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Via Belle Arti 56 ”

Oggi la pagi­na face­book de “Il Gior­na­le dell’Arte” ha segna­la­to que­sta bel­la radioin­ter­vi­sta rila­scia­ta da Andrea Emi­lia­ni per pre­sen­ta­re il suo nuo­vo libro Via Bel­le Arti 561.

Il tito­lo del volu­me altro non è che l’indirizzo del­la Pina­co­te­ca Nazio­na­le di Bolo­gna, di cui lo stu­dio­so è sta­to diret­to­re per vent’anni. Nei ricor­di di Emi­lia­ni rivi­ve più di mez­zo seco­lo di museo­lo­gia e di sto­ria dell’arte ita­lia­na, dal suo incon­tro con Fran­ce­sco Arcan­ge­li e Cesa­re Gnu­di alla mostra su Reni del 1954, alla gran­de sta­gio­ne degli stu­di sui Car­rac­ci e alla risco­per­ta del Guer­ci­no in col­la­bo­ra­zio­ne con Sir Denis Mahon2.
Sul­lo sfon­do una sta­gio­ne cul­tu­ra­le e poli­ti­ca che mol­ti di noi non han­no nem­me­no intra­vi­sto, fat­ta di col­la­bo­ra­zio­ne atti­va ed effi­ca­ce tra musei, soprin­ten­den­ze, fon­da­zio­ni ban­ca­rie, uni­ver­si­tà e isti­tu­zio­ni, di mira­co­lo­so equi­li­brio tra tute­la ter­ri­to­ria­le e aper­tu­ra inter­na­zio­na­le.

Sol­di pochi for­se (rispet­to agli stan­dard dei gran­di even­ti da Secon­da Repub­bli­ca), ma cer­ta­men­te spe­si meglio.

 

  1. Ed. il lavo­ro edi­to­ria­le, 2011. Qui pote­te sca­ri­ca­re un estrat­to.
  2. Vi con­si­glio anche la let­tu­ra di A. Emi­lia­ni, Un gran­de ritor­no, in Idem e M. Sco­la­ro (a cura di), L’arte. Un uni­ver­so di rela­zio­ni, Mila­no 2002, pp. 29–105.
Cite this article as: Serena D'Italia, Via Belle Arti 56 ”, in "STORIEDELLARTE.com", 15 novembre 2011; accessed 24 maggio 2017.
http://storiedellarte.com/2011/11/via-belle-arti-56.html.

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5 Responses to Via Belle Arti 56 ”

  1. Serena D'Italia 19 novembre 2011 at 21:53 #

    Mi ha fat­to sor­ri­de­re quel­la con­si­de­ra­zio­ne, per­ché è un argo­men­to su cui scher­zo spes­so con gli ami­ci sto­ri­ci dell’arte (i libri con cui sono “cre­sciu­ta” io sono qua­si tut­ti pie­nis­si­mi di note, spes­so mol­to più cor­po­se del testo vero e pro­prio, quin­di non rie­sco pro­prio a far­ne a meno). Pro­ba­bil­men­te biso­gne­reb­be impa­ra­re a scri­ve­re bene sia con le note che sen­za, a secon­da del tipo di testo; pro­prio qual­che gior­no fa ho sen­ti­to ricor­da­re come Schlos­ser abbia adot­ta­to entram­be le solu­zio­ni, in perio­di diver­si del­la sua vita.

    • Sergio Momesso 20 novembre 2011 at 09:59 #

      Con­cor­do pie­na­men­te!
      Sul­le note si potreb­be par­la­re all’infinito, anche come gene­re let­te­ra­rio. A vol­te si leg­go­no note bel­lis­si­me e ric­chis­si­me, che da sole val­go­no un sag­gio o un roman­zo, o inne­sca­no sen­tie­ri di ricer­ca impre­ve­di­bi­li. Come far­ne a meno!
      Altra cosa for­se è quel­lo a cui mi sem­bra si rife­ri­sca Emi­lia­ni, la ple­to­ra cioè di note e biblio­gra­fie inu­ti­li che infar­ci­sco­no i testi e sem­bra­no il frut­to del­la poten­za addi­ti­va del com­pu­ter piut­to­sto che del­la matu­ra­zio­ne di un pen­sie­ro.

      • Daniele Pitrolo 5 dicembre 2011 at 14:33 #

        Mh, ho qual­che obie­zio­ne.
        La biblio­gra­fia è uno stru­men­to tan­to più for­te ed effi­ca­ce, tan­to più è com­ple­to. Ben ven­ga, quin­di, la poten­za addi­ti­va del com­pu­ter a com­ple­tar­la e ren­der­la miglio­re, più ric­ca e vasta, anche se, cosa che suc­ce­de facil­men­te ed è bia­si­me­vo­le, il testo cui la biblio­gra­fia si rife­ri­sce non ha trat­to dav­ve­ro pro­fit­to da que­sta com­ple­tez­za e ric­chez­za. A meno che non sia com­men­ta­ta, però, una biblio­gra­fia è inte­res­san­te per la sua esten­sio­ne (e cor­ret­tez­za, ovvia­men­te!).

  2. Daniele Pitrolo 19 novembre 2011 at 15:01 #

    […] ades­so abbia­mo una sca­ri­ca di note nei testi che li ren­do­no qua­si illeg­gi­bi­li, cre­do che sia l’accumulo del com­pu­ter che crea que­ste spe­cie di sca­ri­che, se lei mi per­met­te un po’, di diar­rea biblio­gra­fi­ca”.

    Mal gesti­te, sì, le note pos­so­no fram­men­ta­re la let­tu­ra e osta­co­lar­la, ma se si san­no por­re non son d’intralcio, e ren­do­no vali­do il testo. Curio­sa que­sta pre­sa di distan­ze, sicu­ra­men­te lega­ta al meto­do di lavo­ro ed agli stru­men­ti: che sia un ele­men­to da con­si­de­ra­re come spar­tiac­que di gene­ra­zio­ni?

Trackbacks/Pingbacks

  1. Adattarsi a diverse norme redazionali | Zeriuno - 22 novembre 2011

    […] Sì e no, ma pri­ma di vede­re, una pre­mes­sa: per note non fac­cio rife­ri­men­to ad un ele­men­to tipo­gra­fi­co del­la pagi­na, ma ai rife­ri­men­ti biblio­gra­fi­ci (che sono indi­spen­sa­bi­li ad un qual­sia­si discor­so scien­ti­fi­co; uno spun­to sul­le note […]

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