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In ricordo di Miklós Boskovits

Lune­dì scor­so è scom­par­so, all’età di 76 anni, Miklós Bosko­vi­ts, uno dei mae­stri del­la nostra disci­pli­na, tra i mas­si­mi esper­ti del­la pit­tu­ra tosca­na dal Due­cen­to al Rina­sci­men­to.
La noti­zia uffi­cia­le è giun­ta dall’Har­vard Cen­ter di Vil­la I Tat­ti, dove Bosko­vi­ts è sta­to “Resear­ch Fel­low” a par­ti­re dal 1970, poco dopo ave­re lascia­to l’Ungheria.
Ha inse­gna­to a Cosen­za, alla Cat­to­li­ca di Mila­no e infi­ne, dal 1995, all’Università di Firen­ze. Dal 1984 si occu­pa­va – assie­me a Mina Gre­go­ri – del pro­get­to del monu­men­ta­le Cri­ti­cal and Histo­ri­cal Cor­pus of Flo­ren­ti­ne Pain­ting ini­zia­to nel 1930 da Richard Off­ner.1
Lavo­ra­to­re instan­ca­bi­le, ha pub­bli­ca­to innu­me­re­vo­li arti­co­li e cura­to i cata­lo­ghi di impor­tan­ti rac­col­te pub­bli­che e pri­va­te, tra cui, per ricor­da­re solo le più cele­bri, la Gemäl­de­ga­le­rie di Ber­li­no (1988), la Col­le­zio­ne Thys­sen-Bor­ne­misza (2001), e, di recen­te, la Natio­nal Gal­le­ry of Art di Washing­ton (2003)
In que­sti ulti­mi mesi sta­va lavo­ran­do al ter­zo volu­me del cata­lo­go del­la Ala­na Col­lec­tion (i pri­mi due sono sta­ti edi­ti nel 2009 e nel 2011).

Approfondimenti:

  1. Cfr. un bre­ve arti­co­lo di Mar­co Car­mi­na­ti appar­so sul Sole 24 Ore in occa­sio­ne dell’uscita di uno degli ulti­mi volu­mi.
Cite this article as: Redazione, In ricordo di Miklós Boskovits, in "STORIEDELLARTE.com", 22 dicembre 2011; accessed 24 marzo 2017.
http://storiedellarte.com/2011/12/in-ricordo-di-miklos-boskovits.html.

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14 Responses to In ricordo di Miklós Boskovits

  1. Tiziano Di Pelino 9 gennaio 2012 at 15:52 #

    Non cono­sce­vo per­so­nal­men­te il Pro­fes­so­re ma, da stu­dio­so dilet­tan­te, ho cono­sciu­to la sua cor­te­sia disin­te­res­sa­ta nel cor­reg­ge­re ‚sem­pre con ama­bi­li­tà e sen­za sup­po­nen­za, una mia avven­tu­ro­sa attri­bu­zio­ne .

  2. elisabetta cagnolaro 9 gennaio 2012 at 10:01 #

    Gra­zie, Pro­fes­so­re! Con Lei ho impa­ra­to a rico­no­sce­re la Bel­lez­za come chia­ve di let­tu­ra pos­si­bi­le del­la vita, nono­stan­te tut­to. Gra­zie…

