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Da segnare in agenda: Torino, Milano, Parigi

A Tori­no dal 3 al 5 novem­bre il Lin­got­to Fie­re ospi­te­rà la secon­da edi­zio­ne del salo­ne DNA Ita­lia. Lo so, non se ne può più di sen­tir par­la­re di  “valo­riz­za­zio­ne e gestio­ne del Patri­mo­nio”, ma oltre alle soli­te vuo­te trom­bo­na­te sul tema si pre­an­nun­cia­no anche del­le con­fe­ren­ze inte­res­san­ti, soprat­tut­to riguar­do al restau­ro e alle inda­gi­ni dia­gno­sti­che sul­le ope­re d’arte.

Lune­dì 7 novem­bre, al Museo Bagat­ti Val­sec­chi di Mila­no, Gio­van­ni Ago­sti pre­sen­te­rà la pri­ma edi­zio­ne ita­lia­na del­la “Sto­ria del ritrat­to in cera” di Julius von Schlos­ser, cura­ta da Andrea Dani­nos per Offi­ci­na Libra­ria.

 

Madon­na col Bam­bi­no e ange­li”, dall’Oratorio di San Roc­co a Rioz­zo (ora in depo­si­to al Castel­lo Sfor­ze­sco)

Sem­pre a Mila­no l’11 novem­bre si ter­rà al Castel­lo Sfor­ze­sco la gior­na­ta di stu­di “Il caso del­la Madon­na di Rioz­zo. Con­ve­gno sul­le por­te medie­va­li del­la cit­tà di Mila­no” (qui tro­va­te il pro­gram­ma da sca­ri­ca­re).

L’iniziativa pren­de le mos­se dai recen­ti stu­di con­dot­ti sul­la tre­cen­te­sca del­la Madon­na in tro­no col Bam­bi­no e ange­li dell’Oratorio di San Roc­co a Rioz­zo (Cer­ro sul Lam­bro), restau­ra­ta l’anno scor­so gra­zie ai finan­zia­men­ti del­la sezio­ne mila­ne­se di Ita­lia Nostra e affi­da­ta in depo­si­to al Museo del Castel­lo Sfor­ze­sco.

È sta­to ipo­tiz­za­to che in ori­gi­ne la scul­tu­ra fos­se col­lo­ca­ta su Por­ta Ver­cel­li­na, uno dei sei acces­si prin­ci­pa­li alla cit­tà di Mila­no; l’autore è pro­ba­bil­men­te lo stes­so scul­to­re cam­pio­ne­se che rea­liz­zò la lunet­ta del por­ta­le dell’Abba­zia di Vibol­do­ne. Gli inter­ven­ti dei rela­to­ri si pro­pon­go­no di rico­strui­re il com­ples­so deco­ra­ti­vo del­le por­te viscon­tee, cui par­te­ci­pò anche il tosca­no Gio­van­ni di Bal­duc­cio, l’autore del­la gran­dio­sa Arca di San Pie­tro Mar­ti­re del­la Basi­li­ca di Sant’Eustorgio.

Infi­ne per i for­tu­na­ti che potran­no anda­re a Pari­gi c’è “Paris Tableau” (4–8 novem­bre), pri­ma edi­zio­ne di un salo­ne inter­na­zio­na­le dedi­ca­to alla pit­tu­ra anti­ca orga­niz­za­to dal­la Gale­rie Canes­so. Oltre alle ope­re pre­sen­ta­te dagli anti­qua­ri saran­no espo­sti tre dipin­ti di pro­prie­tà del­lo scul­to­re ame­ri­ca­no Jeff Koons: un Pous­sin, un Fra­go­nard e un Cour­bet.

 

 

 

 

 

Cite this article as: Serena D'Italia, Da segnare in agenda: Torino, Milano, Parigi, in "STORIEDELLARTE.com", 1 novembre 2011; accessed 6 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2011/11/da-segnare-in-agenda-torino-milano-parigi.html.

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5 Responses to Da segnare in agenda: Torino, Milano, Parigi

  1. Daniele Pitrolo 21 novembre 2011 at 16:43 #

    Un com­ple­men­to sul­la vicen­da del qua­dro di Nico­las Tour­nier: http://arthistorynews.com/articles/764_More_on_that_strange_French_restitution_case

