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Chiese di Monza, del suo Territorio e della sua Corte” di Giuseppe Maurizio Campini

Giu­sep­pe Mau­ri­zio Cam­pi­ni (1706–1776), cano­ni­co e archi­vi­sta del Duo­mo di Mon­za, face­va par­te di quel­la nutri­ta schie­ra di appas­sio­na­ti eru­di­ti loca­li che tra Set­te e Otto­cen­to dedi­ca­ro­no l’intera vita a rac­co­glie­re noti­zie e docu­men­ti sul­la sto­ria del­le cit­tà ita­lia­ne e sul loro patri­mo­nio arti­sti­co e reli­gio­so.

La sua gui­da alle Chie­se di Mon­za, del suo Ter­ri­to­rio e del­la sua Cor­te, data­ta 1773, era rima­sta ine­di­ta, influen­zan­do gli stu­di suc­ces­si­vi solo in manie­ra inter­mit­ten­te e incom­ple­ta (è ad esem­pio igno­ra­ta dal­la Sto­ria pit­to­ri­ca di Lui­gi Lan­zi). Ora che è sta­ta pub­bli­ca­ta, gra­zie al pazien­te lavo­ro di Rober­to Cara, può final­men­te diven­ta­re uno stru­men­to uti­le per la rico­stru­zio­ne di un bel­lo spic­chio del pano­ra­ma figu­ra­ti­vo lom­bar­do pri­ma del pro­fon­do stra­vol­gi­men­to del­le sop­pres­sio­ni napo­leo­ni­che.

Que­sto testo ci è noto attra­ver­so tre ver­sio­ni piut­to­sto diver­se tra loro (due mano­scrit­ti ori­gi­na­li e una copia otto­cen­te­sca, con­ser­va­ti tra la Biblio­te­ca Capi­to­la­re del Duo­mo di Mon­za e la Biblio­te­ca Ambro­sia­na di Mila­no); per l’occasione il cura­to­re ha scel­to l’autografo più recen­te, cor­re­da­to però da note e da una tavo­la sinot­ti­ca del­le varian­ti.
L’introduzione di Cara è un vero e pro­prio sag­gio sul­la sto­ria dell’arte a Mon­za, che ren­de con­to del­le for­tu­ne alter­ne dell’opera di Cam­pi­ni e aggiun­ge nuo­ve sco­per­te, revi­sio­ni di attri­bu­zio­ne e ri-sco­per­te. Il let­to­re può appog­giar­si a un bell’apparato ico­no­gra­fi­co, ric­co e non bana­le, in cui i gran­di cam­pio­ni del­la Con­tro­ri­for­ma lom­bar­da – da Peter­za­no a Danie­le Cre­spi – fan­no la par­te del leo­ne.
Il lavo­ro però non ter­mi­na qui: tra i mol­ti nomi noti (col­pi­sce la cospi­cua pre­sen­za nel­le chie­se mon­ze­si di ope­re del pie­mon­te­se Mon­cal­vo e di Camil­lo Pro­cac­ci­ni) riaf­fio­ra­no dal­le pagi­ne del­la gui­da anche arti­sti anco­ra sco­no­sciu­ti.

Oltre che alle testi­mo­nian­ze del­le bel­le arti, il cano­ni­co rivol­se gran­de atten­zio­ne alle epi­gra­fi incon­tra­te nel cor­so del­le sue per­lu­stra­zio­ni di chie­se e sacre­stie, tra­scri­ven­do­le con cura. Si trat­ta­va di un inte­res­se dif­fu­so nel Set­te­cen­to, che pro­ce­de­va in paral­le­lo alla risco­per­ta del­le testi­mo­nian­ze dei pri­mi seco­li del Cri­stia­ne­si­mo; la più anti­ca tra le iscri­zio­ni ricor­da­te ad esem­pio si rife­ri­va alla fon­da­zio­ne di San Miche­le, che secon­do la tra­di­zio­ne sareb­be avve­nu­ta lo stes­so anno del­la mor­te del­la regi­na Teo­do­lin­da. La chie­sa è sta­ta abbat­tu­ta nel 1921, ma si è sal­va­to il gran­de affre­sco tre­cen­te­sco rap­pre­sen­tan­te La mes­sa di san Miche­le che Cam­pi­ni defi­ni­va con dispia­ce­re “una sì pre­ge­vo­le anti­ca­glia ridot­ta adì nostri mal con­cia” (oggi è con­ser­va­to nel Museo del Duo­mo di Mon­za).

Pit­to­re lom­bar­do, “Mes­sa di san Miche­le”, Mon­za, Museo del Duo­mo (foto­gra­fa­to nel 1918, pri­ma dell’abbattimento del­la chie­sa di San Miche­le)

Pub­bli­ca­re un mano­scrit­to ine­di­to richie­de tem­po e fati­ca, ma gui­de e reper­to­ri docu­men­ta­ri sono un patri­mo­nio di infor­ma­zio­ni che non pos­sia­mo più per­met­ter­ci di guar­da­re con suf­fi­cien­za: la nasci­ta dei gran­di musei, le guer­re e le disper­sio­ni degli ulti­mi due seco­li han­no modi­fi­ca­to pro­fon­da­men­te l’aspetto del­le nostre cit­tà, mol­ti docu­men­ti sono anda­ti distrut­ti e tal­vol­ta noi abbia­mo per­so fami­lia­ri­tà con quel­li super­sti­ti. Non ci resta quin­di che arram­pi­car­ci sul­le spal­le di chi ci ha pre­ce­du­ti, spe­ran­do così di riu­sci­re a vede­re un po’ più lon­ta­no.

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Per com­pra­re il libro:
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Cite this article as: Serena D'Italia, Chiese di Monza, del suo Territorio e della sua Corte” di Giuseppe Maurizio Campini, in "STORIEDELLARTE.com", 14 ottobre 2011; accessed 24 marzo 2017.
http://storiedellarte.com/2011/10/chiese-di-monza-del-suo-territorio-e-della-sua-corte-di-giuseppe-maurizio-campini.html.

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