  3. Ginevra Utari 31 dicembre 2011 at 12:35 #

    Ama­reg­gia­ta dal­la per­di­ta, col­go l’occasione per con­di­vi­de­re la mia, sep­pur mar­gi­na­le, cono­scen­za di que­sto mae­stro, la cui uma­ni­tà è pari alla sua ster­mi­na­ta cono­scen­za dell’arte.
    Non ho avu­to modo di cono­sce­re da vici­no il Pro­fes­sor Bosko­vi­ts nel cor­so dei miei stu­di, ma nel­le rare vol­te in cui mi sono tro­va­ta a dia­lo­go con lui, non ho potu­to che apprez­za­re la gran­de umil­tà del­la sua per­so­na.
    Ricor­do que­ste rare occa­sio­ni di incon­tro come una poe­sia per la straor­di­na­ria sen­si­bi­li­tà con cui riu­sci­va ad ascol­ta­re e con­si­glia­re, stan­do sem­pre atten­to nell’uso del­le paro­le per non far mai pesa­re il suo giu­di­zio, che per noi stu­den­ti equi­va­le­va a quel­lo di un nume.
    L’ultima vol­ta che lo incon­trai in biblio­te­ca fu cir­ca due mesi fa, quan­do mi avvi­ci­nai a lui per donar­gli il volu­met­to frut­to del­la mia tesi. Mi ero con­sul­ta­ta con lui duran­te l’elaborazione del mio stu­dio e que­sto vole­va esse­re un omag­gio alla sua dispo­ni­bi­li­tà e gen­ti­lez­za; in tale occa­sio­ne il Pro­fes­so­re mi die­de una gran­de lezio­ne, quan­do, nel rin­gra­ziar­mi, mi dis­se: “Lo stu­die­rò” (il mio lavo­ro, anco­ra da gio­va­ne stu­dio­sa, era ine­ren­te la pit­tu­ra fio­ren­ti­na del XIV seco­lo…)
    Al di là dell’utilità pra­ti­ca del suo impe­gno, la sua discre­ta pre­sen­za pres­so la biblio­te­ca di via del­la Per­go­la ave­va uno sco­po ben più alto: egli con­ti­nua­va ad inse­gna­re, in silen­zio, l’arte più alta, quel­la dell’umiltà, poi­ché mai, in nes­sun momen­to, mise il pro­prio sape­re e le pro­prie cono­scen­ze avan­ti a se stes­so e agli altri.

  4. sibilla 31 dicembre 2011 at 00:29 #

    Del tut­to soste­ni­bi­le con una (del­le tan­te) noti­zie, che cer­ti anni fa, quan­do il Pro­fes­so­re ha visi­ta­to nuo­va­men­te la Gemäl­de­ga­le­rie di Ber­li­no, accom­pa­gna­to da un ami­co e già come auto­re del volu­me “Frü­he ita­lie­ni­sche Male­rei” vole­va met­ter­si in fila per il biglietto…poi per caso un col­la­bo­ra­to­re l’ha rico­no­sciu­to.

  5. Angelo Tartuferi 29 dicembre 2011 at 18:09 #

    Inse­ri­sco il testo inte­gra­le di un mio ricor­do mol­to per­so­na­le pub­bli­ca­to il 23 dicem­bre su “Il Gior­na­le del­la Tosca­na” con alcu­ni tagli per moti­vi di spa­zio:

