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AAA Raffaello cercasi

Il pro­prie­ta­rio del blog “three pipe pro­blem” è a cac­cia di infor­ma­zio­ni su un dipin­to rap­pre­sen­tan­te Il matri­mo­nio misti­co di san­ta Cate­ri­na, rin­ve­nu­to un paio di anni fa in una col­le­zio­ne pri­va­ta da Car­lo Pedret­ti e pre­sen­ta­to come ope­ra di un gio­va­nis­si­mo Raf­fael­lo San­zio, con una data­zio­ne attor­no al 1499. Secon­do gli arti­co­li pub­bli­ca­ti all’epoca si trat­te­reb­be anche del­la pri­ma pro­va fir­ma­ta dell’artista urbi­na­te.

Con un po’ di for­tu­na sono riu­sci­ta a tro­va­re una buo­na foto del qua­dro e a indi­vi­dua­re la scrit­ta che è sta­ta let­ta come “RAPHAEL SANT” tra i rica­mi del­la veste di san­ta Cate­ri­na. Ora però sia­mo curio­si di sape­re se qual­cu­no ha del­le noti­zie in più sul­la vicen­da e se esi­ste del­la biblio­gra­fia su que­sta ‘meteo­ra raf­fael­le­sca’ (oltre al Raf­fael­lo uni­ver­sa­le di Vez­zo­si e Stri­na­ti…)!

 

Post scrip­tum: nel 2010 il qua­dro è sta­to espo­sto a Gote­borg in occa­sio­ne di una mostra inti­to­la­ta “…And the­re was light, dedi­ca­ta nien­te poco di meno che alla tria­de Miche­lan­ge­lo-Leo­nar­do-Raf­fael­lo; nel­la stes­sa occa­sio­ne era sta­to pre­sen­ta­to al pub­bli­co il discus­so dise­gno comu­ne­men­te noto come La bel­la prin­ci­pes­sa, con attri­bu­zio­ne a Leo­nar­do.

 

Cite this article as: Serena D'Italia, AAA Raffaello cercasi, in "STORIEDELLARTE.com", 8 gennaio 2012; accessed 27 giugno 2017.
http://storiedellarte.com/2012/01/aaa-raffaello-cercasi.html.

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28 Responses to AAA Raffaello cercasi

  1. Marco Mattia 9 luglio 2016 at 15:02 #

    ” …Cer­to non è age­vo­le a pri­ma vista, o con una sola let­tu­ri­na a cor­sa d’occhio, scer­ne­re nel mono­gram­ma tut­te le let­te­re che sono più o men inte­re, e arti­fi­cio­sis­si­ma­men­te tra lor col­le­ga­te e spes­so con­fu­se; ma chi vi badi con pazien­za e discre­zio­ne, potrà a mano a mano distin­guer­le e rav­vi­sar­le, se ha alcu­na cono­scen­za del­le anti­che for­me del­lo scri­ve­re, e sa in quan­ti stra­ni e intri­ca­tis­si­mi modi solea­no soven­te gli arte­fi­ci por­re, o piut­to­sto nascon­de­re nel­le
    par­ti più inim­ma­gi­na­bi­li del dipin­to il lor mono­gram­ma… ”
    Alcu­ne righe trat­te da ” SOPRA UNA MADONNA DI RAFFAELLO D’URBINO A LUI NEGATA DAL PASSAVANT E DA ALTRI STORICI ” di David Fara­bu­li­ni ( Roma, Tipo­gra­fia del­la Pace, 1875 ), una sor­ta di inda­gi­ne con la qua­le l’autore ten­ta di smen­ti­re la nuo­va attri­bu­zio­ne di una ” Madon­na col bam­bi­no ” ad Andrea di Aloi­gi d’Assisi det­to l’Ingegno, ope­ra fino ad allo­ra attri­bui­ta a Raf­fael­lo San­zio. Il ragio­na­men­to del Fara­bu­li­ni è asso­lu­ta­men­te con­di­vi­si­bi­le in quan­to nel bor­do del­la veste del­la Madon­na si leg­ge un mono­gram­ma, una cifra­tu­ra, la fir­ma di Raf­fael­lo.
    Il pit­to­re urbi­na­te cifrò la pro­pria fir­ma in mol­te ope­re e comin­ciò pro­prio da quan­do era a bot­te­ga dal Peru­gi­no ed in gene­re la fir­ma è sul bor­do del­le vesti dei sog­get­ti rap­pre­sen­ta­ti.
    Nul­la di miste­rio­so, nul­la di misti­co ma un meto­do asso­lu­ta­men­te infal­li­bi­le per attri­buir­si l’opera ed in qual­sia­si momen­to, anche seco­li dopo aver­la por­ta­ta a ter­mi­ne.
    Pro­prio come per ” Il matri­mo­nio misti­co di san­ta Cate­ri­na “…

