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Tavola Doria, a volte ritornano

Se que­sta mat­ti­na leg­gen­do i gior­na­li vi sie­te chie­sti dove ave­te sen­ti­to par­la­re recen­te­men­te del­la “tavo­la Doria”, pro­ba­bil­men­te si trat­ta­va del­la tra­gi­co­mi­ca pun­ta­ta di Voya­ger del 19 mar­zo di quest’anno, dedi­ca­ta alla ricer­ca del­la Bat­ta­glia di Anghia­ri di Leo­nar­do die­tro agli affre­schi vasa­ria­ni del Salo­ne dei Cin­que­cen­to.

Nel cor­so del pro­gram­ma uno stu­dio­so tede­sco rac­con­ta­va – facen­do inten­de­re di teme­re addi­rit­tu­ra per la sua vita – che l’opera, copia di par­te dell’affresco leo­nar­de­sco già appar­te­nu­ta alla fami­glia Doria, era di pro­prie­tà del­la san­gui­na­ria Yaku­za giap­po­ne­se. In real­tà, come rac­con­ta­to con dovi­zia di par­ti­co­la­ri da “Il Mes­sag­ge­ro” di oggi, la tavo­la era sta­ta acqui­sta­ta nel 1992 dal Fuji Art Museum di Tokyo, che dopo lun­ghe trat­ta­ti­ve l’ha cedu­ta all’Italia (non pro­prio di sua spon­ta­nea volon­tà, dal momen­to che i nostri Cara­bi­nie­ri l’hanno sco­va­ta nasco­sta al por­to fran­co di Gine­vra nel 2009; a quan­to pare la Sviz­ze­ra con­ti­nua a riser­va­re del­le sor­pre­se, come nel caso del recen­te ritro­va­men­to del­la Madon­na di Bre­sla­via di Lucas Cra­na­ch).

Sia come sia, la dona­zio­ne è sta­ta pre­sen­ta­ta que­sta mat­ti­na in con­fe­ren­za stam­pa e da doma­ni al 13 gen­na­io 2013 sarà espo­sta al pub­bli­co al Qui­ri­na­le (qui il video dell’inaugurazione). Non si trat­ta di un “gran­de capo­la­vo­ro” ma di un’importante testi­mo­nian­za sto­ri­ca, anche se ovvia­men­te non man­ca chi sostie­ne che que­sto dipin­to a olio su tavo­la sia addi­rit­tu­ra un boz­zet­to pre­pa­ra­to­rio per l’affresco, quin­di se pas­sa­te di lì osser­va­te­lo bene e tene­te­vi pron­ti alla pros­si­ma bagar­re leo­nar­de­sca.

La “tavo­la Doria”

 

Cite this article as: Serena D'Italia, Tavola Doria, a volte ritornano, in "STORIEDELLARTE.com", 27 novembre 2012; accessed 23 marzo 2017.
http://storiedellarte.com/2012/11/tavola-doria-a-volte-ritornano.html.

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4 Responses to Tavola Doria, a volte ritornano

  1. alessandro righi 8 dicembre 2012 at 18:40 #

    Gra­zie del­la pre­zio­sa segna­la­zio­ne, che si aggiun­ge all’articolo di Set­tis pub­bli­ca­to su Repub­bli­ca.
    Vor­rei ricor­da­re la recen­te e bel­lis­si­ma mostra di Firen­ze su Gio­van­fran­ce­sco Rusti­ci e “I gran­di Bron­zi del Bat­ti­ste­ro” (2001) tenu­ta­si al Museo del Bar­gel­lo di Firen­ze, dove una pre­zio­sa sezio­ne ini­zia­le era dedi­ca­ta pro­prio alle copie del­la Bat­ta­glia di Anghia­ri di Leo­nar­do, cul­mi­nan­te nel­la bel­lis­si­ma ter­ra­cot­ta del­la ‘Zuf­fa’ del­lo stes­so Rusti­ci del Museo del Bar­gel­lo. (Cata­lo­go pub­bli­ca­to da Giun­ti)
    Mi pia­ce­reb­be appro­fit­ta­re di que­sto spa­zio per chie­der­vi (se pos­si­bi­le) un com­men­to a l’ultimo libro di Rober­to Zap­pe­ri “Mon­na Lisa addio”, Le Let­te­re, dove vie­ne fat­ta una inte­res­san­te rico­stru­zio­ne dell’identità dell’effigiata nel ritrat­to Leo­nar­de­sco del Lou­vre.

    • Serena D'Italia 9 dicembre 2012 at 02:04 #

      Gra­zie a te Ales­san­dro, anche per aver ricor­da­to il sag­gio nel cata­lo­go del Bar­gel­lo, mi ricor­do che era una gran bel­la mostra. Pur­trop­po inve­ce non cono­sco il libro sul­la Mon­na Lisa.

      • alessandro righi 13 dicembre 2012 at 17:42 #

        Gra­zie, Sere­na, del­la tua repli­ca.
        Il Libro di Zap­pe­ri te lo con­si­glio viva­men­te al di là dell’ipotesi sull’identità ( per altro mol­to con­vin­cen­te ).
        Quel­lo che ho tro­va­to mol­to inte­res­san­te è la rico­stru­zio­ne del “qua­dro” del­la com­mit­ten­za a par­ti­re dal­la testi­mo­nian­za del segre­ta­rio del Car­di­na­le d’Aragona che ave­va visi­ta­to Leo­nar­do in Fran­cia ed ave­va con­fi­da­to ai visi­ta­to­ri che i qua­dri che ave­va con lui ( tra i qua­li la Gio­con­da ) era­no frut­to di una com­mis­sio­ne di Giu­lia­no dei Medi­ci, pres­so il qua­le era sta­to “a ser­vi­zio” duran­te il sog­gior­no roma­no pri­ma del­la par­ten­za per la Fran­cia.
        Que­sta cosa è ovvia­men­te nota agli stu­di ( Andre Cha­stel scris­se anche un libro sul viag­gio euro­peo del Car­di­na­le ) ma Zap­pe­ri spie­ga come nel­le rico­stru­zio­ni futu­re abbia pre­val­so l’indicazione Vasa­ria­na , che offu­sca la testi­mo­nian­za di Leo­nar­do del­la qua­le non era a cono­scen­za.
        Zap­pe­ri affron­ta poi le ragio­ni e il con­te­sto del­la com­mit­ten­za di Giu­lia­no in tal modo arri­van­do a dare un nome e un cogno­me alla Mon­na Lisa, che non sareb­be altri, nel­la real­tà, che la madre del figlio natu­ra­le di Giu­lia­no, il futu­ro car­di­na­le Ippo­li­to de’Medici, con­ce­pi­to e nato ad Urbi­no nell’ambiente vici­no alla cor­te Fel­tre­sca dove Giu­lia­no era esu­le dopo la cac­cia­ta dei Medi­ci da Firen­ze.
        Spe­ro di aver­ti invo­glia­to alla let­tu­ra … Nel caso spe­ro che tu mi fac­cia sape­re cosa ne pen­si, gra­zie.

        • Daniele Pitrolo 13 dicembre 2012 at 20:31 #

          Hai sicu­ra­men­te invo­glia­to più d’uno alla let­tu­ra, Ales­san­dro.

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