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Una questione di punti di vista

Anachronic RenaissanceAna­chro­nic Renais­san­ce è il tito­lo di un volu­me pub­bli­ca­to due anni fa da Ale­xan­der Nagel, Pro­fes­sor of Fine Arts pres­so la New York Uni­ver­si­ty, e da Chri­sto­pher Wood, Pro­fes­sor of Histo­ry of Art pres­so la Yale Uni­ver­si­ty. Ne han­no discus­so lo stes­so Nagel e Lina Bol­zo­ni l’otto novem­bre scor­so alla Fon­da­zio­ne Ermi­ta­ge Ita­lia di Fer­ra­ra, pre­sen­tan­do­lo ad un pub­bli­co che con­ta­va mol­ti spe­cia­li­sti del set­to­re. La pre­sen­za degli addet­ti ai lavo­ri per­met­te­va di intui­re la for­za dell’evocazione del Rina­sci­men­to: un con­cet­to, un momen­to di sto­ria del­la cul­tu­ra che non lascia indif­fe­ren­ti, anche quan­do la meto­do­lo­gia di stu­dio sug­ge­ri­ta non è del tut­to in linea con le con­sue­tu­di­ni di inda­gi­ni ita­lia­ne.

Alla base del lavo­ro, defi­ni­to dal­la Bol­zo­ni un “libro aper­to” in quan­to pri­vo di pre­fa­zio­ne e con­clu­sio­ne, c’è infat­ti la pro­po­sta di un nuo­vo modo di guar­da­re alle ope­re di quel momen­to. La rifles­sio­ne nasce dall’esigenza degli auto­ri di risol­ve­re una pro­pria “con­fu­sio­ne empi­ri­ca” — defi­ni­zio­ne di Nagel — ver­so quei lavo­ri arti­sti­ci rina­sci­men­ta­li che mani­fe­sta­no una for­te ispi­ra­zio­ne a manu­fat­ti o monu­men­ti anti­chi di epo­che diver­se dal perio­do clas­si­co. Ne sono un esem­pio i pavi­men­ti neo-cosma­te­schi del tem­piet­to di San Pie­tro in Mon­to­rio costrui­to a Roma da Bra­man­te, che ai nostri occhi pos­so­no appa­ri­re incoe­ren­ti in un edi­fi­cio con­si­de­ra­to una pie­tra milia­re dell’architettura rina­sci­men­ta­le.

Ricor­dan­do il diso­rien­ta­men­to di Simo­ne de Beau­voir di fron­te al com­ples­so del­la Cit­tà proi­bi­ta a Pechi­no, che sep­pur mol­to anti­co le appa­ri­va non auten­ti­co per­chè con­ti­nua­men­te restau­ra­to, Nagel e Wood ram­men­ta­no come spes­so alcu­ne ope­re d’arte appa­ia­no qua­si sospe­se tra pas­sa­to e futu­ro. Per i casi in cui un’evidente incon­gruen­za tem­po­ra­le si mani­fe­sta accan­to ad un’intatta cari­ca arti­sti­ca gli stu­dio­si conia­no il voca­bo­lo “ana­cro­nia” in sosti­tu­zio­ne del ter­mi­ne dispre­gia­ti­vo “ana­cro­ni­smo”. La sua ado­zio­ne impli­ca un abban­do­no del­la con­sue­ta pro­spet­ti­va tem­po­ra­le linea­re di inter­pre­ta­zio­ne, che eti­chet­te­reb­be come “attar­da­te” le ope­re non del tut­to con­for­mi ai cri­te­ri più avan­za­ti, e la scel­ta di un meto­do di let­tu­ra in gra­do di rico­strui­re il pun­to di vista degli uomi­ni del pas­sa­to, evi­tan­do di sof­fo­car­lo den­tro rigi­de cate­go­rie sto­rio­gra­fi­che. Soste­nu­ta dal­la rac­col­ta e dall’analisi di una vasta serie di esem­pi — copie, repli­che, model­li, fal­si — l’indagine met­te in rilie­vo l’esigenza di esa­mi­na­re il Rina­sci­men­to recu­pe­ran­do­ne l’ottica pecu­lia­re e con­tem­po­ra­nea­men­te sot­to­li­nea la neces­si­tà odier­na di uno sguar­do diver­so su quell’epoca, che lasci aper­te altre pos­si­bi­li­tà ese­ge­ti­che.

For­se per que­sto moti­vo, si fos­se d’accordo o meno con l’approccio pro­po­sto, alla fine dell’incontro si chie­de­va da più par­ti una tra­du­zio­ne in ita­lia­no di Ana­chro­nic Renais­san­ce.

 

Ana­chro­nic Renais­san­ce
by Ale­xan­der Nagel and Chri­sto­pher S. Wood
Zone Books

€ 27,18 | $39.95 | £27.95 cloth (2010) 978–1–935408–02–4
456 pp. | 127 illus. | 7.25 x 10.875
Mit Press | Ama­zon

Cite this article as: Claudia Caramanna, Una questione di punti di vista, in "STORIEDELLARTE.com", 15 novembre 2012; accessed 26 luglio 2017.
http://storiedellarte.com/2012/11/una-questione-di-punti-di-vista-2.html.

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