  2. Gianni 31 gennaio 2013 at 22:10 #

    Certamente,una vol­ta che le sue accla­ma­te inda­gi­ni scien­ti­fi­che avran­no con­fer­ma­to l’epoca e la genui­ni­tà del dipinto,i dub­bi rela­ti­vi all’attribuzione rimarranno,non crede?Non mi risul­ta che le inda­gi­ni scien­ti­fi­che sui sup­por­ti sia­no riso­lu­ti­ve in tal sen­so.

    • ORIANO 11 ottobre 2015 at 12:11 #

      Il dipin­to -Matri­mo­nio Misti­co di San­ta Cate­ri­na- attri­bui­to e garan­ti­to dagli illu­stri esper­ti Car­lo Pedret­ti, Clau­dio Stri­na­ti, Nata­lie Gut­mann, Otto Letze, Oswald Obe­rhu­ber, Ama­do­re Por­cel­la, Ales­san­dro Vez­zo­si, che han­no tut­ti visio­na­to dal vivo il dipin­to cre­do che dif­fi­cil­men­te pos­sa­no esse­re smen­ti­ti.
      Chi di voi ha mai visto il dipin­to dal vivo.……

  3. Lello da Orvieto 4 gennaio 2013 at 22:19 #

    Egre­gio signor Seren­di­pi­ter, pos­so chie­der­le cosa si aspet­ta di tro­va­re da que­ste mira­co­lo­se inda­gi­ni scien­ti­fi­che? Esse sono uti­lis­si­me, nes­su­no lo met­te in dub­bio, ma non cer­to per sve­la­re l’identità dell’autore di un’opera…a meno che Lei sia a cono­scen­za di stra­bi­lian­ti novi­tà tec­no­lo­gi­che di cui igno­ro (igno­ria­mo?) l’esistenza. Gra­zie se vor­rà chia­rir­mi le idee.

  4. serendipiter 2 gennaio 2013 at 14:37 #

    per Sere­na: da quel­lo che mi risul­ta, comun­que, il Prof. Pedret­ti non ha “rin­ve­nu­to due anni fa” l’opera in que­stio­ne, ma è in cor­ri­spon­den­za con la pro­prie­tà alme­no dal­la fine degli anni ’80 .…

    • Serena D'Italia 2 gennaio 2013 at 14:42 #

      Gra­zie del­la pre­ci­sa­zio­ne, comun­que resta il fat­to che si trat­ta di un’attribuzione poco cre­di­bi­le!

      • serendipiter 2 gennaio 2013 at 16:38 #

        resta la Tua opi­nio­ne con­tro quel­la di gran­di stu­dio­si. E del resto, oggi non esi­ste un gran­de cri­ti­co di Raf­fael­lo uni­ver­sal­men­te rico­no­sciu­to; quin­di uno dei pochi gran­di esper­to del Rina­sci­men­to rima­ne Pedret­ti. ti segna­lo anche il volu­me di Vez­zo­si: Raf­fael­lo Uni­ver­sa­le, che (cfr museo leonardo.com) “con­tie­ne un gran nume­ro di imma­gi­ni sostan­zial­men­te sco­no­sciu­te, ine­di­te o rare, dal perio­do gio­va­ni­le in ambi­to peru­gi­ne­sco a quel­lo del­la matu­ri­tà e dell’interazione con i mae­stri del­la sua straor­di­na­ria bot­te­ga: dal­le Noz­ze misti­che di San­ta Cate­ri­na, c. 1497, al Ritrat­to di Loren­zo de’ Medi­ci, 1518, ven­du­to all’asta da Christie’s Lon­dra il 5 luglio 2007”

