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Nuova vita per la “Nuova guida di Milano” del Bianconi (1795)

Car­lo Bian­co­ni, Nuo­va Gui­da di Mila­no per gli aman­ti del­le Bel­le arti e del­le sacre, e pro­fa­ne anti­chi­tà mila­ne­si (Mila­no, 1795). Arnal­do For­ni edi­to­re, 2010, In-16, bros­su­ra, 544 pagi­ne. Con intro­du­zio­ne di Auro­ra Scot­ti Tosi­ni. Euro 39,00

 

Per chiun­que si occu­pi di vicen­de sto­ri­co-arti­sti­che lega­te alla cit­tà di Mila­no “il Bian­co­ni” (come anche Tor­re, Latua­da e Giu­li­ni) è sino­ni­mo di fon­te impre­scin­di­bi­le: l’abate bolo­gne­se Car­lo Bian­co­ni (1732–1802) è infat­ti auto­re del­la Nuo­va gui­da di Mila­no per gli aman­ti del­le bel­le arti e del­le sacre, e pro­fa­ne anti­chi­tà mila­ne­si, pub­bli­ca­ta a Mila­no nel 1787 (anche se la pri­ma edi­zio­ne, mol­to sin­te­ti­ca e in for­ma ano­ni­ma, risa­le al 1783) e più vol­te ripro­po­sta, aggior­na­ta e amplia­ta, fino all’ultima ver­sio­ne del 1795.

La casa edi­tri­ce Arnal­do For­ni, che già nel 1980 curò la for­tu­na­ta ristam­pa ana­sta­ti­ca del testo più anti­co, ha recen­te­men­te pro­po­sto la secon­da edi­zio­ne del­la Nuo­va gui­da, col­man­do una lacu­na che nem­me­no il ric­co patri­mo­nio libra­rio mes­so libe­ra­men­te a dispo­si­zio­ne su inter­net da Goo­gle Books ave­va sana­to (onli­ne si tro­va il solo volu­me del 1787, digi­ta­liz­za­to da un ori­gi­na­le del­la Bod­leian Libra­ry di Oxford).

Costan­te nel tem­po è sta­to l’interesse dell’editore For­ni nei con­fron­ti di Mila­no, la sua sto­ria e il suo patri­mo­nio arti­sti­co, testi­mo­nia­to dal­la ripub­bli­ca­zio­ne de l’Histo­ria dell’antichità di Mila­no (del 1592; 1967) e La nobil­tà di Mila­no, entram­bi di Pao­lo Mori­gia (del 1619; 1979), de Il ritrat­to di Mila­no di Car­lo Tor­re (del 1714; 1972) e di altri con­tri­bu­ti otto­cen­te­schi come quel­li di Gae­ta­no Fran­chet­ti (Sto­ria e descri­zio­ne del Duo­mo di Mila­no del 1821; 1974), Giro­la­mo Lui­gi Cal­vi (Archi­tet­ti, scul­to­ri e pit­to­ri che fio­ri­ro­no in Mila­no duran­te il gover­no dei Viscon­ti e degli Sfor­za in tre volu­mi del 1859–1869; 1975), Giu­sep­pe Mon­ge­ri (L’arte in Mila­no del 1872; 1989), Vin­cen­zo For­cel­la (Noti­zie sto­ri­che degli intar­sia­to­ri e scul­to­ri di legno che lavo­ra­ro­no nel­le chie­se di Mila­no dal 1141 al 1765 del 1895; 1974) e altri.

«…per­ché non ha d’avere Mila­no l’onorato corag­gio di pre­sen­ta­re ai Fore­stie­ri, anzi ai suoi Cit­ta­di­ni le bel­le cose, di cui va ador­na, ed Essa sola dee man­ca­re d’un libro, che le indi­chi come con­vie­ne?»

