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Venezia: Koolhaas avrà il suo Ipermercato

Rem Koolhaas alla presentazione del progetto durante la Biennale del 2010

Rem Koo­lhaas alla pre­sen­ta­zio­ne del pro­get­to duran­te la Bien­na­le del 2010

Con il Fon­da­co dei Tede­schi, Rem Koo­lhaas riu­sci­rà a rea­liz­za­re il suo iper­mer­ca­to-fetic­cio a Vene­zia. L’accordo è fir­ma­to e tim­bra­to: l’altro ieri Koo­lhaas è sta­to nomi­na­to uffi­cial­men­te cura­to­re del­la XIV Bien­na­le di Archit­tet­tu­ra (Vene­zia, 7.06.2012–23.11.2014). Il quo­ti­dia­no “La Nuo­va” scri­ve: «Habe­mus Koo­lhaas» (9.01.2013, p. 37). Di que­sta solu­zio­ne ‘salo­mo­ni­ca’ del­la con­tro­ver­sia sul­la tra­sfor­ma­zio­ne del ‘Fon­te­go’ in un cen­tro com­mer­cia­le o gran­de magaz­zi­no si è ini­zia­to a par­la­re all’inizio dell’autunno del 2012 (cfr. “La Nuo­va” di Vene­zia e Mestre, 3.11.2012, p. 19: «Fon­te­go, accor­do più vici­no e Koo­lhaas vola in Bien­na­le»: «Pres­sing del Comu­ne per chiu­de­re entro fine anno per non per­de­re i 6 mil­lio­ni ver­sa­ti da Benet­ton – L’archistar olan­de­se è in pole posi­tion per diven­ta­re il pros­si­mo diret­to­re di Archi­tet­tu­ra»).

E dal­la vigi­lia di Nata­le, il pro­get­to rivi­sto da Koo­lhaas ha rice­vu­to la qua­si scon­ta­ta appro­va­zio­ne dal­la Soprin­ten­den­za ai Beni Arti­sti­ci e Archi­tet­to­ni­ci (“La Nuo­va”, 24.12.2012: «Fon­te­go dei Tede­schi, accor­do pron­to: spa­ri­sce la ter­raz­za»).

 

Le auto­ri­tà respon­sa­bi­li dei monu­men­ti sto­ri­ci appa­ren­te­men­te han­no fat­to la loro par­te. La «sto­ri­ci­tà dell’edificio» e la sua sostan­za sto­ri­co-archi­tet­to­ni­ca saran­no inte­ra­men­te rispet­ta­te: nien­te sca­le mobi­li nel­la cor­te sto­ri­ca cin­que­cen­te­sca; nien­te gran­de ter­raz­za sul tet­to con maxi-bar e vedu­ta moz­za­fia­to sul Canal Gran­de, e nes­su­na ‘alta­na’ sul tet­to. Inol­tre non sarà più costrui­ta la «ter­raz­za con il pavi­men­to in vetro sopra il lucer­na­rio del cor­ti­le». Per­ciò sem­bre­reb­be che tut­ti gli obiet­ti­vi dei soste­ni­to­ri del­la con­ser­va­zio­ne sia­no sta­ti rag­giun­ti. Le sca­le mobi­li tut­ta­via tro­ve­ran­no posto sot­to i por­ti­ci del cor­ti­le. Inve­ce di una ‘alta­na’, ci sarà una sor­ta di ‘bel­ve­de­re’. Non è anco­ra sta­to deci­so il desti­no del pon­ti­le gal­leg­gian­te sull’acqua del Canal Gran­de di fron­te al Fon­da­co (5 metri per 10; con bar e sedie). Que­sto inter­ro­ga­ti­vo dipen­de dal Comu­ne di Vene­zia. La cit­tà sarà sen­za dub­bio in gra­do di supe­ra­re le sue ‘for­ti’ riser­ve. Benet­ton non è affat­to un nuo­vo atto­re sul­la sce­na urba­na di Vene­zia. In pas­sa­to, per quan­to riguar­da altri edi­fi­ci sto­ri­ci, Benet­ton non sem­pre ha man­te­nu­to le sue pro­mes­se alla cit­tà, come nume­ro­si com­men­ta­to­ri han­no osser­va­to negli ulti­mi mesi.