        • Serena D'Italia 2 gennaio 2013 at 16:59 #

          Cer­to che è la “mia” opi­nio­ne, per for­tu­na sono anco­ra costi­tu­zio­nal­men­te auto­riz­za­ta ad espri­mer­la, ma in ogni caso la “scien­ti­fi­ci­tà” dell’attribuzione si misu­ra sot­to­po­nen­do­la ad altri stu­dio­si (non cer­to io, ma per for­tu­na gli esper­ti di Quat­tro­cen­to non man­ca­no, e non solo ita­lia­ni), non agli stes­si che l’hanno for­mu­la­ta!

        • Daniele Pitrolo 3 gennaio 2013 at 11:57 #

          Che l’attribuzione sia poco cre­di­bi­le, sì, è opi­nio­ne per­so­na­le di Sere­na (nien­te affat­to pere­gri­na: con­si­de­ran­do l’importanza degli stu­di su Raf­fael­lo, la sostan­zia­le assen­za di discus­sio­ni in meri­to all’opera suo­na come un atteg­gia­men­to quan­to meno di pru­den­za in tut­ta la comu­ni­tà scien­ti­fi­ca).
          Che il meto­do scien­ti­fi­co si basi innan­zi tut­to sul­la valu­ta­zio­ne for­ma­le dell’opera, che ben poco con­ti­no in occa­sio­ni simi­li le ana­li­si chi­mi­che, no, non è opi­nio­ne ma rego­la d’oro, pras­si con­so­li­da­ta.

          L’argomento d’autorità, in fine, fal­la­ce ex se, ten­den­zial­men­te pro­pu­gna­to da chi pre­fe­ri­sce impor­re che ragio­na­re, è tan­to meno vali­do ed accet­ta­bi­le nell’ambito del­la repub­bli­ca del­le let­te­re, all’interno del­la qua­le non esi­sto­no cit­ta­di­ni più impor­tan­ti degli altri.

          • serendipiter 3 gennaio 2013 at 13:22 #

            Nel pre­met­te­re che mi feli­ci­to di susci­tar gli ani­mi in que­sto rispet­ta­bi­le con­te­sto, mi lascia per­ples­so “l’affidavit” soprac­ci­ta­to, anche, ed insi­sto, sul­la pri­mo­ge­ni­tu­ra dell’approccio all’opera che rischia di con­dur­ci nel cul de sac di cosa sia nato per pri­mo: l’uovo o la gal­li­na; mi per­met­to solo di chie­de­re se qual­cu­no di noi acqui­ste­reb­be mai un’opera impor­tan­te sen­za un’analisi scien­ti­fi­ca appro­fon­di­ta (il gusto ita­li­co per la favel­la mi veder comun­que per­den­te a favo­re del­la valu­ta­zio­ne for­ma­le).
            Il pun­to in cui inve­ce tor­no volen­tie­ri, è l’arena dell’ Auto­ri­tà, che in modo edul­co­ra­to e affa­sci­nan­te vie­ne cosi facil­men­te liqui­da­ta. Se è vero che sia­mo tut­ti gia­co­bi­ni e cit­ta­di­ni, l’ipocrisia clas­si­sta vie­ne spes­so affer­ma­ta da colo­ro che la nega­no, una vol­ta che han defe­ne­stra­to i “Baro­ni” dal loro alveo natu­ra­le. Io, di mio, mi limi­to a por­tar rispet­to ad ogni acca­de­mi­co che ha dedi­ca­to la sua vita stra­ti­fi­can­do negli anni la pro­pria espe­rien­za ed i pro­pri stu­di al ser­vi­zio del sape­re. Sarà il sen­so di rispet­to, che riten­go prio­ri­ta­rio a quel­lo del prin­ci­pio egua­li­ta­rio quan­do è sban­die­ra­to da Capi­tan Fra­cas­sa, che mi fa sce­glie­re di chie­de­re: per­ché? piut­to­sto che dir: ti spie­go!
            E su quest’opera, a mio avvi­so c’è ancor mol­to da chie­der dei “per­ché”.

