Top Menu

Una nuova “Madonna con il Bambino” di Carpaccio

Vittore Carpaccio, "Madonna col bambino". Venezia, Museo Correr

Vit­to­re Car­pac­cio, “Madon­na col bam­bi­no”. Vene­zia, Museo Cor­rer

La Madon­na con il Bam­bi­no dei depo­si­ti del Cor­rer (inv. n. 216) da qual­che mese è usci­ta da un restau­ro che le ha tol­to le nume­ro­se ridi­pin­tu­re, di cui si ave­va noti­zia già a par­ti­re dal cata­lo­go del Museo del 1957.1 Da poco è visi­bi­le nel­la sala 39 del Museo vene­zia­no.

Il dipin­to si impo­ne per il for­te impat­to pla­sti­co del­la Ver­gi­ne, che diva­ri­ca le ginoc­chia a crea­re lo spa­zio per il Bam­bi­no, e ne assi­cu­ra la posa con il moto del­le mani. Un gran­de pro­ta­go­ni­smo è asse­gna­to al man­to di lei, le cui pie­ghe dise­gna­te si svol­go­no pesan­ti attor­no al cor­po; bel­lo è lo sbu­ca­re del­la mano a destra fuo­ri dal man­to, con la luce che col­pi­sce il ros­so del­la mani­ca. Tra i con­fron­ti che la pro­du­zio­ne car­pac­ce­sca per­met­te, si ritie­ne par­ti­co­lar­men­te strin­gen­te quel­lo con la Sacra Con­ver­sa­zio­ne già a Ber­li­no, distrut­ta nel 1945 (inv. n. 14).

Vittore Carpaccio, "Sacra Conversazione", già a Berlino

Vit­to­re Car­pac­cio, “Sacra Con­ver­sa­zio­ne”, già a Ber­li­no, Kai­ser Frie­dri­ch Museum (distrut­to nel 1945)

Del tut­to simi­le appa­re il con­cet­to spa­zia­le con­nes­so al man­to pesan­te, dal qua­le esco­no le mani, per quan­to la dire­zio­ne del­le stes­se risul­ti dif­fe­ren­te nei due dipin­ti, for­se in vir­tù del prin­ci­pio di movi­men­to del Bam­bi­no che nel­la Sacra Con­ver­sa­zio­ne distrut­ta spin­ge la Ver­gi­ne a soste­ner­ne la testa. Si osser­vi­no, inol­tre, il modo in cui nei entram­bi è reso il man­to del­la Madon­na nel lato destro, con le pie­ghe che paio­no a trat­ti sovrap­po­ni­bi­li. Il restau­ro sem­bra aver resti­tui­to alla Ver­gi­ne un’espressione malin­co­ni­ca, evi­den­te­men­te qual­co­sa di simi­le a quan­to acca­du­to alla Sacra Con­ver­sa­zio­ne già Moro­si­ni, un dipin­to di ubi­ca­zio­ne igno­ta, che per­met­te qual­che altro riscon­tro.2

Vittore Carpaccio, "Madonna con il Bambino tra le Sante Cecilia e Barbara(?)"

Vit­to­re Car­pac­cio, “Madon­na con il Bam­bi­no tra le San­te Ceci­lia e Bar­ba­ra(?)”, Col­le­zio­ne pri­va­ta (già col­le­zio­ne Moro­si­ni)

