Top Menu

Il valore dei libri elettronici

Questo è un guest post di Daniele Pitrolo, già apparso nel suo blog "Zeriuno - Storia dell'arte al tempo dei bit".

 

La recensione della mostra sui disegni di Simone Peterzano scritta da Benedetta Spadaccini mi ha fatto ricordare una frase che, qualche mese fa, mi aveva colpito. Il "Corriere della Sera" aveva interrogato Maria Teresa Fiorio a proposito dell'avventata attribuzione dei disegni a Caravaggio, riportandone le esemplari affermazioni, serie e misurate.
Un'espressione tuttavia risultava formulata in maniera infelice, probabilmente per via della complicità della parafrasi giornalistica:

Uno studioso serio non fa un ebook, studia i disegni e li pubblica nelle sedi appropriate.

Il pensiero soggiacente è evidente: di fronte ad un'operazione improvvisata, di minima qualità tipografica, probabilmente non scevra da intenti mercantili, l'ex direttrice delle Raccolte d'Arte del Castello Sforzesco sottolineava il valore dello studio, che si prolunga nel tempo e che si nutre di confronti all'interno della comunità scientifica. È altrettanto chiaro che un secondo significato che si potrebbe prestare a questa frase la renderebbe
non più condivisibile: un libro elettronico (o e-book) può senza alcun problema accogliere un lavoro scientifico di primo piano; carta ed inchiostro non sono condizioni necessarie (e neppure sufficienti) perché una pubblicazione sia scientificamente valida, in quest'ambito contano le idee e la loro formulazione, non la confezione materiale che viene data alle parole.

Dopo due edizioni cartacee, il catalogo dei timbri dei collezionisti di disegni e stampe, il Lugt,1 ha adottato il formato elettronico. Una scelta intelligente, di Mària van Berge-Gerbaud, voluta da Peter Fuhring e consigliata da Anthony Griffits, certamente degli studiosi seri. Così facendo la Fondation Custodia potrà garantire l'aggiornamento continuo del catalogo ed il suo accrescimento, in tempi più contenuti dei decenni che sono stati necessari sino ad ora e, più importante ancora, questa soluzione ha permesso la pubblicazione dell'opera, un'operazione altrimenti finanziariamente quasi impossibile (più di sei tomi sarebbero stati necessari).

Una pubblicazione elettronica può essere seria quanto ogni altra, e perché meno onerosa può valere più di una pubblicazione cartacea.

  1. F. Lugt, Les marques de collections de dessins et d'estampes..., 2 voll., Amsterdam, La Haye 1921, 1956 (ristampata in facsimile, San Francisco 1975).
Cite this article as: Daniele Pitrolo, Il valore dei libri elettronici, in "STORIEDELLARTE.com", 24 gennaio 2013; accessed 28 marzo 2017.
http://storiedellarte.com/2013/01/il-valore-dei-libri-elettronici.html.

, ,

3 Responses to Il valore dei libri elettronici

  1. lorenzana 28 gennaio 2013 at 16:53 #

    Caspi­ta che rispo­sta 🙂 . Gra­zie.

  2. lorenzana 25 gennaio 2013 at 17:06 #

    Ciao Danie­le, ovvia­men­te con­cor­do (anche se e-leg­go solo da poco) e spe­ro che la deci­sio­ne del Lugt fac­cia scuo­la: mi pia­ce­reb­be ave­re a dispo­si­zio­ne in for­ma­to digi­ta­le mol­ta sag­gi­sti­ca e mol­ti cata­lo­ghi, che sono tra l’altro i tipi­ci testi che è como­do ave­re sot­to­ma­no per con­sul­ta­zio­ne, e mol­ti “immen­si clas­si­ci” (come “Civil­tà e impe­ri del Medi­ter­ra­neo nell’età di Filip­po II”, tan­to per citar­ne uno che non è como­dis­si­mo por­ta­re in bor­set­ta).
    Mi pare inve­ce (ma tenia­mo con­to che sono neo­fi­ta e maga­ri sba­glio solo a cer­ca­re) che mol­te case edi­tri­ci pre­sen­ti­no que­sto tipo di testi solo in for­ma car­ta­cea. Tu come la vedi: è solo que­stio­ne di tem­po? Oppu­re ci sono limi­ti tec­ni­ci (i testi meno recen­ti, ad esem­pio, sono nati per la stam­pa e adat­tar­li al digi­ta­le può esse­re anco­ra macchinoso/antieconomico)?

