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Preghiere di carta

Se ave­te una pas­sio­ne per le arti deco­ra­ti­ve vi con­si­glio di fare un sal­to alla mostra  Mera­vi­glie di car­ta del­la Pina­co­te­ca Agnel­li di Tori­no, aper­ta fino al 2 set­tem­bre.
Il nucleo prin­ci­pa­le dell’esposizione è costi­tui­to da una gran­de col­le­zio­ne tori­ne­se di reli­quia­ri, per la mag­gior par­te pape­ro­les, ovve­ro qua­dret­ti voti­vi com­po­sti da ‘papiers rou­lés’, sot­ti­li stri­scio­li­ne di car­ta – spes­so dora­ta o colo­ra­ta – arro­to­la­te a for­ma­re moti­vi deco­ra­ti­vi attor­no a reli­quie o a imma­gi­ni di san­ti. Si trat­ta di ogget­ti pro­dot­ti a par­ti­re dal Sei­cen­to dal­le suo­re di clau­su­ra dei mona­ste­ri dell’arco alpi­no: nati pro­ba­bil­men­te tra Bavie­ra e Tiro­lo, si sono poi dif­fu­si in Tren­ti­no e in Pie­mon­te, per giun­ge­re fino alla Pro­ven­za. L’effetto fina­le è quel­lo del­la fili­gra­na pre­zio­sa, ma in real­tà sono costi­tui­ti qua­si esclu­si­va­men­te da mate­ria­li pove­ri come cera, ges­so, car­to­ne e per­li­ne colo­ra­te.

Nell’hor­ror vacui di que­ste super­fi­ci simi­li a gran­di rica­mi le reli­quie qua­si le si per­de di vista, diven­ta­no ele­men­ti deco­ra­ti­vi alla stre­gua di pic­co­le pie­tre. La fab­bri­ca­zio­ne stes­sa del­le pape­ro­les è una for­ma di pre­ghie­ra, una sequen­za di gesti pazien­ti e ripe­ti­ti­vi come lo sgra­na­re di un rosa­rio o come la com­po­si­zio­ne  dei man­da­la di sab­bia dei mona­ci tibe­ta­ni.

Un’immagine dell’allestimento (foto via www.pinacoteca-agnelli.it)

In mostra sono espo­sti anche altri tipi di ogget­ti, sem­pre carat­te­riz­za­ti dal gusto per il det­ta­glio deco­ra­ti­vo, come reli­quia­ri tasca­bi­li, alta­ro­li in minia­tu­ra o i cosid­det­ti ‘pic­co­li para­di­si’. L’allestimento del­le ope­re è sem­pli­ce e cura­to, ispi­ra­to alle qua­dre­rie sei­cen­te­sche, e all’ingresso il visi­ta­to­re vie­ne intel­li­gen­te­men­te for­ni­to di len­te di ingran­di­men­to e di una pic­co­la tor­cia, per osser­va­re meglio i par­ti­co­la­ri. Alcu­ni reli­quia­ri sono sta­ti con­ces­si in pre­sti­to dal­la foto­gra­fa ame­ri­ca­na Nan Gol­din, cui è sta­to chie­sto di par­te­ci­pa­re all’iniziativa anche scat­tan­do del­le foto­gra­fie del­la col­le­zio­ne tori­ne­se così come si pre­sen­ta nell’appartamento del pro­prie­ta­rio.
Per saper­ne di più pote­te guar­da­re il video in aper­tu­ra del post e ascol­ta­re que­sta lun­ga inter­vi­sta ai cura­to­ri e a Nan Gol­din tra­smes­sa qual­che set­ti­ma­na fa da Radio3.

Nan Gol­din, “Unti­tled”, 2011 (foto via www.artelibro.it)

Pri­ma di chiu­de­re però una pic­co­la cri­ti­ca. L’iniziativa fa par­te di un pro­get­to di rifles­sio­ne sui col­le­zio­ni­sti con­tem­po­ra­nei e sul­la loro psi­co­lo­gia, tut­ta­via per gli addet­ti ai lavo­ri fa un po’ sor­ri­de­re que­sta imma­gi­ne, più vol­te riba­di­ta, del­le ope­re ‘sco­no­sciu­te’ pre­sta­te da un col­le­zio­ni­sta ‘miste­rio­so’. Sicu­ra­men­te le pape­ro­les non sono ogget­ti fami­lia­ri per il gran­de pub­bli­co, ma nel con­te­sto tori­ne­se sono sta­te stu­dia­te ecco­me; del resto la capi­ta­le sabau­da era uno dei loro cen­tri di pro­du­zio­ne (veni­va­no fab­bri­ca­te dal­le suo­re del­la Con­so­la­ta, che tut­to­ra li restau­ra­no) e il Museo maria­no dei Sale­sia­ni si è pre­oc­cu­pa­to di rac­co­glier­ne alcu­ni begli esem­pla­ri. Se ne occu­pa da tem­po Lau­ra Borel­lo, che nel 1998 ha cura­to un pic­co­lo volu­me in cui com­pa­ri­va­no già alcu­ne del­le ope­re ora espo­ste alla Pina­co­te­ca Agnel­li, ma con il nome del pro­prie­ta­rio in bel­la vista nel­le dida­sca­lie (non a caso la pub­bli­ca­zio­ne, rea­liz­za­ta da Alle­man­di, era sta­ta pro­mos­sa da Lal­la Darò, l’antiquaria tori­ne­se pres­so cui era­no sta­te acqui­sta­te)1.
Visti i lega­mi del­la Pina­co­te­ca Agnel­li, del­la col­le­zio­ne e degli ogget­ti stes­si con la cit­tà, sareb­be sta­to un bel gesto valo­riz­za­re que­sti stu­di, alme­no nel­le note del cata­lo­go.

Per chi voles­se appro­fon­di­re l’argomento ripor­to qui la pic­co­la biblio­gra­fia di rife­ri­men­to for­ni­ta dal volu­met­to del 1998

  • L. Borel­lo, Devo­zio­ne pub­bli­ca e pri­va­ta, Tori­no 1984
  • J.-F. Lefort, Les pape­ro­les des Car­mé­li­tes. Tra­vaux de cou­vent en Pro­ven­ce au XVIII siè­cle, Mar­si­glia 1985
  • Klo­ste­rar­bei­ten aus dem Boden­see­raum, Bre­genz 1986
  • Reli­quien, cata­lo­go del­la mostra, Colo­nia 1989
  • G. Zac­ca­gni­ni, Le don­ne nell’agiografia anti­ca e alto­me­die­va­le, Piom­bi­no 1995
  • L. Borel­lo e M. Cen­ti­ni, Reli­quie a Tori­no, Tori­no 1998

a cui pote­te aggiun­ge­re ora i cata­lo­ghi di due mostre recen­ti:

  • Tré­sors de fer­veur. Reli­quai­res à papiers rou­lés des XVIIè­me, XVIIIè­me, XIXè­me siè­cles, cata­lo­go del­la mostra a Pari­gi, Cha­lon sur Sao­ne 2005
  • Fan­ta­sia in con­ven­to. Teso­ri di car­ta e stuc­co dal Sei­cen­to all’Ottocento, cata­lo­go del­la mostra, Firen­ze 2008

 

  1. L. Borel­lo e P. P. Bene­det­to, Pape­ro­les. Le magni­fi­che car­te, Tori­no 1998.
Cite this article as: Serena D'Italia, Preghiere di carta, in "STORIEDELLARTE.com", 22 giugno 2012; accessed 27 giugno 2017.
http://storiedellarte.com/2012/06/preghiere-di-carta.html.

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