Top Menu

La madre dei Caravaggio è sempre incinta”

È usci­to uffi­cial­men­te ieri per Ski­ra il nuo­vo libro di Toma­so Mon­ta­na­ri, ispi­ra­to dall’affai­re Cara­vag­gio che quest’estate ha mono­po­liz­za­to le scar­ne pagi­ne cul­tu­ra­li dei gior­na­li ita­lia­ni (qui tro­va­te un po’ di ras­se­gna stam­pa).

In atte­sa che com­pa­ia sugli scaf­fa­li del­le libre­rie pote­te leg­ge­re la recen­sio­ne fir­ma­ta da Gian Anto­nio Stel­la per il “Cor­rie­re del­la Sera” e qual­che pagi­na di ante­pri­ma, pub­bli­ca­ta sul blog Le paro­le e le cose.

Cite this article as: Redazione, La madre dei Caravaggio è sempre incinta”, in "STORIEDELLARTE.com", 24 ottobre 2012; accessed 19 agosto 2017.
http://storiedellarte.com/2012/10/la-madre-dei-caravaggio-e-sempre-incinta.html.

, ,

5 Responses to La madre dei Caravaggio è sempre incinta”

  1. Gerardo Pecci 15 maggio 2013 at 09:50 #

    Danie­le, sono d’accordo con Lei. La pru­den­za non è mai trop­pa in que­sto set­to­re e del­le vol­te occor­ro­no anni per accet­ta­re que­sta o quell’ipotesi attri­bu­ti­va o anche per respin­ger­la. Lo sto­ri­co dell’arte, come qua­lun­que esper­to di sto­ria, deve sem­pre esse­re pru­den­te e mol­to atten­to nell’analisi del­le fon­ti e dei mate­ria­li che ha a dispo­si­zio­ne. La fret­ta, infat­ti, è cat­ti­va con­si­glie­ra e lo è ancor di più il sen­ti­men­to del faci­le “soop” di tipo gior­na­li­sti­co, che mal si adat­ta alla ricer­ca sto­ri­ca e arti­sti­ca.

  2. Daniele Pitrolo 5 dicembre 2012 at 20:00 #

    Dise­gni cono­sciu­ti, bene. Dise­gni già stu­dia­ti, bene. Ma la cui pater­ni­tà è oscil­lan­te, per cui anche il nome di Cara­vag­gio non è altro che una ulte­rio­re ipo­te­si attri­bu­ti­va, degna come le altre di esse­re pro­po­sta.

    Più che oscil­lan­te, la pater­ni­tà è anco­ra non deter­mi­na­ta, per quan­to sia­no rico­no­sciu­ti come pro­ve­nien­ti dall’ambito comu­ne a Cara­vag­gio (Peter­za­no) o a lui poste­rio­re (copie), ed il nome di Cara­vag­gio non è affat­to una pro­po­sta ulte­rio­re, ma un’ipotesi già avan­za­ta, con la pru­den­za auspi­ca­bi­le, da Giu­lio Bora.

    La con­sta­ta­zio­ne non impe­di­sce, volen­do, di cre­de­re alle loro con­clu­sio­ni, ma chi ha man­ca­to di pazien­za sono sen­za dub­bio gli auto­ri del­la gri­da­ta sco­per­ta, sia nel vaglia­re e con­di­vi­de­re la valu­ta­zio­ne, sia nel pre­sen­ta­re la loro tesi: non già di ten­ta­re di con­vin­ce­re, pare­va trat­tar­si, ma di pre­va­ri­ca­re, in una pre­sen­ta­zio­ne oltre­mo­do sgra­de­vo­le visi­bi­le su You­Tu­be.

  3. gerardopecci 1 dicembre 2012 at 18:35 #

    D’accordo con lei Sere­na, lascia­mo le rifles­sio­ni ulte­rio­ri ad altri e più sere­ni dibat­ti­ti tra sto­ri­ci dell’arte, stu­dio­si acca­de­mi­ci e non. La mia espe­rien­za di sto­ri­co dell’arte m’insegna ad esse­re pru­den­te. E la pru­den­za nel­la ricer­ca è d’obbligo.

