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Su Bonifacio de’ Pitati

Con que­sto arti­co­lo comin­cia­mo ad ospi­ta­re bre­vi testi deri­va­ti da recen­ti tesi di lau­rea in sto­ria dell’arte. Per sug­ge­ri­men­ti e pro­po­ste con­tat­ta­te­ci.

Su Bonifacio de’ Pitati, la decorazione del Palazzo dei Camerlenghi ed i percorsi della storiografia artistica

di Valen­ti­na Sar­to­ri

Uno degli approc­ci usa­ti più spes­so anco­ra oggi negli stu­di sto­ri­co-arti­sti­ci affe­ren­ti soprat­tut­to i seco­li XV e XVI è quel­lo mono­gra­fi­co, teso a deli­nea­re fin qua­si alla sin­go­la pen­nel­la­ta l’apporto mate­ria­le degli arti­sti di pun­ta del­la loro epo­ca. Que­sta ten­den­za com­por­ta, oltre al van­tag­gio del­la deli­nea­zio­ne di cata­lo­ghi ragio­na­ti sul­la pro­du­zio­ne del mae­stro di vol­ta in vol­ta inda­ga­to in linea di mas­si­ma abba­stan­za con­di­vi­si dagli stu­dio­si, il com­pli­ca­to pro­ble­ma con­nes­so al con­cet­to di auto­gra­fia mate­ria­le e la sua diret­ta con­se­guen­za: ogni mae­stro atti­vo in un deter­mi­na­to perio­do dove­va neces­sa­ria­men­te guar­da­re ai lea­der rico­no­sciu­ti per la sua affer­ma­zio­ne sul­la sce­na pub­bli­ca. A fare le spe­se di que­ste clas­si­fi­ca­zio­ni sono di soli­to gli anta­go­ni­sti, i diret­ti col­le­ghi o per­so­nag­gi vici­ni ai gran­di pit­to­ri, come per esem­pio l’eclatante e dibat­tu­to caso dell’amicizia-collaborazione di Miche­lan­ge­lo e Seba­stia­no del Piom­bo.
Nell’ambiente arti­sti­co del­la capi­ta­le del­la Sere­nis­si­ma Repub­bli­ca la que­stio­ne si com­pli­ca anco­ra di più a cau­sa del­la per­du­ran­te e carat­te­ri­sti­ca esi­sten­za di bot­te­ghe arti­sti­che pre­va­len­te­men­te a con­du­zio­ne fami­lia­re, uti­liz­za­te a vol­te come pre­te­stuo­si e mag­ma­ti­ci con­te­ni­to­ri ai qua­li attri­bui­re tut­te le ope­re che non sem­bra­no all’altezza di eccel­si pen­nel­li, com­pli­ci anche i non sem­pre lusin­ghie­ri giu­di­zi di Vasa­ri e Ridol­fi. Appa­re a vol­te dif­fi­ci­le scin­de­re la pro­du­zio­ne, ad esem­pio, di Fran­ce­sco Vecel­lio (di recen­te stu­dia­to da Gior­gio Taglia­fer­ro, Gabrie­le Mati­no e Elia d’Incà) o di Bene­det­to Calia­ri da quel­la dei più famo­si fra­tel­li, e que­sta cir­co­stan­za nasce dal­le stes­se logi­che di pro­du­zio­ne inter­ne con­na­tu­ra­te agli ate­lier pit­to­ri­ci.

Boni­fa­cio de’ Pita­ti, Sacra Fami­glia con i san­ti Fran­ce­sco, Anto­nio Aba­te, Maria Mad­da­le­na, Eli­sa­bet­ta e Gio­van­ni­no, 1525 ca., Pari­gi, Musée du Lou­vre.