Entram­be le Madon­ne por­ta­no un velo bian­co, che ade­ri­sce attor­no al vol­to in manie­ra affi­ne: si osser­vi come risvol­ta il copri­ca­po ai lati del­le guan­ce, o le pic­co­le pie­ghe che esso for­ma sot­to al col­lo, o come la luce con­tri­bui­sca in entram­bi a sgu­scia­re il volu­me del capo. Que­ste due Ver­gi­ni sem­bra­no inol­tre acco­mu­na­te da un trat­ta­men­to mol­to dol­ce e levi­ga­to del vol­to. Meri­ta di esse­re segna­la­ta la tuni­chet­ta bian­ca del Gesù Bam­bi­no nel dipin­to del Cor­rer, tut­ta gio­ca­ta sul­le incre­spa­tu­re del­la luce sul­le pie­ghe, che muo­ve ver­so il gri­gio nel­le zone in penom­bra, ma, benin­te­so, una penom­bra tra­spa­ren­te; bene­di­ce con la destra e appog­gia la sini­stra sul pet­to, facen­do eco al movi­men­to del­le mani del­la madre. Il lie­ve imba­raz­zo che si leg­ge nell’incastro del­la gros­sa testa sul cor­pi­ci­no, non si ripe­te nell’articolazione del­la figu­ra, che è inve­ce sicu­ra nell’occupazione del­lo spa­zio, per quan­to la posa risul­ti rigi­da: si leg­ge lo sfor­zo nel­la resa del­lo scor­cio del brac­cio con la mani­na bene­di­cen­te. Par­la­no di Car­pac­cio i valo­ri cro­ma­ti­ci del dipin­to, che rispon­do­no, infat­ti, al suo spe­cia­le gusto per le tin­te den­se e acce­se dal­la luce, par­ti­co­lar­men­te evi­den­te nel ver­de sme­ral­do del man­to del­la Ver­gi­ne: si trat­ta di un colo­re mol­to vici­no al petro­lio del­la veste di Sant’Orsola nell’Apo­teo­si (Vene­zia, Gal­le­rie dell’Accademia), ma anche all’antracite – cer­to più scu­ra, ma ugual­men­te lucen­te – del­la Sant’Anastasia del polit­ti­co di Zara, resa più leg­gi­bi­le dal restau­ro in cor­so. Le due figu­re sono stret­te tra il para­pet­to e una quin­ta scu­ra, che per­met­te di vede­re lo spa­zio retro­stan­te, occu­pa­to da un albe­ro per lato e arbu­sti, tut­to dipin­to di mar­ro­ne chia­ro, in con­tro­lu­ce. Il pae­sag­gio è dun­que qua­si inte­ra­men­te di cie­lo, che si direb­be un’alba rosa attra­ver­sa­ta da qual­che stria­tu­ra di nubi scu­re. Riman­go­no da chia­ri­re le ragio­ni dell’incongruenza che si veri­fi­ca a destra, dove il tron­co dell’albero pro­se­gue in bas­so con un segno ver­ti­ca­le, oltre­pas­san­do incoe­ren­te­men­te la quin­ta di fon­do.

Per quan­to si ren­da neces­sa­rio uno stu­dio assai più appro­fon­di­to, il dipin­to sem­bra esse­re auto­gra­fo e pare gio­va­ni­le, andrà pro­ba­bil­men­te asse­sta­to nel cor­so degli anni Ottan­ta del Quat­tro­cen­to.

La que­stio­ne del­la fir­ma meri­ta esse­re trat­ta­ta a par­te. Essa è in capi­ta­li, appo­sta sul para­pet­to mar­ro­ne, e si direb­be che è quel­la nota a par­ti­re dal Sal­va­tor Mun­di un tem­po Con­ti­ni Bona­cos­si (Car­za­go, Bre­scia, Fon­da­zio­ne Sor­li­ni), ugual­men­te in vene­zia­no, se la sua let­tu­ra non pones­se qual­che pro­ble­ma. Non si trat­ta tan­to del­la let­te­ra (pro­ba­bil­men­te una e) posta dopo Vetor e un poco più in alto del­la linea del­le altre let­te­re, né del fina­le del cogno­me “co” al posto di “zo”, in quan­to si può sup­por­re che la con­so­nan­te vada inte­sa coma una ç e dun­que let­ta come “zeta”. Il nodo pro­ble­ma­ti­co sta a segui­to del­le pri­me due let­te­re del cogno­me, dove dopo le cano­ni­che “Sc” e pri­ma del­le fina­li “arpa­co”, si inne­sta­no dei segni poco leg­gi­bi­li, che for­se sono da inten­de­re come una p con vici­na una i, ma potreb­be altre­sì trat­tar­si di una sola let­te­ra, for­se una h. Nel pri­mo caso la scrit­ta andreb­be let­ta: “Vetor e Sc[pi]arpaco opv”, nel secon­do: “Vetor e Sc[h]arpaco opv”. I segni che seguo­no le pri­me due let­te­re del cogno­me sono di pro­ble­ma­ti­ca deco­di­fi­ca­zio­ne anche poi­ché la scrit­ta è poco chia­ra, essen­do ese­gui­ta in gri­gio scu­ro sul para­pet­to mar­ro­ne. Se si potes­se con­fer­ma­re che si trat­ta di una h, il cogno­me sareb­be “Schar­pa­co”, una reda­zio­ne diver­sa dal­lo “Scar­pa­zo” del dipin­to bre­scia­no, ma ugual­men­te in capi­ta­li e in vene­zia­no, che sug­ge­ri­sce una data­zio­ne cer­ta­men­te alle spal­le del 1490, l’anno dell’Arri­vo a Colo­nia (Vene­zia, Gal­le­rie dell’Accademia) dove si evin­ce la pri­ma ricor­ren­za data­ta del cogno­me lati­niz­za­to del pit­to­re, ovve­ro “Char­pa­tio”, dove peral­tro com­pa­re l’h dopo la c. Si auspi­ca che l’ulteriore stu­dio del dipin­to pos­sa aiu­ta­re a far luce sul­la que­stio­ne, poten­do even­tual­men­te con­ta­re sui risul­ta­ti del­le ana­li­si ese­gui­te in fase di restau­ro.


