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Il Maestro Paroto cerca casa

Leggo sui giornali che oggi il ministro Ornaghi è a Brescia, per celebrare l’ingresso ufficiale del sito archeologico di Santa Giulia nel patrimonio Unesco. Come da copione si parla molto di rilancio del turismo e di riscatto del patrimonio culturale della città, quindi mi sembra l’occasione adatta per diffondere una segnalazione che mi è stata fatta un paio di giorni fa da amici lombardi.

Il 4 luglio sarà battuta all’asta da Sotheby’s a Londra un’opera fondamentale per la storia dell’arte bresciana, il raffinato polittico del Maestro Paroto proveniente dalla chiesa di San Siro a Cemmo (qui trovate la scheda di catalogo online e qui la versione in pdf; curiosamente nella foto non sono riprodotte le ali laterali). Si tratta di un dipinto ben noto agli studi, anche perché da una fonte ottocentesca sappiamo che sulla tavola centrale erano un tempo visibili la data (1444 o 1447, di difficile lettura) e la firma “Parotus”, unica attestazione nota del nome di questo raro artista.

Maestro Paroto, Madonna col Bambino e santi, 1447. Dalla chiesa di San Siro a Cemmo (Brescia). Foto Sotheby’s.

Già un secolo e mezzo fa il polittico avrebbe potuto fare il suo ingresso in una collezione pubblica: faceva infatti parte della vasta ed eterogenea raccolta di opere d’arte radunata da Michele Cavaleri nel suo palazzo di corso Magenta a Milano. L’eccentrico avvocato sperava ardentemente di far acquistare in blocco la sua collezione dal Comune di Milano, per vederla diventare un grande museo aperto alla comunità. L’affare però non andò in porto e nel 1873 le opere furono comprate dal ricco banchiere ed economista Enrico Cernuschi e trasferite a Parigi, per poi tornare in parte sul mercato dopo la morte di quest’ultimo. Negli anni Sessanta del Novecento l’ancona ricomparve presso la Galleria Wildenstein di New York (da qui il nome di ‘polittico Wildenstein’ utilizzato talvolta nella bibliografia) e fu riconosciuta e pubblicata da Gaetano Panazza.

Sarebbe molto bello se questa volta le cose andassero diversamente e le istituzioni o le fondazioni bancarie bresciane riuscissero ad assicurare il Maestro Paroto alla Pinacoteca Tosio Martinengo, che – una volta terminati i lavori di ristrutturazione – potrebbe riaprire al pubblico con un gioiello in più.

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2 Responses to Il Maestro Paroto cerca casa

  1. Daniele Pitrolo 19 giugno 2012 at 12:18 #

    Non sapevo che Cernuschi avesse avuto anche delle opere d’arte europea, anche se in effetti la sua casa parigina dovrebbe lasciarlo credere, visto che è un omaggio alla patria che dovette abbandonare.

    • Serena D'Italia 19 giugno 2012 at 13:09 #

      Sì, con l’acquisizione della collezione Cavaleri si era riempito casa di opere lombarde (e anche qualcosa di piemontese, per quello ho seguito un po’ la vicenda), ma la bibliografia si occupa come è ovvio soprattutto della sua raccolta di arti orientali… Se fai un salto al museo Cernuschi comunque ci trovi ancora il suo archivio!

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