Le nume­ro­se con­ces­sio­ni che emer­go­no dal­le modi­fi­che effet­tua­te al pro­get­to da Koo­lhaas pur­trop­po sem­bra­no sol­tan­to una vit­to­ria di Pir­ro. Il vec­chio Fon­da­co si tra­sfor­me­rà in un uni­co gran­de spa­zio pub­bli­ci­ta­rio, che ci urle­rà con­ti­nua­men­te «Com­pra­mi! Com­pra­mi! Com­pra­mi!». Il gran­de magaz­zi­no vive di  for­te luce arti­fi­cia­le, miglia­ia di pun­ti lumi­no­si nei nuo­vi con­tro­sof­fit­ti ribas­sa­ti. La pub­bli­ci­tà in paro­le e imma­gi­ni è onni­pre­sen­te e si dif­fon­de su ogni super­fi­cie: sup­por­ti, pan­nel­li, muri. Poi ci sono i pavi­men­ti di pla­sti­ca, che in futu­ro ver­ran­no con­ti­nua­men­te rim­piaz­za­ti, come d’abitudine, con mate­ria­li anco­ra più eco­no­mi­ci. E anco­ra l’inquinamento acu­sti­co attra­ver­so una musi­ca inces­san­te (da Benet­ton, a Vene­zia, impo­sta­ta a un altis­si­mo volu­me da Hard Rock Cafe).
Anco­ra peg­gio, l’inquinamento olfat­ti­vo: gras­so da cuci­na e pro­fu­me­rie sen­za fine. Tut­to que­sto non è uno sce­na­rio hor­ror di inven­zio­ne. Chi cre­de che lo sia, pro­vi a visi­ta­re i gran­di magaz­zi­ni ita­lia­ni, o del Pae­se in cui si tro­va. Pro­vi Benet­ton, o la Rina­scen­te, o, a Vene­zia, anco­ra meglio Coin nei pres­si del Fon­da­co, con por­ti­ci lac­ca­ti di nero bril­lan­te nel cor­ti­le inter­no (come una sca­to­la per pro­fu­mi per con­te­ne­re una pro­fu­me­ria) – l’edificio è alme­no del Sei­cen­to, se non goti­co. Il ‘roman­ti­ci­smo’ del gran­de magaz­zi­no come ico­na del­la vita moder­na ci sfug­ge com­ple­ta­men­te. Tut­to è sta­to sal­va­to, tut­to è per­du­to. Benet­ton l’ha avu­ta vin­ta con una mano­vra bril­lan­te. Benet­ton ama la pole­mi­ca, ma fino a che pun­to sia­no inte­res­sa­ti alle idee di Rem Koo­lhaas è una que­stio­ne aper­ta, come lo è, per sua stes­sa ammis­sio­ne, l’interesse di Koo­lhaas nel pro­get­to stes­so di rin­no­va­men­to del Fon­da­co. È suf­fi­cien­te con­ver­ti­re il Fon­da­co in un gran­de magaz­zi­no, ma anche la noto­rie­tà è gra­di­ta.

Per anni Koo­lhaas ha ten­ta­to di respin­ge­re la ‘con­ser­va­zio­ne’ come sem­pli­ce pas­sa­ti­smo bor­ghe­se. Non ha mai cono­sciu­to il Fon­da­co quan­do era l’ufficio posta­le prin­ci­pa­le di Vene­zia. Era, tra le altre cose, un posto tran­quil­lo, di ripo­so e rifles­sio­ne, un luo­go in cui face­va pia­ce­re sosta­re, sen­za uno sco­po par­ti­co­la­re, un luo­go, in mez­zo al tram­bu­sto e alla caco­fo­nia di Rial­to, in cui il tem­po sem­bra­va esser­si fer­ma­to, o comun­que scor­re­re len­ta­men­te e con un altro rit­mo, in un cor­ti­le tal­vol­ta pie­no di neb­bia. Ciò ha avu­to un valo­re ine­sti­ma­bi­le per i visi­ta­to­ri, incon­fron­ta­bi­le con i 53 milio­ni di euro paga­ti da Benet­ton per l’edificio.

Pur­trop­po la discus­sio­ne spes­so trop­po ani­ma­ta degli ulti­mi anni si è con­cen­tra­ta trop­po sul­le caren­ze del pro­get­to di ristrut­tu­ra­zio­ne di Koo­lhaas e trop­po poco sul­la nuo­va fun­zio­ne dell’edificio. Alcu­ni com­men­ta­to­ri han­no per­fi­no tro­va­to cal­zan­te l’uso com­mer­cia­le per l’antico “Kau­f­hau­ses des Deu­tschen” (in pra­ti­ca un cen­tro per scam­bi com­mer­cia­li, un magaz­zi­no, e una resi­den­za per i mer­can­ti tede­schi). Que­sto tut­ta­via sen­za tener con­to del­la sto­ria del­la costru­zio­ne nei seco­li suc­ces­si­vi e i suoi muta­men­ti d’uso. L’argomentazione stes­sa è trop­po sem­pli­ci­sti­ca. In ogni caso, i lavo­ri dovreb­be­ro ini­zia­re pre­sto, for­se nel­la pri­ma­ve­ra del 2013, «dopo il via libe­ra del Con­si­glio comu­na­le». Le auto­ri­tà loca­li sen­za dub­bio non faran­no anda­re la que­stio­ne per le lun­ghe.