  2. Daniele Pitrolo 21 novembre 2011 at 12:47 #

    Pre­go Sere­na!
    Sono sta­to a Paris Tableau Mar­te­dì, l’ultimo gior­no, e sono usci­to quan­do già gli invi­ti a sgom­be­ra­re era­no sta­ti pro­nun­cia­ti. Come al soli­to in que­ste mani­fe­sta­zio­ni c’erano mol­tis­si­me ope­re e la visi­ta è sta­ta lun­ga: scu­se per giu­sti­fi­ca­re che abbia visto solo rapi­da­men­te la mostra e le sezio­ni sul­le cor­ni­ci.
    Nel­la pri­ma, comun­que, tro­vo che l’ottima idea e rea­liz­za­zio­ne fos­se un po’ gua­sta­ta, alla fine, da un accu­mu­lar­si di tec­ni­ci­smi e defi­ni­zio­ni: ne veni­va­no mostra­te mol­te imma­gi­ni di telai accom­pa­gna­te dai nomi tec­ni­ci, ma in man­can­za di un ten­ta­ti­vo di resti­tui­re l’evoluzione cro­no­lo­gi­ca, risul­ta­va un’esposizione sconn­nes­sa. Diver­se spie­ga­zio­ni par­la­va­no di bre­vet­ti per tele mes­si a pun­ti nel cor­so dell’ottocento e di case pro­dut­tri­ci fran­ce­si del­lo stes­so perio­do. Sor­pren­den­te vede­re, al cen­tro del­la sala, tan­ti qua­dri espo­sti al con­tra­rio (per mostrar­ne il ver­so). Un pec­ca­to, comun­que, che non vi fos­se alcu­na docu­men­ta­zio­ne scrit­ta.
    Le due gal­le­rie di cor­ni­ci, inve­ce, mostra­va­no una curio­sa dico­to­mia: da un lato dora­te, dall’altro scu­re (se non mi sba­glio qua­si tut­te nere), in gene­ra­le pre­va­len­te­men­te fran­ce­si.

    Quin­di nes­sun pare­re su DNA Ita­lia?

    • Serena D'Italia 22 novembre 2011 at 23:45 #

      Per quan­to riguar­da DNA Ita­lia dovreb­be­ro arri­var­mi dei mate­ria­li in pdf da met­te­re sul blog. Ho sen­ti­to diver­si inter­ven­ti inte­res­san­ti, giu­sta­men­te mol­to “tec­ni­ci” (paro­la un po’ abu­sa­ta in que­sti gior­ni…), ma mi fa pau­ra la sem­pre più fre­quen­te stru­men­ta­liz­za­zio­ne del­le inda­gi­ni dia­gno­sti­che, uti­liz­za­te per legit­ti­ma­re teo­rie impro­ba­bi­li oppu­re ope­ra­zio­ni scor­ret­te sul­le ope­re, e spes­so gli sto­ri­ci dell’arte ne capi­sco­no poco oppu­re ven­go­no tenu­ti fuo­ri dai gio­chi.

  3. Serena D'Italia 19 novembre 2011 at 21:33 #

    Gra­zie Danie­le! Il reso­con­to del­la pre­sen­ta­zio­ne del libro di Schlos­ser è in pre­pa­ra­zio­ne (ma pri­ma usci­rà un post leo­nar­de­sco…), spe­ria­mo che qual­che mila­ne­se ci rac­con­ti qual­co­sa anche sul­la Madon­na di Rioz­zo.
    Ave­vo let­to l’articolo del­la Tri­bu­ne de l’Art; mi sareb­be mol­to pia­ciu­to vede­re le sezio­ni sul­le cor­ni­ci e sul retro dei qua­dri…

  4. Daniele Pitrolo 19 novembre 2011 at 15:20 #

    Io pos­so dire che Paris Tableau era mol­to inte­res­san­te: nel­lo stes­so luo­go in cui si tie­ne, tra fine Mar­zo ed ini­zio Apri­le, il Salon du Des­sin, con una sce­no­gra­fia ben diver­sa. Gli spa­zi del­le gal­le­rie era­no più svi­lup­pa­ti, iso­la­va­no di più ogni sala di quan­to non sia nell’altra mani­fe­sta­zio­ne, e crea­va­no un’atmosfera accu­ra­ta: l’illuminazione era atten­ta, mira­ta, men­tre, curio­sa­men­te, per i dise­gni tut­to è più chia­ro. Le ope­re espo­ste era­no nume­ro­se, mol­te inte­res­san­ti, dal Tre­cen­to al Nove­cen­to (ma non ricor­do nul­la di con­tem­po­ra­neo). Due sezio­ni dedi­ca­te alle cor­ni­ci ed una mostra alle­sti­ta dall’INHA sul retro dei qua­dri com­ple­ta­va­no il tut­to.

    Il Salon è sta­to a sua vol­ta luo­go di un intri­go inter­na­zio­na­le (qua­si come que­sto), ma chi ha per­so un pez­zo è il gal­le­ri­sta lon­di­ne­se Weiss. La Tri­bu­ne de l’Art spie­ga tut­to con accu­ra­tez­za e pre­ci­sio­ne qui: http://www.latribunedelart.com/imbroglio-autour-daeur-tm-un-i-portement-de-croix-i-par-nicolas-tournier-article003358.html

    E chi fa un reso­con­to degli altri even­ti? E del Roma­ni­no di Bre­ra nes­su­na nuo­va?

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