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R’accolte e Beweb, due nuovi database di immagini

Una bre­ve segna­la­zio­ne per due data­ba­se di imma­gi­ni pre­sen­ta­ti in que­sti gior­ni. Da oggi è onli­ne il por­ta­le R’accolte dell’ACRI, l’Associazione di Fon­da­zio­ni e di Cas­se di Rispar­mio, che ren­de con­sul­ta­bi­li le foto del­le ope­re d’arte di pro­prie­tà del­le Fon­da­zio­ni ban­ca­rie.
Le rac­col­te cen­si­te al momen­to sono 52, ma il nume­ro è desti­na­to ad aumen­ta­re. In alcu­ni casi si trat­ta di ope­re note, per­ché depo­si­ta­te pres­so musei, ma la mag­gior par­te di que­ste arre­da palaz­zi (o cas­se­for­ti) di dif­fi­ci­le acces­so. Le sche­de degli ogget­ti con­ten­go­no sola­men­te infor­ma­zio­ni mini­me, però ripor­ta­no il nume­ro del­la sche­da OA di rife­ri­men­to; le foto sono di buo­na qua­li­tà, anche se non di gran­de for­ma­to.

Deci­sa­men­te più one­ro­so il sito inter­net di cui si è fat­ta cari­co la Con­fe­ren­za Epi­sco­pa­le Ita­lia­na, Beweb, che rac­co­glie i dati di una plu­rien­na­le ope­ra­zio­ne di cen­si­men­to dei beni cul­tu­ra­li eccle­sia­sti­ci di tut­te le dio­ce­si ita­lia­ne (al momen­to il por­ta­le indi­ca 1.671.182 inven­ta­ri dio­ce­sa­ni con­clu­si e 1.781.611 anco­ra in cor­so).
Si trat­ta di uno stru­men­to mol­to più com­ples­so del pri­mo, che con­tie­ne anche una sezio­ne “noti­zie” e degli appro­fon­di­men­ti tema­ti­ci; il suo pun­to di for­za è la pre­sen­za di un enor­me nume­ro di ogget­ti di ogni tipo, dal­le pale a fon­do oro ai turi­bo­li otto­cen­te­schi. Tut­ta­via, pro­prio per­ché que­sto è un pro­get­to vera­men­te “in gran­de”, che dovreb­be anda­re a inte­gra­re la sche­da­tu­ra del­le soprin­ten­den­ze, biso­gna rile­var­ne i limi­ti: le imma­gi­ni soli­ta­men­te sono di pes­si­ma qua­li­tà e qui l’assenza del­la biblio­gra­fia sul­le ope­re è dispe­ran­te, per­ché su una mole di mate­ria­le così vasta le attri­bu­zio­ni non aggior­na­te ren­do­no la con­sul­ta­zio­ne fati­co­sa e mol­to appros­si­ma­ti­va.
Altro dato nega­ti­vo: non è indi­ca­ta la col­lo­ca­zio­ne degli ogget­ti, se non con la dio­ce­si pro­prie­ta­ria. Non so se ciò dipen­da dal­la pau­ra dei fur­ti (come ipo­tiz­za­va qual­che gior­no fa La Tri­bu­ne de l’Art), ma cer­ta­men­te depo­ten­zia mol­to l’utilità del data­ba­se per gli stu­dio­si.

A pro­po­si­to del­le sche­de OA, for­se alcu­ni di voi si saran­no accor­ti che da qual­che set­ti­ma­na stan­no con­fluen­do in Cul­tu­ra Ita­lia, por­ta­le crea­to dal Mibac con l’aiuto del­la Scuo­la Nor­ma­le di Pisa, e le imma­gi­ni sono man mano indi­ciz­za­te da Goo­gle.
Anche in que­sto caso è ormai chia­ro che biso­gne­reb­be rimet­te­re mano alme­no alle foto (vi rega­lo un qua­dro che mi è capi­ta­to sot­to mano da poco come esem­pio) e soprat­tut­to far sì che tut­ti gli enti che pro­muo­vo­no cam­pa­gne di cata­lo­ga­zio­ne di ope­re d’arte, dal­le dio­ce­si ai musei civi­ci, uti­liz­zi­no lo stes­so tipo di sche­da­tu­ra.
Da buo­na este­ro­fi­la, il mio sogno è poter uti­liz­za­re un gior­no dal­la mia scri­va­nia l’equivalente ita­lia­no di quel­lo che sono Jocon­de e Palis­sy per la Fran­cia e Your Pain­tings per la Gran Bre­ta­gna.

Cite this article as: Serena D'Italia, R’accolte e Beweb, due nuovi database di immagini, in "STORIEDELLARTE.com", 5 dicembre 2012; accessed 26 aprile 2017.
http://storiedellarte.com/2012/12/raccolte-e-beweb-due-nuovi-database-di-immagini.html.

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7 Responses to R’accolte e Beweb, due nuovi database di immagini

  1. Daniele Pitrolo 12 dicembre 2012 at 18:56 #

    Ad ogni modo Jocon­de e Palis­sy, siste­ma­ti­ca­men­te sprov­vi­ste di sche­de cri­ti­che, sguar­ni­te in biblio­gra­fia, non siste­ma­ti­che, sono ben lun­gi dall’essere stru­men­ti di una com­ple­tez­za invi­dia­bi­le.

  2. Serena D'Italia 8 dicembre 2012 at 01:04 #

    Io sono mol­to più cri­ti­ca nei con­fron­ti del pro­get­to del­la CEI, per­ché le ope­re del­le fon­da­zio­ni ban­ca­rie per ovvi moti­vi han­no in gene­re alle spal­le stu­di auto­re­vo­li e aggior­na­ti, si fareb­be in fret­ta ad aggiun­ge­re i dati volen­do. In ogni caso tut­ti e due gli stru­men­ti sono appe­na nati e maga­ri in futu­ro ver­ran­no miglio­ra­ti…

  3. And 7 dicembre 2012 at 19:10 #

    Danie­le, in real­tà le non par­lia­mo di mon­di così lon­ta­ni. Non so se sei sta­to alle gal­le­rie d’Italia a Mila­no in piaz­za del­la Sca­la, dove sono espo­ste le ope­re di Inte­sa e Fon­da­zio­ne Cari­plo: uno dei cura­to­ri è nien­te di meno che Fer­nan­do Maz­zoc­ca, tra i prin­ci­pa­li esper­ti dell’800. Lui e il suo team han­no cata­lo­ga­to cen­ti­na­ia di dipin­ti e qual­che deci­na di scul­tu­re, tut­ti con­flui­ti in un cata­lo­go nean­che trop­po colos­sa­le (mol­te sche­de le tro­vi sul sito dell’Artgate del­la Cari­plo, le ope­re sono quel­le). Che ci vuo­le, mi chie­do io, a coin­vol­ge­re altri team di ricer­ca, con i tan­ti lau­rea­ti in sto­ria dell’arte feli­ce­men­te disoc­cu­pa­ti che nn chie­do­no altro?

    • Daniele Pitrolo 12 dicembre 2012 at 18:54 #

      Non par­lia­mo di mon­di così lon­ta­ni? Ecce­zion fat­ta per l’uso del tasto Rispon­di o Reply?
      Tra­la­scian­do le qui­squi­lie: no, non sono sta­to alle Gal­le­rie d’Italia. Sarà per que­sto, ma non capi­sco:

      Uno dei cura­to­ri è uno spe­cia­li­sta, mi sem­bra dove­ro­so
      Ha stu­dia­to, insie­me ad altri, mol­te ope­re, e que­sto mi sem­bra impli­ca­to dal pun­to pre­ce­den­te (cer­to, non sem­pre acca­de, quin­di un moti­vo di ral­le­grar­si ulte­rio­re)
      Del­le sche­de sono sta­te inte­gra­te nel cata­lo­go in linea del­la Cari­plo