Il Gaz­zet­ti­no”, il più anti­co gior­na­le di Vene­zia, ha piaz­za­to in pri­ma pagi­na la nomi­na di Koo­lhaas a cura­to­re del­la Bien­na­le, tito­lan­do­la L’architetto che ha divi­so Vene­zia scel­to per gui­da­re la Bien­na­le («Si trat­ta del pro­get­ti­sta del restau­ro più cri­ti­ca­to a Vene­zia degli ulti­mi anni, il Fon­da­co dei Tede­schi», “Il Gaz­zet­ti­no”, 09.01.2013).
Rem Koo­lhaas è inne­ga­bil­men­te un impor­tan­te teo­ri­co dell’architettura urba­na moder­na; ha ini­zia­to lavo­ran­do come sce­neg­gia­to­re cine­ma­to­gra­fi­co e gior­na­li­sta. Per­ciò è alta­men­te qua­li­fi­ca­to e adat­to a diri­ge­re la Bien­na­le di Archi­tet­tu­ra di Vene­zia. Ma lo sti­le di vita metro­po­li­ta­no che lo affa­sci­na tan­to è estra­neo a Vene­zia. Vene­zia è una cit­tà mol­to, mol­to anti­ca, cosmo­po­li­ta e al tem­po stes­so mol­to loca­le, con un carat­te­re spe­ci­fi­co che si è evo­lu­to nel cor­so dei seco­li, for­se non è intoc­ca­bi­le, ma non va nem­me­no inter­rot­to con vio­len­za.

La nomi­na di Koo­lhaas ha anche rice­vu­to la bene­di­zio­ne (un po’ gra­tui­ta) di Sal­va­to­re Set­tis, l’ex-Direttore del­la Scuo­la Nor­ma­le Supe­rio­re di Pisa (“Il Gaz­zet­ti­no”, 2013/01/09, pag 24.). Chiun­que abbia spin­to per ave­re Koo­lhaas come diret­to­re del­la Bien­na­le (tra gli altri for­se anche Benet­ton) non deve aspet­tar­si idee nuo­vis­si­me e gio­va­ni. Il per­so­nag­gio avrà settant’anni nel 2014.

La sto­ria recen­te del Fon­da­co può appa­ri­re incom­pren­si­bi­le ai let­to­ri. Ma la giun­ta comu­na­le di Vene­zia alla fine del 2012 ha affron­ta­to il pro­prio Fiscal-Cliff e ha dovu­to rac­co­glie­re enor­mi som­me di dena­ro per poter rice­ve­re altri 41 milio­ni di euro da Roma (si trat­ta del cosid­det­to Pat­to di sta­bi­li­tà) per non anda­re in fal­li­men­to. I 41 milio­ni non sono anco­ra arri­va­ti e le auto­ri­tà cit­ta­di­ne stan­no comin­cian­do a inner­vo­sir­si. Nel frat­tem­po Rem Koo­lhaas è diven­ta­to stret­ta­men­te iden­ti­fi­ca­to con Benet­ton. Una Bien­na­le-Koo­lhaas diven­ta ine­vi­ta­bil­men­te una Bien­na­le-Benet­ton. Que­sto è in per­fet­to accor­do con tut­ta l’importante stra­te­gia di comu­ni­ca­zio­ne dei Benet­ton che sta die­tro al suc­ces­so del­la loro atti­vi­tà: pri­ma di tut­to biso­gna affer­ma­re il mar­chio, il nome Benet­ton, e solo dopo, mol­to più tar­di, ven­go­no i pro­dot­ti che si spe­ra di ven­de­re.

Vene­zia, 10 gen­na­io 2013

 

NOTA: la vicen­da del Fon­da­co è sta­ta segui­ta abba­stan­za ser­ra­ta­men­te dai gior­na­li vene­zia­ni, oltre a rice­ve­re l’attenzione del­la stam­pa nazio­na­le e inter­na­zio­na­le. Mol­ti di que­sti ser­vi­zi sono sta­ti archi­via­ti e pos­so­no esse­re tro­va­ti attra­ver­so una sem­pli­ce ricer­ca on-line (sia nel­la sezio­ne News che in quel­la Web). “La Nuo­va” di Vene­zia e Mestre ha for­ni­to di gran lun­ga la coper­tu­ra miglio­re e più com­ple­ta, in par­ti­co­la­re con gli arti­co­li di Enri­co Tan­tucci. L’argomento è sta­to trat­ta­to dal blog Arthistoricum.net in diver­se occa­sio­ni (inse­ri­te “Fon­da­co” come chia­ve di ricer­ca).
Seb­be­ne il Fon­da­co dei Tede­schi sia uno dei monu­men­ti più impor­tan­ti dell’architettura rina­sci­men­ta­le vene­zia­na (1450–1530), cer­ta­men­te tra i pri­mi ven­ti­cin­que edi­fi­ci, gli sto­ri­ci dell’architettura non ita­lia­ni non han­no con­tri­bui­to qua­si per nul­la alla discus­sio­ne sul suo desti­no.

[La ver­sio­ne ori­gi­na­le tede­sca e la tra­du­zio­ne ingle­se di que­sto arti­co­lo sono con­sul­ta­bi­li su Arthistoricum.net. Rin­gra­zia­mo Char­les Davis per ave­re volu­to dif­fon­der­lo su que­ste pagi­ne.]

Approfondimenti:

 

Cite this article as: Charles Davis, Venezia: Koolhaas avrà il suo Ipermercato, in "STORIEDELLARTE.com", 19 gennaio 2013; accessed 27 marzo 2017.
http://storiedellarte.com/2013/01/venezia-koolhaas-avra-il-suo-ipermarket.html.

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