  4. Serena D'Italia 4 novembre 2012 at 01:10 #

    Beh, se non con­vin­ce l’attribuzione del Cro­ci­fis­so non vedo come pos­sa con­vin­ce­re l’assegnazione a Cara­vag­gio di deci­ne (!) di dise­gni che sono evi­den­te­men­te di mani ed epo­che diver­se, oltre­tut­to sul­la base di vaghi con­fron­ti fisio­gno­mi­ci con dipin­ti distan­ti nel tem­po e sen­za una sola ope­ra gra­fi­ca cer­ta su cui appog­giar­si. I due signo­ri in que­stio­ne han­no deli­be­ra­ta­men­te rifiu­ta­to il con­fron­to con la comu­ni­tà scien­ti­fi­ca “cor­rot­ta e oscu­ran­ti­sta”, soste­nen­do che la veri­tà si sareb­be fat­ta stra­da da sola. E infat­ti così è sta­to.

  5. Gerardo Pecci 4 novembre 2012 at 00:32 #

    Lo sfo­go di Mon­ta­na­ri con­tro l’allevamento di bufa­le ai dan­ni del­la Sto­ria dell’Arte è con­di­vi­si­bi­le, non è altret­tan­to con­di­vi­si­bi­le in alcu­ne affer­ma­zio­ni riguar­dan­ti il lavo­ro di ricer­ca fat­to da altri in meri­to ai pre­sun­ti dise­gni di Cara­vag­gio. Que­sto per­ché si trat­ta di dise­gni la cui pater­ni­tà è in con­ti­nua oscil­la­zio­ne e solo alcu­ni di essi sono sta­ti pro­po­sti come di pos­si­bi­le pater­ni­tà cara­vag­ge­sca. Dise­gni cono­sciu­ti, bene. Dise­gni già stu­dia­ti, bene. Ma la cui pater­ni­tà è oscil­lan­te, per cui anche il nome di Cara­vag­gio non è altro che una ulte­rio­re ipo­te­si attri­bu­ti­va, degna come le altre di esse­re pro­po­sta. E’ man­ca­to un momen­to ulte­rio­re di con­fron­to tec­ni­co tra esper­ti, que­sto si. Ma nes­su­no auto­riz­za nes­su­no né ad accet­ta­re né a respin­ge­re l’ipotesi di pater­ni­tà dei dise­gni mila­ne­si al Cara­vag­gio.
    Ma al di là di que­sto epi­so­dio ha fat­to bene Mon­ta­na­ri a met­te­re in luce ben più gra­vi bufa­le attri­bu­ti­ve come lo smil­zo CRISTINO acqui­sta­to da Bon­di con sol­di del­la col­let­ti­vi­tà, un’opera che non con­vin­ce, sti­li­sti­ca­men­te debo­le e tec­ni­ca­men­te seria­le. Altro che Miche­lan­ge­lo Buo­nar­ro­ti! Tut­ta­via il valo­re del libret­to è nell’aver denun­cia­to la mer­ci­fi­ca­zio­ne dell’arte e la sua pro­sti­tu­zio­ne, cose che da diver­si anni, ben pri­ma che Mon­ta­na­ri lo met­tes­se in evi­den­za, ave­vo det­to e scrit­to in miei lavo­ri di sto­ria dell’arte. Pur­trop­po l’Italia stes­sa è come una pro­sti­tu­ta che tut­ti cer­ca­no e voglio­no pos­se­de­re per il pro­prio piacere…e oggi l’attuale clas­se poli­ti­ca va pro­prio nel sen­so del­la pro­sti­tu­zio­ne dell’arte, inco­rag­gia­ta da una visio­ne distor­ta del­la sto­ria dell’arte e del suo valo­re nel­la coscien­za e nel­la cul­tu­ra “media” degli Ita­lia­ni, con l’alto tra­di­men­to dell’Art. 9 del­la nostra Costi­tu­zio­ne. E distrug­ge­re il nostro patri­mo­nio di arte è un cri­mi­ne imma­ne! Ma que­sta clas­se poli­ti­ca e buo­na par­te dell’intellettualità ita­li­ca se ne fre­ga­no e per­met­to­no scem­pi gran­dis­si­mi tra l’indifferenza del­la gen­te e la com­pli­ci­tà dei media che fan­no pas­sa­re per gran­di even­ti sol­tan­to del­le miser­ri­me mostre che non fan­no altro che met­te­re in peri­co­lo le ope­re d’arte con viag­gi “inter­pla­ne­ta­ri” tra un luo­go e l’altro del mon­do, per il pia­ce­re “este­ti­co-media­ti­co” del­la pro­mo­zio­ne di poli­ti­che effi­me­re che nul­la han­no a che vede­re con l’arte e la cul­tu­ra, quel­la vera!

Leave a Reply / Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: