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La storia dell’arte e gli ambienti digitali

The Gra­ph of Ideas by Bren­dan Grif­fen

Il tema è scot­tan­te, ma anco­ra non rie­sce a coin­vol­ge­re gli sto­ri­ci dell’arte ita­lia­ni. Si vede­va­no infat­ti pochi “addet­ti ai lavo­ri” al semi­na­rio tenu­to a Fer­ra­ra il 25 e il 26 set­tem­bre (Fon­da­zio­ne Ermi­ta­ge e Uni­ver­si­tà) da Nuria Rodrí­guez Orte­ga, docen­te di sto­ria dell’arte pres­so l’Università di Mala­ga e respon­sa­bi­le del pro­get­to “Digi­tal Mel­li­ni” del Get­ty Resear­ch Insti­tu­te.

Eppu­re ormai anche nel­la ricer­ca sto­ri­co arti­sti­ca la digi­ta­liz­za­zio­ne è diven­ta­ta cen­tra­le in tut­te le sue sfac­cet­ta­tu­re e soprat­tut­to per le risor­se che il web è in gra­do di offri­re. Quan­ti anni luce sia­mo distan­ti dal tem­po in cui si pas­sa­va di biblio­te­ca in biblio­te­ca per tro­va­re un volu­me raro che oggi si richie­de a col­po sicu­ro al ban­co­ne d’ingresso sen­za pas­sa­re per il cata­lo­go (se non si è già con­sul­ta­to a casa su Goo­gle Libri)? Quan­te imma­gi­ni di ope­re d’arte, di varia qua­li­tà e pro­ve­nien­za, sono pre­sen­ti in Inter­net? Su quan­te basi di dati pre­zio­sis­si­me pos­sia­mo con­ta­re? Sche­da­tu­re del­le ope­re dei musei, rac­col­te di docu­men­ti d’archivio, foto­te­che.

Per­so­nal­men­te mi pare il pae­se di Ben­go­di, anche se spes­so l’entusiasmo si accom­pa­gna alla sen­sa­zio­ne di lavo­ra­re sul­le sab­bie mobi­li. Per­ché gli ambien­ti digi­ta­li pon­go­no dei pro­ble­mi meto­do­lo­gi­ci di peso pari all’importanza sem­pre mag­gio­re che stan­no assu­men­do nel­la nostra ricer­ca.

Di que­sto tipo di pro­ble­mi si è discus­so con Nuria Rodrí­guez, che, dopo una pano­ra­mi­ca sul­la sto­ria del­le Digi­tal Huma­ni­ties e sul­la situa­zio­ne attua­le, ha mes­so in evi­den­za qua­li sono le sfi­de che la sto­ria dell’arte dovrà ad affron­ta­re nel pros­si­mo futu­ro: dirit­to d’autore, ricer­ca di stan­dard di qua­li­tà, approc­cio cri­ti­co alla tec­no­lo­gia, svi­lup­po del­le rela­zio­ni tra le basi di dati.

Per chi, come me, fre­quen­ta da tem­po il web è sta­ta come una sedu­ta di auto­co­scien­za.

 

Cite this article as: Claudia Caramanna, La storia dell’arte e gli ambienti digitali, in "STORIEDELLARTE.com", 27 settembre 2012; accessed 27 marzo 2017.
http://storiedellarte.com/2012/09/la-storia-dellarte-e-gli-ambienti-digitali.html.

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One Response to La storia dell’arte e gli ambienti digitali

  1. Federico Giannini 27 settembre 2012 at 21:14 #

    Ne so qual­co­sa visto che in “Digi­tal Huma­ni­ties” ci ho pre­so una lau­rea, e ave­te dimen­ti­ca­to di aggiun­ge­re la sfi­da più gran­de, ovve­ro vin­ce­re le resi­sten­ze anti-tec­no­lo­gi­che di mol­ti che guar­da­no più alle “huma­ni­ties” che al “digi­tal” e che con il “digi­tal” sono poco (se non per nien­te) avvez­zi. Lascia­te­mi dire che in Ita­lia sia­mo mol­to indie­tro sull’argomento, e del resto lo si dice già nel­le pri­me bat­tu­te dell’articolo…

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