Per la pri­ma vol­ta si è scel­to di arric­chi­re l’anastatica con una pre­sen­ta­zio­ne affi­da­ta ad Auro­ra Scot­ti Tosi­ni: scel­ta più che mai con­di­vi­si­bi­le, dal momen­to che l’ottimo con­tri­bu­to (ric­co di riman­di biblio­gra­fi­ci e con­ti­nui appro­fon­di­men­ti), sot­to­li­nean­do le dif­fe­ren­ze con l’edizione pre­ce­den­te, con­sen­te anche ai non addet­ti ai lavo­ri di cono­sce­re la figu­ra del Bian­co­ni, rin­no­van­do così l’intento didat­ti­co che per­va­de l’intera ope­ra. La gui­da è espli­ci­ta­men­te pen­sa­ta e desti­na­ta dall’autore a un pub­bli­co di aman­ti del­le bel­le arti sacre e pro­fa­ne, in par­ti­co­la­re i gio­va­ni allie­vi del­la loca­le Acca­de­mia di Bel­le Arti del­la qua­le il bolo­gne­se fu il pri­mo segre­ta­rio, chia­ma­to in Lom­bar­dia nel 1778 a rico­no­sci­men­to del­le sue capa­ci­tà arti­sti­che, intel­let­tua­li e orga­niz­za­ti­ve. Aba­te ma soprat­tut­to orna­ti­sta, pit­to­re, inci­so­re, archi­tet­to non­ché auto­re di gui­de sul­la cit­tà nata­le (la ver­sio­ne amplia­ta del­la sei­cen­te­sca Le pit­tu­re di Bolo­gna di Cesa­re Mal­va­sia, data­ta 1766, che die­ci anni più tar­di pren­de il tito­lo di Pit­tu­re scol­tu­re ed archi­tet­tu­re del­le chie­se luo­ghi pub­bli­ci, palaz­zi, e case del­la cit­tà di Bolo­gna, e suoi sob­bor­ghi), l’artista ave­va ben pre­sto ade­ri­to alla cor­ren­te neo­clas­si­ca, ope­ran­do in diver­se chie­se e palaz­zi del­la sua cit­tà per poi esse­re cata­pul­ta­to dal gover­no asbur­gi­co, qua­ran­ta­seien­ne, in una real­tà com­ple­ta­men­te dif­fe­ren­te.

La Nuo­va gui­da di Mila­no ne riflet­te la for­ma­zio­ne acca­de­mi­ca e la par­ti­co­la­re pre­di­le­zio­ne per l’architettura: seguen­do la tra­di­zio­na­le divi­sio­ne in sestie­ri e il pro­gres­si­vo ordi­ne di visi­ta a par­ti­re da Por­ta Orien­ta­le (per la pre­sen­za del Duo­mo), Bian­co­ni trat­teg­gia del­le note più o meno appro­fon­di­te su chie­se, palaz­zi pri­va­ti ed edi­fi­ci pub­bli­ci, non indu­gian­do su disqui­si­zio­ni eru­di­te o pit­to­re­sche. Ciò che col­pi­sce è soprat­tut­to il ten­ta­ti­vo di rea­liz­za­re del­le sche­de ana­li­ti­che e il più pos­si­bi­le com­piu­te, frut­to di ricer­che e sopral­luo­ghi sul cam­po, deli­nean­do una bre­ve sto­ria del­la costru­zio­ne-con­te­ni­to­re (sen­za igno­ra­re l’età baroc­ca e il XVIII seco­lo, pur mani­fe­stan­do le sue pre­di­le­zio­ni) per poi segna­la­re le ope­re più inte­res­san­ti pre­sen­ti all’interno. Fat­to­ri che, come ha già sot­to­li­nea­to la Scot­ti Tosi­ni, fan­no dell’agile volu­met­to “l’archetipo del­le gui­de di cit­tà con­tem­po­ra­nee”, il lon­ta­no ante­na­to del­la Gui­da Ros­sa del Tou­ring Club.

 

 

Cite this article as: Luca Tosi, Nuova vita per la “Nuova guida di Milano” del Bianconi (1795), in "STORIEDELLARTE.com", 4 giugno 2012; accessed 21 agosto 2017.
http://storiedellarte.com/2012/06/nuova-vita-per-la-nuova-guida-di-milano-del-bianconi-1795.html.

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