    • Daniele Pitrolo 26 gennaio 2013 at 14:21 #

      Ciao Loren­za­na. Caspi­ta che doman­da: bra­vo chi sa pre­ve­de­re il futu­ro di que­sto set­to­re!
      Rias­su­men­do in manie­ra gros­so­la­na, per par­te mia vedo le case edi­tri­ci in gran par­te in dif­fi­col­tà per via del­la tran­si­zio­ne da un’economia del­la scar­si­tà ad un’economia dell’abbondanza: il costo mar­gi­na­le del­la pro­du­zio­ne di un libro elet­tro­ni­co è pros­si­mo allo zero. Que­sto le por­ta a dif­fi­da­re dell’editoria digi­ta­le: tenen­do­se­ne alla lar­ga; cer­can­do siste­mi di con­trol­lo del pro­dot­to anche dopo la ven­di­ta (i fal­li­men­ta­ri e pate­ti­ci DRM); abo­len­do la ven­di­ta a pro­fit­to dell’affitto di con­te­nu­ti; appli­can­do prez­zi demen­zia­li al libro elet­tro­ni­co, ven­du­to anche più caro del tomo car­ta­ceo (non rie­sco a ritro­var­lo, ma un’opera di Robin Lane Fox era ven­du­ta a 180€, in ver­sio­ne elet­tro­ni­ca).

      I nuo­vi stru­men­ti met­to­no in cri­si la strut­tu­ra di mol­ti edi­to­ri, oggi improv­vi­sa­men­te sovra dimen­sio­na­ti ed ele­fan­tia­ci. Non cre­do sia­no mol­ti ad ave­re fat­to come Hachet­te (né che sia­no in mol­ti a poter­lo fare, ché l’impegno finan­zia­rio è signi­fi­ca­ti­vo) che ha rea­liz­za­to una offi­ci­na che con­sen­te di stam­pa­re anche un solo esem­pla­re alla vol­ta e di reca­pi­tar­lo dal clien­te l’indomani (se ne par­la qui, in fran­ce­se). Per non inco­rag­gia­re un mer­ca­to che non san­no come gesti­re, per non dan­neg­gia­re una par­te del­la loro strut­tu­ra, for­se per mio­pia o per altri moti­vi che non col­go, gli edi­to­ri non inco­rag­gia­no il set­to­re digi­ta­le. Basti pen­sa­re che in Fran­cia Il vec­chio e il mare non è dispo­ni­bi­le che dopo il gran liti­gio con Fra­nçois Bon (due indi­riz­zi inter­net in fran­ce­se al riguar­do di que­sta grot­te­sca vicen­da che ha scal­da­to gli ani­mi: 1 e 2).

      E qui un altro pun­to: ora­mai abbia­mo tut­ti in mano gli stru­men­ti per fare un libro elet­tro­ni­co, e non sia­mo più obbli­ga­ti ad usa­re un pro­gram­ma che costa cen­ti­na­ia di euro, come InDe­si­gn. Par­ten­do da un tomo già edi­to pos­sia­mo anche rea­liz­za­re il nostro libro elet­tro­ni­co, come fa David Bosman (una impo­sta­zio­ne tipo­gra­fi­ca recen­te e non fan­ta­sio­sa aiu­ta mol­to).

      Un ulti­mo appun­to: la refe­ren­za impre­scin­di­bi­le per la gestio­ne dei libri elet­tro­ni­ci e l’importazione sui sup­por­ti di let­tu­ra, Cali­bre, gra­tui­to e mul­ti­piat­ta­for­ma, ha un pul­san­te appo­si­to: Ottie­ni libri. Effet­tua una ricer­ca su un gran nume­ro di nego­zi in linea. Pur­trop­po il risul­ta­to tal­vol­ta è un fal­so posi­ti­vo.

Leave a Reply / Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: