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Getty Research Portal: un altro potente strumento

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La Sto­ria docu­men­ta­ria dell’arte di Eli­za­beth B. G. Holt è un libro che mi è mol­to caro, anche mate­rial­men­te.1 Nono­stan­te mostri impie­to­sa­men­te i segni del tem­po e vada usa­to con accor­tez­za, mi sem­bra sem­pre mol­to pia­ce­vo­le e, se pos­so, lo con­si­glio.

Solo qual­che gior­no fa riflet­te­vo al tele­fo­no con un’amica e col­le­ga che la con­sul­ta­zio­ne di libri come que­sto (oppu­re la Let­te­ra­tu­ra arti­sti­ca di Schlos­ser e i volu­mi del­la Baroc­chi) sug­ge­ri­va che ormai sareb­be sta­to uti­le ave­re un indi­ce glo­ba­le, un meta-index, uno stru­men­to che per­met­ta di acce­de­re facil­men­te alla straor­di­na­ria mes­se di testi di let­te­ra­tu­ra arti­sti­ca digi­ta­liz­za­ti e dispo­ni­bi­li onli­ne. Un sogno per chi ha fat­to chi­lo­me­tri, viag­gi fati­co­si, anche solo per con­sul­ta­re un libro o un docu­men­to raro.

Ed ecco, qual­che gior­no dopo, che il Get­ty Research Insti­tu­te met­te a dispo­si­zio­ne uno stru­men­to che sem­bra rea­liz­za­re quel­la spe­ran­za ed è cer­to desti­na­to a diven­ta­re indi­spen­sa­bi­le per qual­sia­si fre­quen­ta­to­re di let­te­ra­tu­ra arti­sti­ca.

Dal 31 mag­gio è infat­ti atti­vo il Get­ty Research Por­tal:

The Get­ty Research Por­tal is a free onli­ne search gateway that aggre­ga­tes descrip­ti­ve meta­da­ta of digi­ti­zed art histo­ry tex­ts, with links to ful­ly digi­ti­zed copies that are free to down­load. Art histo­rians, cura­tors, stu­den­ts, or anyo­ne who is cul­tu­ral­ly curious can unearth the­se valua­ble sour­ces of research without tra­ve­ling from pla­ce to pla­ce to bro­w­se the stacks of the world’s art libra­ries. The­re will be no restric­tions to use the Get­ty Research Por­tal; all you need is access to the Inter­net

Il por­ta­le con­sen­te l’accesso già a cir­ca 20.000 testi, ed è solo l’inizio, la cifra è desti­na­ta ad aumen­ta­re costan­te­men­te. Ed è il risul­ta­to del­la col­la­bo­ra­zio­ne del Get­ty con biblio­te­che già mol­to atti­ve sul fron­te del­le digi­tal huma­ni­ties: isti­tu­zio­ni ame­ri­ca­ne, new­yor­che­si soprat­tut­to (Ave­ry Archi­tec­tu­ral and Fine Arts Libra­ry del­la Colum­bia Uni­ver­si­ty, Frick Art Refe­ren­ce Libra­ry, Tho­mas J. Watson Libra­ry del Metro­po­li­tan Museum of Art, New York Art Resour­ces Con­sor­tium), ed euro­pee (Biblio­te­ca de la Uni­ver­si­dad de Mála­ga, Insti­tut natio­nal d’histoire de l’art di Pari­gi, Uni­ver­si­tä­tsbi­blio­thek di Hei­del­berg).

Come si vede, man­ca­no gli ita­lia­ni. Spe­ria­mo si uni­sca­no pre­sto al pro­get­to, per­ché, come si sa, le ric­chez­ze del­le biblio­te­che ita­lia­ne sono incom­pa­ra­bi­li. Il pro­get­to è aper­to e per ave­re infor­ma­zio­ni è suf­fi­cien­te intan­to scri­ve­re all’indirizzo portal@getty.edu. Incro­cia­mo le dita.

Il Get­ty Rea­serch Por­tal è in defi­ni­ti­va un gran­de cata­lo­go, un moto­re di ricer­ca di meta­da­ti (sche­de biblio­gra­fi­che). Insom­ma, fai una ricer­ca e il risul­ta­to è un elen­co di sche­de biblio­gra­fi­che che descri­vo­no testi digi­ta­liz­za­ti di pub­bli­co domi­nio e offro­no il col­le­ga­men­to alla pagi­ne inter­net da cui si pos­so­no pre­le­va­re libe­ra­men­te.

Il Get­ty quin­di non ha fat­to una nuo­va cam­pa­gna di digi­ta­liz­za­zio­ne, non ospi­ta nei suoi ser­ver i libri in ver­sio­ne digi­ta­le, ma fun­ge solo da indi­ce di con­sul­ta­zio­ne. Dicia­mo che è una como­da via d’accesso e un modo per sco­va­re testi più rapi­da­men­te. Sta poi al ricer­ca­to­re sma­li­zia­to accor­ger­si di quan­to sfug­ge alle maglie di que­sto sofi­sti­ca­to siste­ma: qual­co­sa sfug­ge sem­pre, per for­tu­na.

Il GRP diven­te­rà uno stru­men­to for­mi­da­bi­le per non per­der­si nel­la babe­le dei por­ta­li di biblio­te­che che offro­no testi digi­ta­liz­za­ti, ma è bene ricor­da­re che è solo un ausi­lio, un uti­lis­si­mo sche­da­rio. Il rac­con­to e la costru­zio­ne sto­ri­ca spet­ta­no al let­to­re, natu­ral­men­te. Sul fron­te del­la divul­ga­zio­ne sto­ri­co arti­sti­ca resta inve­ce mol­to da fare, come si è det­to anche in una recen­te inter­vi­sta al por­ta­le d’arte di Rai-Edu.

Que­sta nuo­va risor­sa, che non è nient’altro che un aggre­ga­to­re, mi sem­bra con­fer­ma­re una vol­ta di più che è neces­sa­rio lavo­ra­re ad una nuo­va for­ma di manua­le, di libro per impa­ra­re, che tra­spor­ti la ric­chez­za del­la ricer­ca nei nuo­vi media.

Non è un caso, cre­do, che lo stes­so pen­sie­ro sor­ges­se tem­po fa di fron­te all’apparizione di Goo­gle Art Pro­ject.

  1. Pri­ma edi­zio­ne ita­lia­na Fel­tri­nel­li 1972, col­la­na SC/10 con gra­fi­ca fir­ma­ta Boob Nor­da – Mas­si­mo Vignel­li, ma è usci­to dap­pri­ma in Ame­ri­ca, Prin­ce­ton Uni­ver­si­ty Press 1947
Cite this article as: Sergio Momesso, Getty Research Portal: un altro potente strumento, in "STORIEDELLARTE.com", 2 giugno 2012; accessed 26 giugno 2017.
http://storiedellarte.com/2012/06/getty-research-portal-un-altro-potente-strumento.html.

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One Response to Getty Research Portal: un altro potente strumento

  1. Daniele Pitrolo 18 giugno 2012 at 20:46 #

    Gra­zie Ser­gio, otti­ma segna­la­zio­ne, mi è sta­to uti­le.

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