Un arti­sta la cui car­rie­ra è pas­sa­ta spes­so sot­to silen­zio e non è sta­ta inda­ga­ta appie­no è quel­la di Boni­fa­cio de’ Pita­ti (1487–1553), vero­ne­se tra­pian­ta­to a Vene­zia. Tra­man­da­to dal­le fon­ti come ere­de di Pal­ma il Vec­chio e tito­la­re di una bot­te­ga ampia e ben inse­ri­ta nel mer­ca­to arti­sti­co cit­ta­di­no, secon­da for­se solo a quel­la di Tizia­no, vie­ne gene­ral­men­te con­si­de­ra­to o come assi­sten­te e col­la­bo­ra­to­re del Pal­ma oppu­re come poten­zia­le pun­to di rife­ri­men­to in lagu­na sia per Jaco­po Bas­sa­no che per Tin­to­ret­to; le ope­re che gli si attri­bui­sco­no sono per la mag­gior par­te cosid­det­te “sacre con­ver­sa­zio­ni”, adu­nan­ze di san­ti che attor­nia­no la Madon­na con il Bam­bi­no in un’ambientazione pae­si­sti­ca.

La sua car­rie­ra e la vasta pro­du­zio­ne, come appe­na visto, sof­fro­no di alcu­ne incom­pren­sio­ni che sem­bra­no per alcu­ni ver­si esse­re dovu­te ad una scar­sa con­si­de­ra­zio­ne dei mec­ca­ni­smi che rego­la­va­no il mer­ca­to arti­sti­co vene­zia­no e le diver­se fasce di richie­sta in cui i vari pit­to­ri si pote­va­no inse­ri­re.
Un caso spe­ci­fi­co, a mio pare­re, riguar­da le valu­ta­zio­ni com­ples­si­ve che sono sta­te fat­te riguar­do l’allogazione del ciclo del­la deco­ra­zio­ne del Palaz­zo dei Camer­len­ghi, che ter­rà impe­gna­to lui e la sua bot­te­ga dal­la fine degli anni Tren­ta agli anni Cin­quan­ta, e sarà por­ta­to a ter­mi­ne sot­to la super­vi­sio­ne di Tin­to­ret­to.

Boni­fa­cio de’ Pita­ti e aiu­ti, Ado­ra­zio­ne dei Magi, 1529 ca., dal­la sala del­la Casa del Con­si­glio dei Die­ci, Vene­zia, Gal­le­rie dell’Accademia.

Que­sto edi­fi­cio era la sede di diciot­to diver­si uffi­ci finan­zia­ri e per il com­mer­cio, e vie­ne sem­pre indi­ca­to come il ter­zo sito per impor­tan­za del­le com­mis­sio­ni sta­ta­li, subi­to dopo Palaz­zo Duca­le e la Libre­ria Mar­cia­na. Ma come pote­va un’artista ormai qua­ran­ten­ne e fino ad allo­ra atti­vo solo sul pia­no del­la pro­du­zio­ne per pri­va­ti com­mit­ten­ti otte­ne­re un tale inca­ri­co in un ambien­te rico­no­sciu­to dal­la cri­ti­ca come domi­na­to esclu­si­va­men­te dall’ingombrante figu­ra di Tizia­no Vecel­lio?
Ecco allo­ra che la scel­ta di que­sto pit­to­re per la rea­liz­za­zio­ne del ciclo vie­ne giu­sti­fi­ca­ta, sem­pre nel­la logi­ca del­la sud­di­tan­za vecel­lia­na, o addu­cen­do ragio­ni sti­li­sti­che, cioè il suo mima­re lo sti­le ed il colo­ri­smo di Tizia­no1 oppu­re con la spi­lor­ce­ria che carat­te­riz­za­va i magi­stra­ti patri­zi vene­zia­ni.2 Que­ste con­si­de­ra­zio­ni sem­bre­reb­be­ro vali­de, ma più per­ti­nen­te e sto­ri­ca­men­te coe­ren­te risul­ta il ragio­na­re in ter­mi­ni di garan­zia di con­ti­nui­tà lavo­ra­ti­va: non ven­ne scel­to que­sta arti­sta per­ché più a buon mer­ca­to di Tizia­no, ma per­ché, sic­co­me le cari­che ruo­ta­va­no ogni sedi­ci mesi ed era­no i patri­zi elet­ti che paga­va­no i dipin­ti, per ragio­ni di rap­pre­sen­tan­za e visi­bi­li­tà si dove­va garan­ti­re una costan­za di rea­liz­za­zio­ni e con­se­gne. Il Con­si­glio dei Die­ci sta­va anco­ra atten­den­do il tele­ro del­la Bat­ta­glia pro­mes­so dal Vecel­lio sin dal 1513 per la Sala del Mag­gior Con­si­glio di Palaz­zo Duca­le (con­se­gna­to solo nel 1537–1539 e distrut­to nell’incendio di Palaz­zo Duca­le del 1577), e si era ben con­sa­pe­vo­li che gli inte­res­si del pit­to­re era­no orien­ta­ti ora al di fuo­ri del ter­ri­to­rio vene­zia­no: Boni­fa­cio e la sua ampia offi­ci­na inve­ce assi­cu­ra­va­no esat­ta­men­te ciò che i magi­stra­ti cer­ca­va­no, e con un lin­guag­gio con­so­no e ade­gua­to all’orientamento di gusto del­le éli­te.