    Il lasci­to di Miklós Bosko­vi­ts alla sto­ria dell’ arte è ster­mi­na­to, anzi incom­men­su­ra­bi­le. La fisio­no­mia sti­li­sti­ca di deci­ne e deci­ne di per­so­na­li­tà arti­sti­che che han­no ope­ra­to tra il XIII e il XV seco­lo in varie par­ti del­la peni­so­la – e in manie­ra par­ti­co­la­re in Tosca­na – appa­re oggi fis­sa­ta nel­le pagi­ne di que­sto emi­nen­te stu­dio­so. Le sue attri­bu­zio­ni di sin­go­li dipin­ti, le rico­stru­zio­ni del per­cor­so di mol­tis­si­mi pit­to­ri e dei lega­mi tra loro inter­cor­ren­ti, la defi­ni­zio­ne cro­no­lo­gi­ca del­le ope­re, le illu­mi­nan­ti aper­tu­re di rap­por­to e, inol­tre, la spie­ga­zio­ne del­la par­ti­co­la­re fun­zio­ne litur­gi­ca del­le tavo­le a fon­do oro, non­chè del loro signi­fi­ca­to spi­ri­tua­le, costi­tui­ran­no una base ric­chis­si­ma per le ricer­che di mol­ti anni a veni­re. Tut­to ciò potrà ora esse­re posto nel­la luce che meri­ta da par­te degli stu­dio­si di ogni par­te del mon­do, sen­za l’ostacolo inva­li­ca­bi­le del­la sua con­tra­rie­tà a qual­sia­si cele­bra­zio­ne: ricor­do la net­ta oppo­si­zio­ne alla pub­bli­ca­zio­ne degli scrit­ti in suo ono­re in occa­sio­ne del set­tan­te­si­mo com­plean­no. Non sep­pi trat­te­ner­mi dall’ escla­ma­re: “Acci­den­ti, pro­fes­so­re, si pub­bli­ca­no per per­so­nag­gi di mez­za tac­ca e non dob­bia­mo far­li per Lei!”…«quando non ci sarò più, faran­no quel­lo che voglio­no», fu la rispo­sta. Una rispo­sta pro­nun­cia­ta con il con­sue­to, fer­mis­si­mo gar­bo, che non pote­va ammet­te­re repli­che, non per il timo­re che ne deri­va­va, ma per l’ inti­ma auto­re­vo­lez­za che distin­gue­va ogni suo pare­re, non solo in cam­po sto­ri­co-arti­sti­co. Una rispo­sta, inol­tre, per­fet­ta­men­te coe­ren­te con il riser­bo cor­te­se e fer­mis­si­mo che lo ha con­trad­di­stin­to fino alle ulti­me ore di vita. Un’altra lezio­ne di vita, non si può fare a meno di sot­to­li­near­lo, carat­te­riz­za­ta da un disar­man­te, asso­lu­to, silen­zio media­ti­co, da par­te di chi avreb­be avu­to mol­tis­si­mo da dire e inve­ce ha taciu­to, ‘par­lan­do’ alla cer­chia comun­que ristret­ta degli stu­dio­si con i suoi scrit­ti e, a pochi for­tu­na­ti, con l’esempio di una cer­ta con­dot­ta di vita, soste­nu­ta da una for­te, segre­ta fede cri­stia­na. Il con­tra­rio, insom­ma, di quel­lo che acca­de di vede­re tut­ti i gior­ni, sui gior­na­li e sul­le tele­vi­sio­ni, da par­te di ‘illu­stri pro­fes­so­ri’, che in real­tà han­no pochis­si­mo da dire, ma par­la­no e si fan­no vede­re mol­tis­si­mo, illu­stran­do maga­ri per­fi­no le loro buo­ne inten­zio­ni eti­co-reli­gio­se. In più di un’ occa­sio­ne, io e gli altri che han­no avu­to la pre­zio­sa oppor­tu­ni­tà di bene­fi­cia­re più a lun­go e da vici­no del suo inse­gna­men­to – Sonia Chio­do, Ada Labrio­la, Danie­la Paren­ti e Loren­zo Sba­ra­glio -, abbia­mo con­sta­ta­to che la Sua gui­da assu­me­va spes­so i trat­ti carat­te­ri­sti­ci di un padre. Io mi pren­do la liber­tà di evo­ca­re un ricor­do per­so­na­lis­si­mo e qua­si ‘egoi­sta’, degli anni pas­sa­ti accan­to a Lui nell’Ufficio del ‘Cor­pus of Flo­ren­ti­ne Pain­ting’ all’Istituto Ger­ma­ni­co di Sto­ria dell’Arte in via Giu­sti, dal set­tem­bre 1982 alla pri­ma­ve­ra del 1990. Una del­le più gran­di for­tu­ne che mi sia­no capi­ta­te, quest’ultima, che deb­bo a Mina Gre­go­ri, mia pri­ma mae­stra in que­sti stu­di, che poi mi fece il rega­lo bel­lis­si­mo di met­ter­mi ‘a bot­te­ga’ pres­so un mae­stro, dota­to allo stes­so tem­po di tene­ra, sem­pli­ce uma­ni­tà, non­chè esi­gen­tis­si­mo. Anco­ra oggi, que­gli anni inten­si di ricer­che e di pub­bli­ca­zio­ni mi con­sen­to­no di vive­re qua­si di ren­di­ta per i miei mode­sti con­tri­bu­ti attua­li nel set­to­re degli stu­di di sto­ria dell’arte, dopo l’ingresso nell’Amministrazione dei Beni Cul­tu­ra­li nel luglio del 1990. For­se mi dovrei scu­sa­re per il tono trop­po per­so­na­le e qua­si pri­va­to di que­sto inter­ven­to. E pri­ma di tut­to dovrei chie­de­re scu­sa pro­prio a Miklós, per aver por­ta­to in piaz­za que­sti pen­sie­ri. Tut­ta­via, ho la pre­sun­zio­ne di rite­ne­re che que­sti sem­pli­ci ricor­di pos­sa­no par­la­re, ad esem­pio, ai mol­tis­si­mi gio­va­ni che anco­ra oggi han­no il corag­gio inco­scien­te di comin­cia­re a stu­dia­re la sto­ria dell’arte, ai qua­li voglio for­mu­la­re – insie­me ai col­le­ghi dell’associazione ‘Cor­pus del­la Pit­tu­ra fio­ren­ti­na’, for­te­men­te volu­ta da Bosko­vi­ts per pro­se­gui­re gli stu­di sul medioe­vo fio­ren­ti­no – l’augurio bel­lis­si­mo e pie­no di spe­ran­za, di tro­va­re sul­la loro stra­da un mae­stro di sape­re e di vita del­lo spes­so­re di Miklós. In ulti­mo, però, devo per dav­ve­ro chie­der­gli scu­sa per esser­mi rivol­to a Lui per la pri­ma vol­ta con il ‘tu’, cosa che non ho fat­to mai in tan­ti anni di fre­quen­ta­zio­ne. Eppu­re ho gioi­to tan­te vol­te del­la sen­sa­zio­ne che la nostra inte­sa su mol­ti aspet­ti di que­sta vita fos­se for­te ed inti­ma, come la sti­ma reci­pro­ca e la defe­ren­za rico­no­scen­te che nutri­vo per Lui…ma non occor­re­va dar­si del tu, come fan­no tutti…ciao Miklós, gra­zie di tut­to.
    Ange­lo Tar­tu­fe­ri
    Soprin­ten­den­za Spe­cia­le per il P.S.A.E. e
    per il Polo Musea­le del­la cit­tà di Firen­ze

