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Capolavori della terra di mezzo”

Le mostre cura­te dal­le soprin­ten­den­ze sono even­ti ormai sem­pre più rari, ma resta­no inso­sti­tui­bi­li momen­ti di mes­sa a pun­to e dif­fu­sio­ne del­la cono­scen­za del nostro patri­mo­nio arti­sti­co. Il car­ce­re bor­bo­ni­co di Avel­li­no ospi­ta in que­sti gior­ni Capo­la­vo­ri del­la ter­ra di mez­zo, frut­to degli sfor­zi con­giun­ti degli enti pub­bli­ci ed eccle­sia­sti­ci, del­la Soprin­ten­den­za di Saler­no e Avel­li­no e dell’università per pre­sen­ta­re al pub­bli­co un cospi­cuo nume­ro di ope­re pro­ve­nien­ti dal ter­ri­to­rio, par­ten­do dall’epoca alto­me­die­va­le per arri­va­re fino al Set­te­cen­to inol­tra­to.

Il tito­lo, che si rifà con iro­nia a Tol­kien, vuo­le indi­ca­re il ruo­lo di cro­ce­via cul­tu­ra­le da sem­pre svol­to dal­la regio­ne irpi­na e in effet­ti – accan­to agli arte­fi­ci loca­li – si affac­cia­no pit­to­ri e scul­to­ri pro­ve­nien­ti da ogni ango­lo d’Italia ma anche dai Pae­si Bas­si, in un con­ti­nuo intrec­cio di influen­ze sti­li­sti­che non sem­pre faci­le da distri­ca­re. Val­ga a tito­lo di esem­pio il com­pli­ca­to pro­ble­ma dell’Ulti­ma cena del cosid­det­to Mae­stro di Fon­ta­na­ro­sa, sche­da­ta per l’occasione da Fer­di­nan­do Bolo­gna, che risen­te pro­ba­bil­men­te del sog­gior­no meri­dio­na­le del savi­glia­ne­se Gio­van­ni Anto­nio Moli­ne­ri e del val­se­sia­no Tan­zio da Varal­lo.

Mae­stro di Fon­ta­na­ro­sa, Ulti­ma cena. Fon­ta­na­ro­sa, chie­sa di San Nico­la Mag­gio­re

Come sem­pre suc­ce­de per que­sto tipo di mostra, il cata­lo­go è stru­men­to neces­sa­rio a ren­der­si con­to del­la mole di lavo­ro che sta die­tro a una ras­se­gna che resta aper­ta per qual­che set­ti­ma­na: sta­vol­ta si trat­ta di un per­cor­so di stu­di addi­rit­tu­ra tren­ten­na­le, avvia­to con i restau­ri dei dan­ni pro­vo­ca­ti dal ter­re­mo­to del 1980 e con la mostra Momen­ti di sto­ria in Irpi­nia1. Accan­to al cata­lo­go però sono nati anche un sito inter­net, degli account face­book e twit­ter e per­si­no un cana­le you­tu­be, a dimo­stra­zio­ne del fat­to che anche la divul­ga­zio­ne scien­ti­fi­ca può sta­re al pas­so con i tem­pi.

  1. G. Muol­lo (a cura di), Momen­ti di sto­ria in Irpi­nia attra­ver­so tren­ta ope­re recu­pe­ra­te nel­la Dio­ce­si di Avel­li­no, Soprin­ten­den­za ai BAAAS di SA-AV, Roma, De Luca Edi­zio­ni d’Arte, 1989.
Cite this article as: Serena D'Italia, Capolavori della terra di mezzo”, in "STORIEDELLARTE.com", 12 ottobre 2012; accessed 20 agosto 2017.
http://storiedellarte.com/2012/10/capolavori-della-terra-di-mezzo.html.

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One Response to Capolavori della terra di mezzo”

  1. Giulio Burresi 13 ottobre 2012 at 17:16 #

    Le bel­le paro­le di Sere­na D’Italia indu­co­no ad una rifles­sio­ne. Per­ché ad Avel­li­no è pos­si­bi­le una mostra mera­vi­glio­sa e che man­da avan­ti la ricer­ca sto­ri­co-arti­sti­ca, un’esposizione che è pub­bli­ciz­za­ta in modo accor­to, atten­to e in linea con la real­tà di oggi men­tre nel­la pet­te­go­la e male­vo­la Sie­na non c’è col­la­bo­ra­zio­ne tra Comu­ne, Uni­ver­si­tà e Soprin­ten­den­za e i poli­ti­ci, com­pli­ci i pigri ed igna­vi cit­ta­di­ni, han­no rovi­na­to la cul­tu­ra a Sie­na? “Dove sono i bei momen­ti, dove anda­ron i giu­ra­men­ti?” (Da “Le Noz­ze di Figa­ro”) Giu­lio Bur­re­si, Sie­na.

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