  5. Romano 16 maggio 2012 at 20:05 #

    Sal­ve, ho tro­va­to que­sta discus­sio­ne navi­gan­do in rete, non sono asso­lu­ta­men­te un appas­sio­na­to d’arte, ma mi è venu­ta la curio­si­tà di capi­re le dif­fe­ren­ze.
    A che cifra andò in Asta nel 1971 quan­do si attri­bui­va a Asper­ti­ni?
    Che cifra var­reb­be oggi se fos­se di Asper­ti­ni o Pir­ri o Pac­chia­rot­ti?
    E se fos­se defi­ni­ti­va­men­te attri­bui­to a Raf­fael­lo?
    Gra­zie in anti­ci­po a chi vor­rà rispon­de­re.
    Salu­ti
    Roma­no

    • Serena D'Italia 21 maggio 2012 at 20:17 #

      Caro Roma­no, pres­so la casa d’aste si potreb­be recu­pe­ra­re l’aggiudicazione dell’asta del 1971.
      Pur­trop­po io non so ipo­tiz­za­re del­le basi d’asta per i casi che pro­po­ni (maga­ri qual­che let­to­re più infor­ma­to sugli anda­men­ti del mer­ca­to degli ulti­mi anni inve­ce ci riu­sci­rà); sicu­ra­men­te per un Raf­fael­lo si trat­te­reb­be di un ordi­ne di gran­dez­za di deci­ne di milio­ni di euro, anche se in que­sto set­to­re non esi­sto­no attri­bu­zio­ni ‘defi­ni­ti­ve’.
      Tal­vol­ta die­tro a un’attribuzione ci sono dei ragio­na­men­ti eco­no­mi­ci, ma non devo­no esse­re quel­li a gui­da­re il lavo­ro del­lo sto­ri­co dell’arte.

      • serendipiter 2 gennaio 2013 at 14:31 #

        Sareb­be inte­res­san­te cono­sce­re l’analisi chi­mi­ca; se Pedret­ti si è pro­nun­cia­to evi­den­te­men­te ce ne è una di mol­to accu­ra­ta.

        • Serena D'Italia 2 gennaio 2013 at 14:39 #

          Non vedo pro­prio a cosa potreb­be ser­vi­re…

          • serendipiter 2 gennaio 2013 at 15:18 #

            beh l’analisi scien­ti­fi­ca di un qua­dro è la base essen­zia­le su cui si basa ogni inter­pre­ta­zio­ne od attri­bu­zio­ne; mi stu­pi­sco che tu ne neghi l’importanza

          • Serena D'Italia 2 gennaio 2013 at 15:30 #

            Evi­den­te­men­te fac­cia­mo par­te di due scuo­le diver­se… a me han­no inse­gna­to che si par­te dall’analisi sti­li­sti­ca (que­sta sì inte­sa in sen­so “scien­ti­fi­co”), se poi qual­che con­trol­lo mira­to con le nuo­ve tec­no­lo­gie ci può dare una mano ben ven­ga, ma non è cer­to il pun­to fon­da­men­ta­le, del resto si face­va sto­ria dell’arte ben pri­ma dell’avvento del­le inda­gi­ni chi­mi­che sul­le ope­re e spes­so con risul­ta­ti miglio­ri di ades­so. Per dire che il qua­dro è anti­co non c’è biso­gno di uno scien­zia­to, ma mi sem­bra chia­ro che appar­ten­ga a un ambi­to cul­tu­ra­le diver­so da quel­lo del gio­va­ne Raf­fael­lo, tant’è che l’attribuzione di Pedret­ti non è sta­ta accol­ta dal­la cri­ti­ca. Inol­tre per quel­lo che so io l’oro a mis­sio­ne è deli­ca­tis­si­mo e ten­de a sal­ta­re appe­na lo si toc­ca, mi pare dif­fi­ci­le quin­di che sia sta­to ritro­va­to duran­te una puli­tu­ra.

  6. Andrea Ugolini 14 gennaio 2012 at 11:25 #

    Ho alcu­ne noti­zie sul qua­dro espo­sto a Gote­borg. E’ sta­to offer­to pres­so Chri­stie (26/06/1970 n.90 e 11/06/1971 n.17) come Ami­co Asper­ti­ni. E’ sta­to pre­so in con­si­de­ra­zio­ne dai cura­to­ri di un archi­vio bri­tan­ni­co (vads.ahds.ac.uk), affer­man­do che è del­la stes­sa mano che ha dipin­to la Madon­na con San Pie­tro che pre­sen­ta un mona­co e San­ta Cate­ri­na da Sie­na, con­ser­va­ta al Museo di Can­ter­bu­ry; non chia­ri­sco­no chi abbia isti­tui­to que­sto col­le­ga­men­to, a mio pare­re mol­to acu­to. Gli stes­si cura­to­ri, in meri­to all’opera ingle­se, rife­ri­sco­no il pare­re di Julian Gard­ner, e lo acqui­si­sco­no con riser­va, cata­lo­gan­do l’opera come “attri­bu­ted to Pir­ri”. Ricor­da­no le pre­ce­den­ti defi­ni­zio­ni: “attri­bu­ted to Ita­lian (Umbrian) school” e “attri­bu­ted to Pac­chia­rot­ti”.
    Si trat­ta di indi­ca­zio­ni ragio­ne­vo­li, che col­lo­ca­no le due ope­re nell’ambito del­la ten­den­za “pro­to­clas­si­ca” (Bal­la­rin), che vede mol­ti pit­to­ri inten­ti al pas­sag­gio dal­la secon­da alla ter­za manie­ra (Vasa­ri) intor­no all’anno 1500; è il cli­ma che Lon­ghi (Offi­ci­na Fer­ra­re­se) defi­ni­va di “clas­si­ci­smo pre­ma­tu­ro”.
    Si crea un lin­guag­gio comu­ne, ed in alcu­ni casi, come que­sto, è dif­fi­ci­le anche defi­ni­re la per­ti­nen­za “regio­na­le” del­le ope­re, che quin­di pos­so­no esse­re eti­chet­ta­te, pro­prio come dida­sca­lia, “pit­to­re pro­to­clas­si­co”, come acca­de per la miste­rio­sa pala già in col­le­zio­ne fran­ce­se, i cui due fram­men­ti appar­ten­go­no alla col­le­zio­ne Sai­be­ne (sche­da a cura di De Petris nel cata­lo­go del 2008 cura­to da Ago­sti, che ricor­da anche attri­bu­zio­ni a Pir­ri).
    Ricor­do, fra i tan­ti casi, i mono­cro­mi del­la cap­pel­la Bas­so in San­ta Maria del Popo­lo: sono sta­ti attri­bui­ti ad Asper­ti­ni (Vol­pe), Ripan­da (Gras­si), “Mae­stro del­la cap­pel­la Bas­so”, for­se Pac­chia­rot­ti (Todi­ni), Pac­chia (Ange­li­ni) e si pre­an­nun­cia uno stu­dio che li rife­ri­sce a Raf­fael­lo (Gual­di).
    Mi fa pia­ce­re che que­ste tema­ti­che spe­cia­li­sti­che tro­vi­no un ampio inte­res­se.

    • Serena D'Italia 14 gennaio 2012 at 12:06 #

      Gra­zie Andrea, ho tro­va­to anch’io il cata­lo­go del 1970, sta­vo giu­sto pre­pa­ran­do un post con la foto. A me fa mol­to pia­ce­re leg­ge­re le tue con­si­de­ra­zio­ni sti­li­sti­che.

      • Daniele Pitrolo 14 gennaio 2012 at 15:16 #

        A me fa mol­to pia­cere leg­gere le tue con­si­de­ra­zioni sti­li­sti­che.

        Allo­ra sia­mo alme­no in due.