This stu­dy pre­sen­ts a Madon­na and Child of the Cor­rer Museum, who­se recent resto­ra­tion has brought to light the signa­tu­re of Vit­to­re Car­pac­cio. The inscrip­tion is in Vene­tian dia­lect, as in the case of ear­ly pain­ting with Chri­st the Saviour and four Sain­ts of the Sor­li­ni col­lec­tion (Car­za­go di Cal­va­ge­se, Bre­scia).

  1. Gio­van­ni Maria­cher (a cura di), Il Museo Cor­rer di Vene­zia. Dipin­ti dal XIV al XVI seco­lo, “Cata­lo­ghi di Rac­col­te d’Arte, 1”, Vene­zia, 1957.
  2. Vit­to­rio Sgar­bi, Vit­to­re Car­pac­cio: poe­ti­ca e com­mit­ten­za, in «Pro­spet­ti­va», IV, 1978, 14, Luglio, pp. 31–46.
Cite this article as: Sara Menato, Una nuova “Madonna con il Bambino” di Carpaccio, in "STORIEDELLARTE.com", 26 ottobre 2011; accessed 8 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2011/10/una-nuova-madonna-con-il-bambino-di-carpaccio.html.

, ,

3 Responses to Una nuova “Madonna con il Bambino” di Carpaccio

  1. Sergio Momesso 26 ottobre 2011 at 23:34 #

    Gra­zie per aver­lo nota­to.
    La que­stio­ne sem­bre­reb­be con­tro­ver­sa: Sgar­bi, quan­do pub­bli­ca il dipin­to nel 1978, iden­ti­fi­ca natu­ral­men­te la san­ta di destra con Sant’Orsola, ma Hum­frey (nel 1988 e nel 1991) non è d’accordo e affer­ma, con diver­se moti­va­zio­ni, che è pro­ba­bi­le si trat­ti piut­to­sto di san­ta Bar­ba­ra. Comun­que veri­fi­chia­mo se la que­stio­ne è sta­ta anco­ra discus­sa.

  2. Michelangelo Moggia 26 ottobre 2011 at 22:07 #

    Solo una pic­co­la con­si­de­ra­zio­ne: la san­ta con la frec­cia in mano nel­la sacra con­ver­sa­zio­ne già Moro­si­ni non dovreb­be esse­re Sant’Orsola?

Trackbacks/Pingbacks

  1. Una nuova “Madonna con il Bambino” di Carpaccio | Capire l'arte | Scoop.it - 29 ottobre 2011

    […] Una nuo­va “Madon­na con il Bam­bi­no” di Car­pac­cio Vit­to­re Car­pac­cio, “Madon­na col bam­bi­no”. Vene­zia, Museo Cor­rer La Madon­na con il Bam­bi­no dei depo­si­ti del Cor­rer (inv. n. Sour­ce: storiedellarte.com […]

Leave a Reply / Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: