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I dipinti per lo ‘scoglio’

Gal­le­ria dei Qua­dri. Iso­la Bel­la, Palaz­zo Bor­ro­meo (foto Stu­dio Esse­ci)

L’estate è ormai giun­ta al ter­mi­ne, ma fino a fine otto­bre chi vuo­le può sfrut­ta­re una gior­na­ta di sole per anda­re in gita sull’Iso­la Bel­la: tro­ve­rà splen­di­di giar­di­ni popo­la­ti da vola­ti­li vario­pin­ti e un impo­nen­te palaz­zo, amplia­to e deco­ra­to a par­ti­re dal­la metà del Sei­cen­to dal con­te Vita­lia­no VI Bor­ro­meo (che chia­ma­va con fal­sa mode­stia la sua iso­la pre­di­let­ta ‘lo sco­glio’). La rela­ti­va sem­pli­ci­tà dell’esterno dell’edificio con­tra­sta con lo sfar­zo del­le sale, che ospi­ta­no un enor­me nume­ro di ope­re d’arte tra qua­dri, mobi­li, araz­zi e scul­tu­re.
Uno degli ambien­ti di mag­gio­re inte­res­se è la Gal­le­ria dei Qua­dri, situa­ta nell’ala del palaz­zo chia­ma­ta ‘Ber­thier’ dal nome del gene­ra­le fran­ce­se che vi sog­gior­nò nel 1797 al segui­to di Napo­leo­ne; è sta­ta aper­ta al pub­bli­co nel 2008 dopo un’imponente cam­pa­gna di ricer­che e un restau­ro che ha riguar­da­to l’ambiente nel­la sua inte­rez­za, dal­le strut­tu­re mura­rie ai dipin­ti assie­me alle loro cor­ni­ci (stu­dia­te per l’occasione da Patri­zia Zam­bra­no).

La pina­co­te­ca fu crea­ta da Vita­lia­no e da suo fra­tel­lo Giber­to III, ovvia­men­te con un occhio alla cele­bre col­le­zio­ne del car­di­na­le Fede­ri­co, il fon­da­to­re dell’Ambrosiana. Nel cor­so degli ulti­mi tre seco­li e mez­zo il nume­ro del­le ope­re (cir­ca 130) che rive­sto­no com­ple­ta­men­te le pare­ti del­la Gal­le­ria è varia­to di poco, men­tre è sta­to più vol­te modi­fi­ca­to l’ordinamento: la solu­zio­ne attua­le ripro­po­ne quel­lo degli anni Ven­ti del Nove­cen­to, ma chi vuo­le inda­ga­re sul­la sto­ria del­le ope­re può sfo­glia­re il gran­de cata­lo­go da poco pub­bli­ca­to a cura di Ales­san­dro Moran­dot­ti e Mau­ro Nata­le.

Il lun­go e labo­rio­so lavo­ro di cata­lo­ga­zio­ne dei dipin­ti ha potu­to appog­giar­si su una serie di inven­ta­ri anti­chi e sul ric­chis­si­mo archi­vio Bor­ro­meo. Qual­che qua­dro ha resi­sti­to a tut­ti gli attac­chi degli stu­dio­si ed è rima­sto ano­ni­mo; per altri sono sta­te avan­za­te nuo­ve attri­bu­zio­ni, come nel caso di un pic­co­lo e lumi­no­so San Gero­la­mo peni­ten­te, già asse­gna­to a Lui­ni e Bra­man­ti­no e per cui è ora sta­to avan­za­to il nome di Cal­li­sto Piaz­za.

Uno degli aspet­ti più inte­res­san­ti del­la col­le­zio­ne è la com­pre­sen­za di ori­gi­na­li e di copie: accan­to a veri capo­la­vo­ri del Rina­sci­men­to e del Baroc­co lom­bar­di sono appe­se in bel­la mostra alcu­ne repli­che da Cor­reg­gio – com­mis­sio­na­te appo­si­ta­men­te dai Bor­ro­meo al “pit­to­re di casa” Pao­lo Caz­za­ni­ga – che a secon­da del varia­re del gusto sono sta­te esi­bi­te con orgo­glio oppu­re spac­cia­te per auto­gra­fi del mae­stro bolo­gne­se.
Alcu­ni dei qua­dri del­la Gal­le­ria Ber­thier sono già sta­ti espo­sti qual­che anno fa al Pol­di Pez­zo­li, accan­to a ope­re pro­ve­nien­ti da altri nuclei col­le­zio­ni­sti­ci del­le rac­col­te Bor­ro­meo, come gli splen­di­di qua­dri lascia­ti in ere­di­tà alla fami­glia nell’Ottocento dall’amministratore di casa Gio­van­ni Bat­ti­sta Mon­ti.

Cite this article as: Serena D'Italia, I dipinti per lo ‘scoglio’, in "STORIEDELLARTE.com", 20 settembre 2011; accessed 21 agosto 2017.
http://storiedellarte.com/2011/09/i-dipinti-per-lo-scoglio.html.

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