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Delizie d’archivio e «delizie» in villa

delizie-copertina_fronte 1Uffi­cial­men­te pre­sen­ta­to lo scor­so 28 novem­bre pres­so il Castel­lo Esten­se di Fer­ra­ra, Deli­zie d’archivio (Le Imma­gi­ni edi­to­re) è l’ultimo dei lavo­ri mono­gra­fi­ci ad inse­rir­si nell’articolato pano­ra­ma del­la sto­rio­gra­fia arti­sti­ca esten­se. L’autore Andrea Mar­che­si rive­la il sen­so e i rife­ri­men­ti let­te­ra­ri dell’opera già nel pro­sie­guo dell’apodittico tito­lo: Rege­sti e docu­men­ti per la sto­ria del­le resi­den­ze esten­si nel­la Fer­ra­ra del Cin­que­cen­to. Ci si imma­gi­na, dun­que, che lo spi­ri­to «anti­quam exqui­ri­te Matrem» abbia gui­da­to la lun­ga ricer­ca docu­men­ta­ria con­flui­ta in que­sto pri­mo volu­me, riguar­dan­te esclu­si­va­men­te le vicen­de idea­ti­ve ed evo­lu­ti­ve degli oltre ven­ti palaz­zi prin­ci­pe­schi ubi­ca­ti fuo­ri le mura del­la Fer­ra­ra duca­le.

In 751 pagi­ne scor­ro­no agli occhi del let­to­re infor­ma­zio­ni di vario gene­re, qua­li aned­do­ti e curio­si­tà di natu­ra socia­le, quie­tan­ze e man­da­ti di paga­men­to, epi­sto­le e minu­te di can­cel­le­ria, com­pu­ti metri­ci e accen­ti poe­ti­ci: appa­ren­te­men­te ete­ro­ge­neo, l’insieme dei dati offre in real­tà un nuo­vo e più allar­ga­to affac­cio sul cam­po del­le stra­te­gie edi­fi­ca­to­rie e sul­le com­mit­ten­ze arti­sti­che patro­ci­na­te dagli espo­nen­ti di Casa d’Este nel cor­so del XV e XVI seco­lo (il pia­no edi­to­ria­le, pre­ve­dreb­be l’uscita di altri tre tomi).

Deli­zie d’archivio ha una natu­ra bifron­te, come l’antico Gia­no: si ispi­ra al pas­sa­to per pro­iet­tar­si nel doma­ni. Le radi­ci affon­da­no nel­la tra­di­zio­ne archi­vi­sti­ca avvia­ta in ter­ra emi­lia­na dal­le bene­me­ri­te Depu­ta­zio­ni di sto­ria patria, in tem­pi in cui la risco­per­ta del pas­sa­to attra­ver­so pol­ve­ro­se car­te nascon­de­va valen­ze di riscat­to e impe­gno eti­co-civi­le; non sarà casua­le il fat­to che la pri­ma recen­sio­ne del volu­me, a fir­ma di Fran­ce­sca Mat­tei, sia appar­sa in «Qua­der­ni Esten­si», la rivi­sta on line dell’Archivio di Sta­to di Mode­na, fon­te pri­ma­ria dell’opera di Mar­che­si.

Lavo­ri fon­da­ti sul­lo stu­dio sto­ri­co-docu­men­ta­rio sono sem­pre una buo­na novel­la, sia per gli stu­dio­si del set­to­re, sia per altri sog­get­ti inter­lo­cu­to­ri, come i pub­bli­ci ammi­ni­stra­to­ri, che dovreb­be­ro inclu­de­re e avva­ler­si anche di que­sti stru­men­ti nel­le dina­mi­che di tute­la e valo­riz­za­zio­ne di una cer­ta iden­ti­tà cul­tu­ra­le; nell’odierna Fer­ra­ra poi, nel cui ter­ri­to­rio pro­vin­cia­le le poche archi­tet­tu­re di ori­gi­ne esten­se soprav­vis­su­te all’oblio del tem­po risen­to­no pesan­te­men­te del­le mano­mis­sio­ni strut­tu­ra­li appor­ta­te negli ulti­mi tre seco­li, dovreb­be risul­ta­re qua­si spon­ta­nea la lun­gi­mi­ran­te pre­di­spo­si­zio­ne del­le ammi­ni­stra­zio­ni nel favo­ri­re, pro­muo­ve­re e soste­ne­re ricer­che simi­la­ri, assol­ven­do – in fin dei con­ti – un com­pi­to insi­to alla pro­pria natu­ra isti­tu­zio­na­le.

Ovvia­men­te, sem­pre che l’esemplare det­ta­to dell’art. 9 del­la nostra Costi­tu­zio­ne sap­pia anco­ra illu­mi­na­re l’agenda pub­bli­ca di chic­ches­sia.

Cite this article as: Redazione, Delizie d’archivio e «delizie» in villa, in "STORIEDELLARTE.com", 16 gennaio 2013; accessed 24 marzo 2017.
http://storiedellarte.com/2013/01/delizie-darchivio-e-delizie-in-villa.html.

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