    • Sergio Momesso 29 dicembre 2011 at 22:45 #

      Un bel­lis­si­mo e gra­di­tis­si­mo con­tri­bu­to.
      La rin­gra­zia­mo di cuo­re.

      • giovanni 31 dicembre 2011 at 16:52 #

        Bel­lis­si­mo arti­co­lo e anche mol­to toc­can­te: quan­do la gran­de leva­tu­ra del­lo stu­dio­so si coniu­ga con la sem­pli­ci­tà e l’umiltà del gran­de uomo.

  6. sibilla 26 dicembre 2011 at 18:08 #

    Solo una par­te del­la sua ere­di­tà si può rac­co­glie­re. Ma c’è la smi­su­ra­ta e sug­ge­sti­va ere­di­tà viven­te, mol­ti­pli­ca­bi­le da cia­scun allie­vo.
    Al fian­co di Giot­to, Duc­cio, Bea­to Ange­li­co e altri sicu­ra­men­te non ha più pro­ble­mi attri­bu­ti­vi. Mi man­ca mol­to.

  7. Serena D'Italia 25 dicembre 2011 at 01:57 #

    Pri­ma o poi se ne van­no tut­ti, anche i più gran­di. Ma la vera que­stio­ne è: c’è qual­cu­no in gra­do di rac­co­glie­re la loro ere­di­tà, oppu­re rima­ne solo il vuo­to?

  8. max 23 dicembre 2011 at 18:07 #

    Una gran­dis­si­ma per­di­ta. Con lui se ne va un occhio vivo, capa­ce come nes­su­no di dare un’identità alla pit­tu­ra ita­lia­na del Tre­cen­to e del Quat­tro­cen­to. Ripo­sa in pace, Pro­fes­so­re.

    • giovanni 24 dicembre 2011 at 15:14 #

      ‎…Nel­le lezio­ni era sem­pre pre­ci­so e luci­dis­si­mo e quan­do lo si incon­tra­va in giro per l’università, a Firen­ze, e non solo nel­le ore di rice­vi­men­to, era sem­pre dispo­ni­bi­le, anche quan­do ave­va un miliar­do di cose da fare. Era una per­so­na tut­ta d’un pezzo!..Beh, era unghe­re­se d’altronde! Incu­te­va anche un po’ di timo­re reve­ren­zia­le per la veri­tà, ma solo nel pri­mo minu­to di con­ver­sa­zio­ne. Di cer­to uno che ama­va all’estremo il suo mestie­re. Il 2011 ha por­ta­to via, tra gli altri, due gran­di per­so­na­li­tà che ho cono­sciu­to: Miklos Bosko­vi­ts per l’apppunto e Lucia­no Bel­lo­si.

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