio­ni manie­ri­sti­che di Par­mi­gia­ni­no, Sal­via­ti, Vasa­ri. Si trat­ta di un pit­to­re, insom­ma, «intel­li­gen­te», come per pri­mo lo defi­ni­sce Anton Fran­ce­sco Doni,1 e come dopo di lui faran­no Ora­zio Tosca­nel­la e Cesa­re Ripa.

Con la mano sicu­ra di chi, in vent’anni di ricer­ca, «un po’ alla vol­ta ha attra­ver­sa­to tut­to il Cin­que­cen­to fer­ra­re­se» – come scri­ve Ales­san­dro Bal­la­rin nell’introduzione – , Ales­san­dra Pat­ta­na­ro rias­se­sta il cata­lo­go del Filip­pi in qua­ran­tot­to dipin­ti fra auto­gra­fi e di incer­ta attri­bu­zio­ne, che sfi­la­no sot­to gli occhi del let­to­re, pun­tual­men­te illu­stra­ti a colo­ri e in bian­co e nero. Ana­li­si sti­li­sti­ca e ana­li­si del­le fon­ti let­te­ra­rie e docu­men­ta­rie con­cor­ro­no a pari meri­to al suc­ces­so del­la non faci­le impre­sa di resti­tui­re a Camil­lo un insie­me coe­ren­te e omo­ge­neo di dipin­ti, e a quel­la, anco­ra più ardua, di distri­car­si fra le varie mani del­la bot­te­ga del Filip­pi, «che dal padre Seba­stia­no – anco­ra dal­la pre­fa­zio­ne – va al figlio del­lo stes­so nome, e se il pas­sag­gio alto resta da chia­ri­re per l’elusività del pri­mo dei tre, il pas­sag­gio bas­so è una del­le par­ti più bel­le e più nuo­ve di que­sto lavo­ro».

Un recen­te ritro­va­men­to di Andrea Mar­che­si (Deli­zie d’archivio e «deli­zie» in vil­la) offre infat­ti all’autrice la pos­si­bi­li­tà di anti­ci­pa­re al 1546 l’ingresso di Bastia­ni­no nel­la bot­te­ga del padre e di deli­nea­re un qua­dro del tut­to ine­di­to dell’attività di Camil­lo e del figlio già dal quin­to decen­nio, fino all’affermarsi, lun­go il sesto decen­nio, del­la pre­po­ten­te per­so­na­li­tà di Seba­stia­no.

La mono­gra­fia si arti­co­la con un impian­to tra­di­zio­na­lis­si­mo e sem­pre più raro da tro­var­si: par­ti sag­gi­sti­che che riper­cor­ro­no la car­rie­ra del pit­to­re dan­do par­ti­co­la­re risal­to a una del­le sue più impor­tan­ti impre­se deco­ra­ti­ve, la per­du­ta came­ra del­la Pazien­za nel Castel­lo di Fer­ra­ra, la sua for­tu­na cri­ti­ca, rege­sto docu­men­ta­rio, cata­lo­ghi, appa­ra­ti di indi­ci e di tavo­le, a colo­ri e in bian­co e nero. Va ricor­da­to, infi­ne, che il volu­me pro­se­gue la serie dei “Qua­der­ni” del­la col­la­na “Pit­tu­ra del Rina­sci­men­to nell’Italia set­ten­trio­na­le”, che da sem­pre uni­sce rigo­re scien­ti­fi­co e for­ma­le, cioè tipo­gra­fi­co e reda­zio­na­le. E si vede. Anche se gli stam­pa­to­ri cam­bia­no e gli inchio­stri non sono più gli stes­si, il pro­dot­to è sem­pre di alta qua­li­tà: il Camil­lo Filip­pi è stam­pa­to dal­le Gra­fi­che Auro­ra di Vero­na.

 

Camillo Filippi. «Pittore intelligente»

di Ales­san­dra Pat­ta­na­ro

Vero­na, Edi­zio­ni dell’Aurora 2012
ril., cm 17x24, pp. 186, 124 tavv. b/n, 15 tavv. col.
Isbn/Ean: 9788897913047

Infor­ma­zio­ni

 

  1. A.F. Doni, Pit­tu­re…, Pado­va 1564, pp. 58v-59r – con­sul­ta­zio­ne onli­ne
Cite this article as: Sergio Momesso, Il “Camillo Filippi” di Alessandra Pattanaro, in "STORIEDELLARTE.com", 4 febbraio 2013; accessed 26 aprile 2017.
http://storiedellarte.com/2013/02/il-camillo-filippi-di-alessandra-pattanaro.html.

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