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Musei in crisi di identità

Scor­ren­do gli arti­co­li pub­bli­ca­ti nel­le ulti­me set­ti­ma­ne vie­ne da pen­sa­re che il pro­ble­ma prin­ci­pa­le dei musei in que­sto momen­to non sia sol­tan­to la cri­si eco­no­mi­ca, ma anche quel­la di iden­ti­tà.
Sot­to­po­ste alla pres­sio­ne degli inte­res­si poli­ti­ci da un lato e di quel­li eco­no­mi­ci dall’altro, per­si­no le isti­tu­zio­ni più impor­tan­ti sem­bra­no allo sban­do, inca­pa­ci di riflet­te­re sul­la loro mis­sio­ne e di comu­ni­ca­re tra loro per cer­ca­re di ela­bo­ra­re del­le stra­te­gie di dife­sa e di man­te­ne­re alto il livel­lo cul­tu­ra­le del­le loro ini­zia­ti­ve, soprat­tut­to del­le mostre.
Come è natu­ra­le ci lamen­tia­mo spes­so di quel­lo che suc­ce­de all’interno dei con­fi­ni ita­lia­ni, ma anche nel resto d’Europa le cose non van­no meglio (lascio ovvia­men­te fuo­ri dal discor­so i musei ame­ri­ca­ni, trop­po diver­si per sto­ria e fun­zio­na­men­to).

A Lens, cit­ta­di­na del nord del­la Fran­cia a pochi chi­lo­me­tri dal con­fi­ne con il Bel­gio, dopo anni di lavo­ri sta per esse­re inau­gu­ra­to un satel­li­te del Lou­vre, bat­tez­za­to appun­to Lou­vre-Lens; l’apertura è pre­vi­sta per fine anno. L’edi­fi­cio, costa­to in tota­le 150 milio­ni di Euro, dovreb­be ospi­ta­re a rota­zio­ne del­le sele­zio­ni di ope­re del­la casa madre pari­gi­na in una serie di mostre tem­po­ra­nee, con par­ti­co­la­re atten­zio­ne all’uso del­le nuo­ve tec­no­lo­gie e al coin­vol­gi­men­to del pub­bli­co.
Que­sto alme­no sul­la car­ta, per­ché man mano che l’idea pren­de for­ma si rive­la sem­pre più una dispen­dio­sis­si­ma ope­ra­zio­ne di mar­ke­ting pri­va di qual­sia­si con­te­nu­to scien­ti­fi­co, inne­scan­do le pri­me per­ples­si­tà (qui tro­va­te una lun­ga lista di argo­men­ta­zio­ni pro e con­tro il pro­get­to). Pro­prio in que­sti gior­ni è sta­to pre­sen­ta­to l’allestimento del­la sezio­ne del­la ‘Gale­rie du Temps’, un’infilata di 205 capo­la­vo­ri che si pro­po­ne nien­te­me­no che di rap­pre­sen­ta­re “le che­mi­ne­ment de l’humanité”, inten­to alti­so­nan­te quan­to pri­vo di sen­so, che si è imme­dia­ta­men­te atti­ra­to le cri­ti­che de La Tri­bu­ne de l’Art.
Come se non bastas­se, la recen­te pub­bli­ca­zio­ne di un libro scrit­to da una gior­na­li­sta fran­ce­se e inti­to­la­to La face cachée du Lou­vre. Enquê­te sur les déri­ves du musée le plus célè­bre au mon­de ha riac­ce­so le pole­mi­che sul discus­so pro­get­to del Lou­vre di Abu Dha­bi: anche qui mol­to con­te­ni­to­re e poco con­te­nu­to.

Un mani­fe­sto con­tro la rea­liz­za­zio­ne del Lou­vre-Lens (via www.aaartois.fr)

Oltre­ma­ni­ca per­si­no la Tate Bri­tain ha i suoi guai. Nell’edi­to­ria­le del mese di mag­gio, il “Bur­ling­ton Maga­zi­ne” ha sol­le­va­to que­stio­ni non da poco riguar­do al museo lon­di­ne­se, evi­den­zian­do diver­se cri­ti­ci­tà nell’ordinamento e nell’allestimento attua­li del­le col­le­zio­ni. Mol­te sale sono chiu­se, la sele­zio­ne del­le ope­re espo­ste appa­re trop­po sbi­lan­cia­ta sull’Otto e sul Nove­cen­to e in alcu­ni casi non è di gran­de qua­li­tà. La vicen­da è sta­ta ripre­sa dal blog “Art Histo­ry News” e poi dal­le testa­te nazio­na­li, come il “Tele­gra­ph” e il “Guar­dian”.

Per fini­re, tor­nia­mo in Ita­lia con l’epilogo dell”affai­re Roma­ni­no’: il Cri­sto por­ta­cro­ce non farà mai più rien­tro a Bre­ra, a meno che la pina­co­te­ca mila­ne­se non voglia ricom­prar­se­lo in asta. Il tri­bu­na­le fede­ra­le di Tal­la­has­see ha infat­ti sta­bi­li­to la resti­tu­zio­ne del qua­dro agli ere­di di Fede­ri­co Gen­ti­li di Giu­sep­pe, i qua­li lo man­de­ran­no in ven­di­ta in asta da Christie’s New York il pros­si­mo 6 giu­gno.
Una vicen­da incom­pren­si­bi­le, che chia­ma in cau­sa anche il Mini­ste­ro e il siste­ma legi­sla­ti­vo ita­lia­no, anco­ra ina­dat­to ad affron­ta­re pro­ble­ma­ti­che di que­sto tipo.

Men­tre si discu­te sem­pre più insi­sten­te­men­te di ‘mes­sa a red­di­to’, di resti­tu­zio­ni e di ‘deac­ces­sion’, pro­ce­di­men­ti che spin­ti all’estremo por­ta­no alla dis­so­lu­zio­ne fisi­ca dei musei e del­le loro col­le­zio­ni, non sareb­be male rita­glia­re uno spa­zio di rifles­sio­ne per deci­de­re pri­ma che cos’è e a che cosa ser­ve un museo nel 2012 (e maga­ri anche oltre).

Il “Cri­sto por­ta­cro­ce” di Roma­ni­no espo­sto nel­la sala XIV del­la Pina­co­te­ca di Bre­ra (foto via inzumi.com)

La coper­ti­na del cata­lo­go dell’asta Christie’s del 6 giu­gno pros­si­mo

Cite this article as: Serena D'Italia, Musei in crisi di identità, in "STORIEDELLARTE.com", 11 maggio 2012; accessed 28 giugno 2017.
http://storiedellarte.com/2012/05/musei-in-crisi-di-identita.html.

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2 Responses to Musei in crisi di identità

  1. robertaprosapio 30 agosto 2012 at 15:20 #

    scan­da­lo­sa dav­ve­ro la que­stio­ne del Roma­ni­no…

  2. Serena D'Italia 18 maggio 2012 at 12:50 #

    Sul “The Guar­dian” di oggi tro­va­te la rispo­sta del­la Tate Bri­tain alle cri­ti­che:

    http://www.guardian.co.uk/artanddesign/2012/may/17/tate-britain-promises-chronological-display-art

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