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Sul disegno padano del Rinascimento

Alcu­ni gior­ni fa, di fron­te all’ennesima incom­pren­sio­ne gior­na­li­sti­ca, abbia­mo sen­ti­to la neces­si­tà di comin­cia­re a chia­ri­re, a noi e agli altri, in modo sem­pli­ce e con l’ausilio di una scel­ta biblio­gra­fia, che cosa signi­fi­chi fare una attri­bu­zio­ne. Che, nel­la sua acce­zio­ne più alta, usan­do le paro­le di Roma­no, «è l’atto filo­lo­gi­co di base per acce­de­re con sicu­rez­za alla let­tu­ra del­le ope­re d’arte». Quell’operazione di «boni­fi­ca» fon­da­men­ta­le, che è «sto­ria e cri­ti­ca nel­lo stes­so tem­po».1

Ci stia­mo anco­ra lavo­ran­do, ma la recen­tis­si­ma usci­ta di un volu­me di sag­gi sul dise­gno rina­sci­men­ta­le, mi con­sen­te di segna­lar­ne fin da subi­to un’applicazione in quel­lo che è da sem­pre il cam­po pri­vi­le­gia­to dell’esercizio del­la con­nois­seur­ship: il dise­gno anti­co.

Da qual­che gior­no è infat­ti dispo­ni­bi­le una nuo­va rac­col­ta di sag­gi, usci­ta sot­to l’egida del Dipar­ti­men­to di sto­ria del­le arti visi­ve e del­la musi­ca dell’Università di Pado­va. È un libro ros­so car­di­na­le, sobrio e clas­si­co già a par­ti­re dal tito­lo: Stu­di sul dise­gno pada­no del Rina­sci­men­to, a cura di Vit­to­ria Roma­ni, con i con­tri­bu­ti di Ales­san­dro Bal­la­rin, Ales­san­dra Pat­ta­na­ro, Fran­ce­sca Fruc­co e Sara Dell’Antonio. È un nuo­vo nume­ro del­la col­la­na che ha già visto l’uscita di un volu­me su Bastia­ni­no (Roma­ni, 2001) ed uno su Roma­ni­no e Moret­to (Savy, 2006).

Si trat­ta di un volu­me mol­to den­so e spe­cia­li­sti­co, che, come sem­pre, è cura­to nei det­ta­gli tipo­gra­fi­ci, reda­zio­na­li e nell’apparato di tavo­le in bian­co e nero. Altro segna­le che riman­da al cam­po del con­nois­seur: le imma­gi­ni in bian­co e nero, quan­do sono di gran­de qua­li­tà, pos­so­no dav­ve­ro «sti­mo­la­re l’occhio del­lo stu­dio­so alla per­ce­zio­ne del par­ti­co­la­re lin­guag­gio del­la pit­tu­ra» e appa­ri­re «così ric­che di colo­re» da risul­ta­re «uno stru­men­to di let­tu­ra dell’opera che in nes­sun modo potrà esse­re sosti­tui­to da quel­le in qua­dri­cro­mia, sem­mai inte­gra­to».2

Sono paro­le usa­te da Ales­san­dro Bal­la­rin nell’introduzione del Leo­nar­do a Mila­no, che ho segna­la­to qual­che tem­po fa. La rac­col­ta infat­ti si apre con un suo gran­de sag­gio, che è pro­prio una costo­la del volu­me leo­nar­de­sco. Un testo di un’ampiezza straor­di­na­ria, che ha per pro­ta­go­ni­sti alcu­ni gran­di pastel­li del­la Biblio­te­ca Ambro­sia­na di Mila­no attri­bui­ti a Bol­traf­fio, ma che fini­sce per ricon­si­de­ra­re sot­to tut­ti gli aspet­ti le spe­ri­men­ta­zio­ni tec­ni­che del­la bot­te­ga mila­ne­se di Leo­nar­do negli anni in cui è in lavo­ra­zio­ne il Cena­co­lo di San­ta Maria del­le Gra­zie.

È que­sto un pri­mo ampio movi­men­to cui fan­no segui­to tre sag­gi di vera e pro­pria «boni­fi­ca» filo­lo­gi­ca, secon­do tre varian­ti diver­se, dei cata­lo­ghi di Giro­la­mo da Car­pi, Gior­gio Gan­di­ni del Gra­no e Andrea Schia­vo­ne. Una geo­gra­fia del dise­gno che ruo­ta per­ciò attor­no a Mila­no, Bolo­gna, Par­ma e Vene­zia, e che l’introduzione del­la cura­tri­ce Vit­to­ria Roma­ni pre­zio­sa­men­te rac­cor­da e con­te­stua­liz­za nel­lo sta­to degli stu­di in que­sto set­to­re.

