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Francesco Arcangeli nell’officina bolognese di Longhi

Ho da poco fini­to di leg­ge­re un bel libro usci­to qual­che mese fa da Sil­va­na Edi­to­ria­le. Si trat­ta del­la tesi di lau­rea di Fran­ce­sco Arcan­ge­li su Jaco­po di Pao­lo, discus­sa con Lon­ghi a Bolo­gna nel 1937. Il testo è cura­to e com­men­ta­to da Fabio Mas­sac­ce­si, gio­va­ne medie­vi­sta che ha in comu­ne con Arcan­ge­li l’interesse per que­sto arti­sta (nel 2008 ha com­ple­ta­to un dot­to­ra­to su Jaco­po di Pao­lo nel­la pit­tu­ra bolo­gne­se tra XIV e XV seco­lo).

Rober­to Lon­ghi era sali­to sul­la cat­te­dra dell’Università di Bolo­gna nel 1934, met­ten­do­si in gio­co su pro­ble­mi loca­li e dedi­can­do subi­to un cor­so alla pit­tu­ra del Tre­cen­to nell’Italia set­ten­trio­na­le, il tema «più malin­te­so fra tut­ti quel­li che ver­to­no sul­la pit­tu­ra ita­lia­na di quel gran seco­lo» che anda­va per­ciò con­si­de­ra­to «ex novo».1

Arcan­ge­li, il pri­mo a lau­rear­si sot­to la sua gui­da in quell’ateneo, ave­va rac­col­to la sfi­da, cimen­tan­do­si su un argo­men­to piut­to­sto spi­no­so: si trat­ta­va in sostan­za di spie­ga­re le ragio­ni del recu­pe­ro del model­lo giot­te­sco (più pre­ci­sa­men­te del­la fase pado­va­na di Giot­to) attua­to da Jaco­po di Pao­lo alla fine del seco­lo, dopo la lun­ga fase di ‘anti­giot­ti­smo’ bolo­gne­se gui­da­ta dal gran­de Vita­le.

Il testo ori­gi­na­le del­la tesi è sta­to giu­sta­men­te posto in aper­tu­ra del volu­me e lascia­to così com’era, sen­za aggiun­ger­vi note di com­men­to che lo avreb­be­ro appe­san­ti­to e avreb­be­ro impe­di­to al let­to­re di gode­re appie­no del­la pro­sa di Arcan­ge­li, a quel­le date già matu­ra e pun­gen­te. L’analisi cri­ti­ca è inve­ce affi­da­ta ai due sag­gi di Mas­sac­ce­si, uno sul­la for­ma­zio­ne di Arcan­ge­li alla scuo­la di Lon­ghi, l’altro incen­tra­to diret­ta­men­te sull’attività di Jaco­po di Pao­lo. Il mon­tag­gio fina­le è un bell’esempio da segui­re per chi si tro­vi ad affron­ta­re l’edizione cri­ti­ca di un testo di que­sto tipo.

Appog­gian­do­si sul­la pre­zio­sa testi­mo­nian­za del car­teg­gio tra allie­vo e mae­stro – in par­te pub­bli­ca­to in appen­di­ce – il cura­to­re ha rico­strui­to con gran­de sen­si­bi­li­tà il con­te­sto in cui si tro­vò a lavo­ra­re il gio­va­ne Fran­ce­sco, non limi­tan­do­si, come spes­so acca­de in que­sti casi, a distin­gue­re le attri­bu­zio­ni e le data­zio­ni che han­no ret­to all’urto del tem­po da quel­le che si sono inve­ce rive­la­te ine­sat­te.2 Lo stu­den­te pote­va fare affi­da­men­to su alcu­ni stru­men­ti fon­da­men­ta­li: il volu­me di Toe­sca del 1912 su La Pit­tu­ra e la Minia­tu­ra nel­la Lom­bar­dia (di cui anco­ra nel 1958 Lon­ghi dirà: «per rigo­re di ana­li­si, varie­tà di risco­per­te, vigo­re di sin­te­si è, for­se, nel cam­po del­la sto­ria dell’arte, il più gran libro appar­so in Ita­lia negli ulti­mi cinquant’anni»)3, le pri­me ricer­che di Lon­ghi sul con­te­sto bolo­gne­se, i docu­men­ti resi noti da Fra­ti ven­ti­cin­que anni pri­ma e l’articolo mono­gra­fi­co su Jaco­po di Pao­lo pub­bli­ca­to nel 1932 da Arslan. D’altra par­te però il lavo­ro era reso dif­fi­col­to­so dall’assenza di infor­ma­zio­ni su Jaco­po Avan­zi, figu­ra fon­da­men­ta­le per la for­ma­zio­ne di Jaco­po di Pao­lo, che negli anni Tren­ta del seco­lo scor­so era anco­ra un ‘nome sen­za ope­re’.4

Gli affre­schi di S. Maria di Mez­za­rat­ta pri­ma del­lo stac­co in una foto d’archivio del­la Fon­da­zio­ne Zeri

Per tut­to il seco­lo scor­so Bolo­gna è sta­ta una pun­ta di eccel­len­za negli stu­di sto­ri­co-arti­sti­ci e lo è anco­ra: dopo Arcan­ge­li si sono occu­pa­ti di Tre­cen­to emi­lia­no Car­lo Vol­pe, Car­lo Ludo­vi­co Rag­ghian­ti e Danie­le Bena­ti, per citar­ne solo alcu­ni. L’ultimo sag­gio del libro ren­de con­to dell’enorme avan­za­men­to degli stu­di sul tema, pro­po­nen­do anche nuo­ve ipo­te­si attri­bu­ti­ve e sco­per­te docu­men­ta­rie (e qui la mano del­lo spe­cia­li­sta fa la dif­fe­ren­za). L’attenzione di Jaco­po di Pao­lo per Giot­to oggi non ci appa­re più come un fat­to iso­la­to di dif­fi­ci­le com­pren­sio­ne, ma come ema­na­zio­ne di un gene­ra­le cli­ma di fer­men­to lega­to agli stu­di uma­ni­sti­ci por­ta­ti avan­ti negli ate­nei di Bolo­gna e Pado­va.  Dispia­ce solo che que­sto testo così den­so risul­ti un po’ com­pres­so in que­sta veste edi­to­ria­le, avreb­be meri­ta­to di costi­tui­re una pic­co­la mono­gra­fia a sé.

Mol­to com­mo­ven­te infi­ne l’antologia del­le let­te­re, che ci resti­tui­sce i pro­ta­go­ni­sti di que­ste vicen­de in tut­ta la loro uma­ni­tà. La sto­ria dell’arte è spes­so un lavo­ro di squa­dra e l’insonnia di Lon­ghi, la depres­sio­ne cicli­ca di Arcan­ge­li, l’amicizia fra­ter­na tra Arcan­ge­li e Alber­to Gra­zia­ni, la pre­oc­cu­pa­zio­ne del mae­stro per gli allie­vi, le ansie, le incer­tez­ze e la pau­ra del futu­ro degli suden­ti dopo la lau­rea sono alcu­ne del­le mol­te voci che for­ma­no que­sto can­to cora­le.

 

 

  1. R. Lon­ghi, La pit­tu­ra del Tre­cen­to nell’Italia set­ten­trio­na­le, Uni­ver­si­tà di Bolo­gna, dispen­se del cor­so uni­ver­si­ta­rio, a.a.1934–1935, in Edi­zio­ne del­le ope­re com­ple­te di Rober­to Lon­ghi, VI, Lavo­ri in Val­pa­da­na, Firen­ze 1973, pp. 3–90.
  2. La tesi di Arcan­ge­li e le let­te­re invia­te­gli da Lon­ghi sono sta­te depo­si­ta­te alla Biblio­te­ca Comu­na­le dell’Archiginnasio di Bolo­gna per volon­tà testa­men­ta­ria del­la sorel­la Bian­ca Rosa nel 2003; le let­te­re scrit­te dall’allievo al mae­stro sono inve­ce con­ser­va­te alla Fon­da­zio­ne Lon­ghi di Firen­ze.
  3. Cito dal­la pre­fa­zio­ne al cata­lo­go del­la mostra Arte lom­bar­da dai Viscon­ti agli Sfor­za, Mila­no 1958.
  4. Jaco­po Avan­zi e Jaco­po di Pao­lo lavo­ra­ro­no assie­me alla deco­ra­zio­ne pit­to­ri­ca del­la chie­sa di San­ta Maria di Mez­za­rat­ta, ora con­ser­va­ti alla Pina­co­te­ca Nazio­na­le di Bolo­gna. Si veda D. Bena­ti, Jaco­po Avan­zi nel rin­no­va­men­to del­la pit­tu­ra pada­na del secon­do Tre­cen­to, Bolo­gna 1992.
Cite this article as: Serena D'Italia, Francesco Arcangeli nell’officina bolognese di Longhi, in "STORIEDELLARTE.com", 25 marzo 2012; accessed 30 aprile 2017.
http://storiedellarte.com/2012/03/francesco-arcangeli-nellofficina-bolognese-di-longhi.html.

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2 Responses to Francesco Arcangeli nell’officina bolognese di Longhi

  1. Francesca 14 dicembre 2012 at 18:13 #

    Que­sto blog si è rive­la­to una pia­ce­vo­le sco­per­ta!
    Gra­zie Sere­na, i tuoi arti­co­li sono dav­ve­ro inte­res­san­ti.

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