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Un inedito “San Paolo” di Antonio Pellegrini

Antonio Pellegrini, San Paolo, part. Collezione privata (già Skinner)

Storico dell’arte: che si intende con tale qualifica? Il nostro è un mestiere composto da molti mestieri e ognuno di questi aspetti della professione, diversamente dosato, la accresce o la diminuisce. Si può essere, ad esempio, un buon archivista in grado di trovare le carte opportune per spiegare un fatto artistico che non avrebbe soluzione senza dati precisi. Si può essere uno scrittore capace di trovare le parole giuste per dimostrare ciò che altri sono soltanto in grado di accennare. Il pericolo di questa via letteraria consiste nel saper parlare convincentemente di cose inesatte, confondendo persino stili ed epoche: un esempio ben noto è quello di Walter Pater che nel suo saggio su Leonardo incluse la Medusa di Caravaggio.
Lo storico dell’arte può essere anche un iconografo, un tecnico, poiché è importante sapere ciò che un lavoro raffigura e come esso sia stato realizzato. Può, ancora, essere bravissimo a trovare il nome, ignoto, dell’artista che ha eseguito un’opera fino allora anonima: questa capacità, apparentemente sibillina, deve convincere non tanto chi la pronuncia quanto gli altri.
Una buona attribuzione deve diventare ovvia appena la si enuncia.
(A. González-Palacios, Un anno in meno, Milano 2007, p. 109)

Affiancandomi agli articoli di Sergio Momesso dedicati alla pratica attributiva, colgo l'occasione per rendere noto, per gli specialisti di pittura veneta soprattutto, un piccolo inedito che va ad aggiungersi al catalogo di uno degli illustri protagonisti del Settecento europeo: Antonio Pellegrini (1675-1741).
Tra le varie possibilità per «educare l'occhio» (per allenarlo), appare assai utile anche la consultazione di cataloghi d'asta e di gallerie antiquarie. Molte sono infatti le opere che transitano sul mercato: esse oscillano tra l'altissima qualità (si pensi, ad esempio, al meraviglioso bozzetto di Giambattista Tiepolo per l'affresco raffigurante Il ricevimento di Enrico III in villa Contarini alla Mira, passato da Christie's agli inizi dell'anno) e livelli di oscenità sia attributiva che qualitativa imbarazzanti. Squadernarli, comunque, si pone come un ottimo esercizio – se non proprio una verifica delle proprie conoscenze – che alle volte può riservare piacevoli sorprese: piccole o grandi scoperte, appunto.

Nel catalogo American and European Works of Art della casa d'asta americana Skinner, il lotto n. 308 è individuato come «School of Guido Reni (Italia, 1574/5-1642)»1. Rappresentante San Paolo (la figura stringe nella mano destra una spada, canonico attributo del santo), la tela non trova alcun punto di tangenza con lo stile reniano (basti il confronto con il San Paolo del Reni conservato al Prado) bensì con certa pittura veneziana del XVIII secolo.
Al di là del discreto stato di conservazione della pellicola pittorica, l'opera appare infatti «animata al suo interno da una stesura pittorica agile, sciolta»2, da un modo di descrivere la figura del Santo, il viso quasi completamente in ombra, ravvivato qua e là da sapienti tocchi luce, debitrice dello stile di Paolo Veronese, prima, e di Sebastiano Ricci, poi. Ed è a Pellegrini che, come anticipato, va ricondotta la paternità dell’opera battuta a Boston. A conferma di tale nome basti confrontare il nostro quadro con il San Bartolomeo di collezione privata padovana, esposto alla mostra dedicata al pittore nel 1998. Stesso taglio compositivo, stessa verve pittorica, stesso volto corrugato.


Ora, dopo aver riconosciuto il San Paolo quale opera del «felicissimo»3 pittore – si badi, uno degli artefici del rococò europeo – , sarà d’uopo ricostruirne filologicamente la storia.

  1. L'asta è stata battuta il 7 settembre 2012.
  2. A. Mariuz, Antonio Pellegrini a Padova, in Antonio Pellegrini. Il maestro veneto del Rococò alle corti d'Europa, catalogo della mostra a cura di A. Bettagno (Padova, Palazzo della Ragione), Venezia 1998, p.30.
  3. A. M. Zanetti, Descrizione di tutte le pubbliche pitture della città di Venezia, e isole circonvicine: osia Rinnovazione delle Ricche Miniere di Marco Boschini, colla aggiunta di tutte le opere, che uscirono dal 1674 al presente 1733, Venezia 1733, p. 61.
Cite this article as: Maichol Clemente, Un inedito “San Paolo” di Antonio Pellegrini, in "STORIEDELLARTE.com", 11 settembre 2012; accessed 26 aprile 2017.
http://storiedellarte.com/2012/09/un-inedito-san-paolo-di-antonio-pellegrini.html.

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