      E dun­que? Sem­pli­ce­men­te, dato che le sche­de sono sta­te scrit­te dopo la mor­te del­la mac­chi­na da scri­ve­re, i docu­men­ti sono sta­ti uti­liz­za­ti da chi ha rea­liz­za­to la base ed inte­gra­ti nel­la stes­sa. Que­sto signi­fi­ca che Fer­nan­do Maz­zoc­ca è com­pe­ten­te in ban­che dati, che met­te a tavo­la ogni gior­no F1, Post­gre, SQL e NoSQL? No (nes­su­no glie­lo chie­de, e non è una sua pec­ca il non esser­lo, sia chia­ro).
      Nien­te sche­de su R’accolte? Cer­to, per­ché si pon­go­no pro­ble­mi di dirit­ti d’autore, di con­sa­pe­vo­lez­za del­la pre­sen­za dell’informazione, di comu­ni­ca­zio­ne tra respon­sa­bi­li di pro­get­ti distin­ti (non ho cono­scen­ze pre­ci­se, ma sono ipo­te­si ben vero­si­mi­li).
      Che ci vuo­le? Ci vuo­le che la base sia pen­sa­ta da uno sto­ri­co dell’arte, per esem­pio, e che gli sto­ri­ci dell’arte non deb­ba­no poi esse­re segui­ti pas­so pas­so da un cor­ret­to­re che appli­chi cor­ret­ta­men­te gli ele­men­ti seman­ti­ci del­la base.

      Al tem­po stes­so non sono sicu­ro dell’utilità di una sche­da cri­ti­ca per ogni ope­ra di una base (com­pi­to tita­ni­co, basta cono­sce­re poco di cata­lo­ghi, per ren­der­si con­to che solo un fer­vi­do uto­pi­sta può cre­der­lo pos­si­bi­le). Una biblio­gra­fia com­ple­ta e repe­ri­bi­le è mol­to più impor­tan­te e pro­fi­cua, ai miei occhi.

  4. And 6 dicembre 2012 at 18:22 #

    Ho visto il sito dell’Acri… che dire? Dal­le Fon­da­zio­ne Ban­ca­rie mi sarei aspet­ta­to ben altro: inve­ce che un sem­pli­ce e mode­sto data­ba­se, alme­no un sito tipo l’Artgate del­la Cari­plo (che è poi una del­le prin­ci­pa­li fon­da­zio­ni ban­ca­rie, non­ché coin­vol­ta nel pro­get­to R’accolte) con sche­de cri­ti­che, imma­gi­ni a più alta riso­lu­zio­ne e un mini­mo di bibliografia…i sol­di cer­to nn man­ca­no per una cata­lo­ga­zio­ne più appro­fon­di­ta. Non ci vuo­le mol­to, non tro­vi?

    • Daniele Pitrolo 7 dicembre 2012 at 16:10 #

      Pen­sar­ci o far­ci pen­sa­re da una per­so­na com­pe­ten­te. Se infor­ma­ti­co e sto­ri­co dell’arte resta­no due figu­re così lon­ta­ne da esse­re qua­si anti­no­mi­che, allo­ra ci vuo­le mol­to.
      Si trat­ta comun­que, di una colos­sa­le mole di lavo­ro se oltre alla biblio­gra­fia ini­zia­mo a par­la­re di sche­da cri­ti­ca. Un lavo­ro che però le fon­da­zio­ni potreb­be­ro sen­za dub­bio soste­ne­re, e che a lun­go ter­mi­ne par­te­ci­pe­reb­be pro­ba­bil­men­te all’apprezzamento (scien­ti­fi­co e finan­zia­rio) del­le ope­re.

  5. Daniele Pitrolo 5 dicembre 2012 at 22:54 #

    Gra­zie per le segna­la­zio­ni, Sere­na.

    Cul­tu­ra Ita­lia… ma c’è qual­cu­no che la tro­va uti­le? Sin­ce­ra­men­te non ho capi­to se die­tro que­sta crea­zio­ne c’è un pen­sie­ro e, soprat­tut­to, un cri­te­rio. For­se è solo che a me non ser­ve: quel­lo che ho tro­va­to è ben altro che il qua­dro segna­la­to!

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