  7. Stefania Castellana 9 gennaio 2012 at 20:52 #

    I think it’s a copy from Raphael…It seems to me an exam­ple of copy, pro­ba­bly from Emi­lia or Marche…in that case we can ima­gi­ne an ori­gi­nal work by Raphael in Urbi­no, befo­re ente­ring the Perugino’s stu­dio. The memo­ry of Gio­van­ni Santi’s works is still ali­ve, as well as the sug­ge­stions of the pro­spet­tic cul­tu­re in Urbi­no. I think the copy could date bet­ween Xv and XVI cen­tu­ry.

    See ya.

  8. H Niyazi 9 gennaio 2012 at 18:14 #

    Many thanks for this post Ser­gio. My apo­lo­gies for respon­ding in English, my writ­ten Ita­lian is not very good.

    It is an inte­re­sting case, and unfor­tu­na­te that it has only been publi­shed in the expen­si­ve Scrip­ta Maneant volu­me which makes reviewing the attri­bu­tion more dif­fi­cult. The inscrip­tion is inte­re­sting, but is it con­clu­si­ve? Pedret­ti sta­ted that this wri­ting is in the ori­gi­nal layer of pig­ment and not a later retou­ching.

    The columns and arches are of cour­se very Flo­ren­ti­ne in sty­le, but we can see the­se in nume­rous exam­ples of Perugino’s work as well. We can not use this fea­tu­re to rule anyo­ne out. I would like to see the other tech­ni­cal and histo­ri­cal data – we should at lea­st be able to descri­be the piece’s phy­si­cal pro­per­ties in more detail. 

    Kind Regards
    H Niya­zi
    Three Pipe Pro­blem

  9. Giosuè Fabiano 9 gennaio 2012 at 16:32 #

    Alla lon­ta­na può for­se ricor­da­re i modi di Gio­van­ni San­ti, suo padre, ma il Peru­gi­no pro­prio non c’è.

  10. Serena D'Italia 9 gennaio 2012 at 10:19 #

    Spe­ro che met­te­re in cir­co­la­zio­ne una buo­na foto con­sen­ta di tro­var­gli un’attribuzione con­vin­cen­te, le ope­re han­no una loro digni­tà anche se non sono nate dal­le mani di “Great Masters”.

  11. Michelangelo 9 gennaio 2012 at 08:25 #

    Pre­met­to che non sono un’esperto di Raf­fael­lo, ma solo un’appassionato di sto­ria dell’arte, ma come pri­ma impres­sio­ne a me sem­bra piut­to­sto diver­so dal­lo sti­le di Raf­fael­lo. Se pen­so alle pri­me ope­re di attri­bu­zio­ne con­so­li­da­ta, le figu­re asso­mi­glia­no mol­to a quel­le del Peru­gi­no, men­tre qui mi sem­bra­no pro­prio, anche a livel­lo fisio­gno­mi­co mol­to diver­se.

  12. Cassandra F. Crisostomo 9 gennaio 2012 at 00:30 #

    Che dice stri­na­ti in pro­po­si­to?
    Gli sem­bra auten­ti­co?

    • Serena D'Italia 9 gennaio 2012 at 10:22 #

      Imma­gi­no di sì visto che il coau­to­re del­la mono­gra­fia è lo “sco­pri­to­re” del qua­dro… Pec­ca­to non poter con­trol­la­re, per­ché il libro è tal­men­te costo­so che non cono­sco pri­va­ti né biblio­te­che che lo pos­sie­da­no qui a Tori­no!

      • Cassandra Fozio Crisostomo 9 gennaio 2012 at 17:22 #

        Ci con­trol­lo io la pros­si­ma vol­ta che sono a Firen­ze o Roma…comunque a me sem­bra tan­to una copia di qual­che allie­vo del peru­gi­no. Così come potreb­be trat­tar­si del­la mano­mis­sio­ne di qual­che mer­can­te. Pur­trop­po non cono­sco le vicen­de dell’opera, ma mi sem­bra più vici­na ad un Roc­co Zop­po o Andrea d’Assisi – per fare due nomi su quel­la lun­ghez­za d’onda – che a Raf­fael­lo. Mah…

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  1. AAA Raffaello cercasi | Capire l'arte | Scoop.it - 9 gennaio 2012

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