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Collezionisti e musei

Fran­ce­sco Hayez, “La ven­det­ta è deci­sa”, 1851. Col­le­zio­ne Lie­ch­ten­stein.

Fino al 31 mag­gio 2012 il For­te di Bard (in pro­vin­cia di Aosta) ospi­te­rà una sele­zio­ne di ope­re appar­te­nen­ti alla col­le­zio­ne dei prin­ci­pi del Lie­ch­ten­stein. La straor­di­na­ria rac­col­ta fu ini­zia­ta nel Cin­que­cen­to dal prin­ci­pe Car­lo I, che con­di­vi­de­va la sua gran­de pas­sio­ne per l’arte e le Wun­der­kam­mer con l’imperatore Rodol­fo II.

Nel cor­so del mez­zo mil­len­nio suc­ces­si­vo le resi­den­ze del­la fami­glia han­no ospi­ta­to un nume­ro sem­pre cre­scen­te di scul­tu­re, di ogget­ti di arte deco­ra­ti­va di ogni tipo ma soprat­tut­to di dipin­ti, con un’attenzione par­ti­co­la­re per i pri­mi­ti­vi fiam­min­ghi e per il Sei­cen­to olan­de­se. Nel 1896 Wilhelm von Bode si occu­pò del­la pub­bli­ca­zio­ne del pri­mo cata­lo­go illu­stra­to del­le col­le­zio­ni Lie­ch­ten­stein. Attual­men­te le ope­re sono con­ser­va­te per la mag­gior par­te nel castel­lo di Vaduz e nel gran­de museo inau­gu­ra­to a Vien­na nel 2004.

Pro­prio in que­sti gior­ni pur­trop­po il museo ha dif­fu­so la noti­zia che – a cau­sa del­le dif­fi­col­tà eco­no­mi­che in cui ver­sa – da gen­na­io 2012 sarà visi­ta­bi­le solo in occa­sio­ne di even­ti spe­cia­li; le sale ver­ran­no noleg­gia­te, così come mol­to pro­ba­bil­men­te sono ‘in affit­to’ le ope­re ora a Bard. Si trat­ta ovvia­men­te dell’ennesima mostra sen­za alcun tipo di lega­me con il luo­go che la ospi­ta, ma a dif­fe­ren­za di quan­to suc­ce­de di soli­to in que­sti casi i pez­zi sono di qua­li­tà vera­men­te ecce­zio­na­le e meri­ta­no il viag­gio.

Per chi aves­se in pro­gram­ma una gita val­do­sta­na, a pochi chi­lo­me­tri di distan­za sono visi­ta­bi­li i castel­li di Fénis e Isso­gne.

Jan Brue­gel Il Gio­va­ne, “Trion­fo del­la Mor­te”. Col­le­zio­ne Lie­ch­ten­stein.

Peter Paul Rubens, “Com­pian­to su Cri­sto”. Col­le­zio­ne Lie­ch­ten­stein.

Meri­ta atten­zio­ne anche il calen­da­rio di ini­zia­ti­ve del­la Pina­co­te­ca dell’Acca­de­mia Car­ra­ra di Ber­ga­mo, un’importante qua­dre­ria chiu­sa ormai da tem­po per rial­le­sti­men­to, nata da una serie di dona­zio­ni da par­te di col­le­zio­ni­sti più o meno noti: al nucleo ini­zia­le di dipin­ti appar­te­nu­ti al con­te Gia­co­mo Car­ra­ra si sono aggiun­te con il tem­po ope­re scel­te da Gugliel­mo Lochis, da Gio­van­ni Morel­li e da altri per­so­nag­gi di cui fino ad oggi si sape­va poco, come Cesa­re Piso­ni e Car­lo Cere­sa.
Il museo ha intel­li­gen­te­men­te scel­to di non per­de­re il con­tat­to con il pub­bli­co duran­te il lun­go perio­do di chiu­su­ra: dal 2008 una sele­zio­ne di ope­re è visi­bi­le a rota­zio­ne in Palaz­zo del­la Ragio­ne, inol­tre tra otto­bre e dicem­bre del­lo scor­so anno sono sta­ti orga­niz­za­ti una serie di appun­ta­men­ti di appro­fon­di­men­to sui diver­si nuclei col­le­zio­ni­sti­ci del­la pina­co­te­ca. L’iniziativa si con­clu­de­rà il 31 gen­na­io con una con­fe­ren­za di Jay­nie Ander­son su Le Rac­col­te dell’Accademia Car­ra­ra e la Con­nois­seur­ship Euro­pea nell’Ottocento.
Uni­ca nota dolen­te: anche in que­sto caso mol­ti (anzi, mol­tis­si­mi) dipin­ti in que­sto momen­to ven­go­no sba­tac­chia­ti qua e là in tour, dall’Austra­lia agli Sta­ti Uni­ti.

Vin­cen­zo Fop­pa, “Tre cro­ci­fis­si”. Ber­ga­mo, Acca­de­mia Car­ra­ra (dal­la col­le­zio­ne di Gia­co­mo Car­ra­ra)

Cite this article as: Serena D'Italia, Collezionisti e musei, in "STORIEDELLARTE.com", 13 gennaio 2012; accessed 29 giugno 2017.
http://storiedellarte.com/2012/01/collezionisti-e-musei.html.

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One Response to Collezionisti e musei

  1. Daniele Pitrolo 17 gennaio 2012 at 01:58 #

    Un appun­to bre­vis­si­mo (sono già sta­to pro­lis­so a riguar­do del Dos­so Dos­si). Per quan­to sia lode­vo­le, la deci­sio­ne dell’Accademia Car­ra­ra di con­ti­nua­re a mostra­re le sue ope­re non cre­do sia sta­ta pie­na­men­te pon­de­ra­ta: al di là del­la que­stio­ne museo­gra­fi­ca (l’allestimento del­la Sala del Palaz­zo del­la Ragio­ne – un com­pi­to dif­fi­ci­le, cer­to, ma non arduo – non è sta­to dei miglio­ri, con il ricor­so ad un fune­reo nero onni­pre­sen­te ed un pia­no di cal­pe­stio mol­to scric­chio­lan­te), sono le con­di­zio­ni ambien­ta­li del­la sala a non esse­re le più pro­pi­zie per le ope­re che vi sono sta­te con­ser­va­te ed esse non ne han­no bene­fi­cia­to. Gra­di­rei che l’Accademia Car­ra­ra segna­las­se quan­ti inter­ven­ti dei restau­ra­to­ri sono sta­ti resi neces­sa­ri dal­la nuo­va situa­zio­ne per sor­ve­glia­re l’adattamento dei sup­por­ti alla situa­zio­ne dei loca­li e che venis­se dichia­ra­to se del­le azio­ni sono sta­te neces­sa­rie.

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