Boni­fa­cio de’ Pita­ti e aiu­ti, Dio Padre sor­vo­la Piaz­za San Mar­co, fram­men­to, 1542–1544, dal­la Came­ra degli Impre­sti­di, Vene­zia, Vene­zia, Gal­le­rie dell’Accademia.

L’approccio mono­gra­fi­co rima­ne un buon pun­to di par­ten­za, ma non può esse­re l’unico ed esclu­si­vo meto­do per lo stu­dio e l’indagine né di Boni­fa­cio de’ Pita­ti né di mol­ti suoi col­le­ghi pit­to­ri, coe­vi e non, che neces­si­ta­no di nuo­vi e appro­fon­di­ti stu­di. La luce che illu­mi­na ad occhio di bue i rico­no­sciu­ti pro­ta­go­ni­sti dell’arte, non solo ita­lia­na, se este­sa con un’angolazione mag­gio­re può gio­va­re alla nostra com­pren­sio­ne del mer­ca­to arti­sti­co e del­le stra­te­gie di pro­du­zio­ne, ed in alcu­ni casi di soprav­vi­ven­za, usa­te dagli uomi­ni-arts­i­ti del pas­sa­to.

[Cita­zio­ne: Easy­Bib]

Valen­ti­na Sar­to­ri si è lau­rea­ta in sto­ria dell’arte con una tesi dal tito­lo “Il mestie­re arti­sti­co e le con­sue­tu­di­ni del suo lin­guag­gio nel­le ope­re di devo­zio­ne pri­va­ta”, rela­to­re Prof. Augu­sto Gen­ti­li, cor­re­la­to­re Prof. Gior­gio Taglia­fer­ro, Uni­ver­si­tà Ca’ Fosca­ri di Vene­zia, anno acca­de­mi­co 2010–2011.

  1. Patri­cia For­ti­ni-Bro­wn, Whe­re the Money Flo­ws: Art Patro­na­ge in Six­teenth-Cen­tu­ry Veni­ce, in Titian, Tin­to­ret­to, Vero­ne­se. Rivals in Rei­nas­san­ce Veni­ce, cata­lo­go del­la mostra, a cura di Fre­de­rick Ilch­man, Boston, Museum of Fine Arts – Paris, Musée du Lou­vre, 2009–2010, Far­n­ham Sur­rey 2009
  2. Phi­lip Cot­trell, Cor­po­ra­te Colors: Boni­fa­cio and Tin­to­ret­to at the Palaz­zo dei Camer­len­ghi in Veni­ce, in «The Art Bul­le­tin», LXXXII, 4, 2000, pp. 658/678
Cite this article as: Redazione, Su Bonifacio de’ Pitati, in "STORIEDELLARTE.com", 11 giugno 2012; accessed 26 giugno 2017.
http://storiedellarte.com/2012/06/su-bonifacio-de-pitati.html.

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2 Responses to Su Bonifacio de’ Pitati

  1. Daniele Pitrolo 16 giugno 2012 at 01:13 #

    Otti­ma ini­zia­ti­va, dare spa­zio alle tesi: bra­vi!
    Ora (dopo ave­re com­men­ta­to) leg­go.

    • Sergio Momesso 16 giugno 2012 at 19:31 #

      Gra­zie.
      Spe­ria­mo di esse­re d’aiuto.

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