I con­tri­bu­ti rac­col­ti in que­sto volu­me discu­to­no figu­re e con­giun­tu­re che appar­ten­go­no a una sta­gio­ne di gran­di muta­men­ti per le pra­ti­che del dise­gno rina­sci­men­ta­le nell’Italia set­ten­trio­na­le, insi­sten­do in par­ti­co­la­re sull’area geo­gra­fi­ca com­pre­sa tra Mila­no, Par­ma, Bolo­gna e Vene­zia. L’arco di tem­po esa­mi­na­to va dagli ulti­mi anni del Quat­tro­cen­to, segna­ti dal fer­vo­re spe­ri­men­ta­le sul pia­no tec­ni­co e figu­ra­ti­vo di Leo­nar­do e del­la sua bot­te­ga che archi­via la sta­gio­ne tar­do­quat­tro­cen­te­sca, al momen­to del con­fron­to, in rapi­da cre­sci­ta tra ter­zo e quin­to decen­nio del Cin­que­cen­to, con la cul­tu­ra figu­ra­ti­va e le pras­si dise­gna­ti­ve di Raf­fael­lo e del suo stu­dio, di Giu­lio Roma­no e, a bre­ve distan­za, di Par­mi­gia­ni­no, redu­ce dal­la Roma cle­men­ti­na. L’opera si affian­ca alla rac­col­ta di sag­gi inti­to­la­ta Pra­ti­che del dise­gno in Pie­mon­te, Ligu­ra e Pro­ven­za (seco­li XV e XVI), cura­ta da Gio­van­ni Roma­no (Tori­no, 2008) […] all’interno dell’obiettivo che da mol­ti anni i grup­pi di ricer­ca del­le Uni­ver­si­tà di Pado­va, Mila­no e Tori­no, coor­di­na­ti rispet­ti­va­men­te da Ales­san­dro Bal­la­rin, Gio­van­ni Ago­sti e Gio­van­ni Roma­no, per­se­guo­no di deli­nea­re una sto­ria e una geo­gra­fia del­la pit­tu­ra del Rina­sci­men­to in Val­pa­da­na.

 

Infor­ma­zio­ni edi­to­ria­li
Stu­di sul dise­gno pada­no del Rina­sci­men­to
a cura di Vit­to­ria Roma­ni
“Pit­tu­ra del Rina­sci­men­to nell’Italia set­ten­trio­na­le. Qua­der­ni, 3”
Vero­na, Edi­zio­ni dell’Aurora 2010
ISBN 978–88-86899–92-5, Euro 40,00 – pagi­ne XV-336 e 190 ill. b.n.
Som­ma­rio (pdf) | Sche­da biblio­gra­fi­ca

Som­ma­rio
Intro­du­zio­ne del cura­to­re
Ales­san­dro Bal­la­rin, Bol­traf­fio e la tec­ni­ca del “colo­ri­re a sec­co”
Ales­san­dra Pat­ta­na­ro, «Segui­tan­do le peda­te di Mae­stro Bia­gio». Rifles­sio­ni e nuo­ve pro­po­ste per Giro­la­mo Da Car­pi dise­gna­to­re
Fran­ce­sca Fruc­co, Per Gan­di­ni dise­gna­to­re
Sara dell’Antonio, Per Andrea Schia­vo­ne dise­gna­to­re
Indi­ce dei nomi a cura di Novel­la Maco­la e Maria­lu­cia Mene­gat­ti
Tavo­le

L’editore
Gra­fi­che Auro­ra

Per l’acquisto
Art & Libri, Firen­ze
Lui­gi De Bei Libra­io

  1. Roma­no, 2001, pp. 491–492.
  2. Bal­la­rin, 2010, p. XI.
Cite this article as: Sergio Momesso, Sul disegno padano del Rinascimento, in "STORIEDELLARTE.com", 9 settembre 2011; accessed 23 marzo 2017.
http://storiedellarte.com/2011/09/sul-disegno-padano-del-rinascimento.html.

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5 Responses to Sul disegno padano del Rinascimento

  1. Luca 27 settembre 2011 at 23:09 #

    gra­zie a te!

    • admin 30 settembre 2011 at 00:05 #

      Ulti­me sul­la distri­bu­zio­ne.
      Il libro è sicu­ra­men­te già arri­va­to e dispo­ni­bi­le pres­so De Bei e Art&Libri di Firen­ze.
      Salu­ti,
      sm

  2. Luca 27 settembre 2011 at 13:05 #

    Ma come si fa a pro­cu­rar­si que­sto volu­me? Ai due link di arti­li­bri e di de Bei, il volu­me non risul­ta in cata­lo­go, non c’è su libro­co, ed è trop­po pre­sto per Maremagnum.…come si fa?

    • Sergio Momesso 27 settembre 2011 at 16:26 #

      Caro Luca, pur­trop­po (o per for­tu­na) non mi occu­po del­la distri­bu­zio­ne del volu­me.
      Le noti­zie che ave­vo quan­do ho scrit­to il post era­no che il libro è sta­to invia­to ad Art & Libri e a De Bei, che di soli­to non aggior­na­no trop­po in fret­ta i loro cata­lo­ghi onli­ne (vedi per es. che anche il “Leo­nar­do a Mila­no” Art & libri non l’ha mai inse­ri­to; e nep­pu­re De Bei).
      Libro­Co inve­ce non ha avu­to il nuo­vo volu­me, così come il “Leo­nar­do”, per scel­ta edi­to­ria­le. Doma­ni mol­to pro­ba­bil­men­te avrò occa­sio­ne di rac­co­glie­re qual­che noti­zia diret­ta­men­te dagli auto­ri e di aggior­na­re così i reca­pi­ti per l’acquisto. Gra­zie per aver­me­ne dato l’occasione.
      Salu­ti,
      sm

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