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Vacanze catalane: il monastero di Pedralbes

Bar­cel­lo­na non è solo spiag­gia e Gau­dì. Se cono­sce­te già la cit­tà a mena­di­to oppu­re vole­te sem­pli­ce­men­te fug­gi­re per un paio d’ore dal cal­do e dal­la fol­la, arram­pi­ca­te­vi sul­la col­li­na alle spal­le dell’abitato fino al mona­ste­ro del­le cla­ris­se di San­ta Maria de Pedral­bes. Que­sto com­ples­so è un gio­iel­lo del goti­co cata­la­no, costrui­to in un solo anno a par­ti­re dal 1326, per vole­re del­la regi­na Eli­sen­da di Mon­ca­da. Dal 1983 fa par­te del siste­ma del Museu d’Història de Bar­ce­lo­na e per qual­che tem­po ha anche ospi­ta­to una par­te del­la col­le­zio­ne Thys­sen-Bor­ne­misza (poi tra­sfe­ri­ta allo Mnac).

La chie­sa, gran­de e auste­ra, si pre­sen­ta oggi piut­to­sto spo­glia: un incen­dio appic­ca­to dagli anar­chi­ci nel 1936 ha distrut­to l’altar mag­gio­re ori­gi­na­le, men­tre gli altri arre­di sono sta­ti tra­sfe­ri­ti nel vici­no museo. È rima­sta però al suo posto la tom­ba del­la fon­da­tri­ce, che ha la par­ti­co­la­ri­tà di esse­re ‘dop­pia’, visi­bi­le sia dal­la chie­sa che dal chio­stro: le due fac­ce sono qua­si iden­ti­che, ma sul pri­mo lato Eli­sen­da è rap­pre­sen­ta­ta come regi­na, sul secon­do come vedo­va peni­ten­te.

San­ta Maria de Pedral­bes, chio­stro (foto Danie­le D’Italia)


L’enorme chio­stro deco­ra­to da azu­le­jos con­ser­va scul­tu­re e affre­schi tre e quat­tro­cen­te­schi, su cui spic­ca la pic­co­la cap­pel­la di San Miche­le, affre­sca­ta attor­no al 1346 dal pit­to­re e minia­to­re Jau­me Fer­rer Bas­sa. La deco­ra­zio­ne di que­sto ambien­te (sto­rie di Cri­sto e del­la Ver­gi­ne, figu­re di san­ti e fin­ti mar­mi colo­ra­ti) rap­pre­sen­ta uno dei pri­mi esem­pi di pene­tra­zio­ne del­le novi­tà giot­te­sche in Cata­lo­gna, tan­to da far ipo­tiz­za­re un viag­gio dell’artista in Tosca­na. La dispo­si­zio­ne su due ordi­ni del­le sce­ne, con la Cro­ci­fis­sio­ne in alto al cen­tro, richia­ma alla men­te la solu­zio­ne che ver­rà adot­ta­ta un seco­lo e mez­zo dopo per i tra­mez­zi del­le chie­se fran­ce­sca­ne lom­bar­de e pie­mon­te­si (e anche qui sia­mo in ambi­to fran­ce­sca­no). Nell’attesa che arri­vi­no i fon­di per il restau­ro, gli affre­schi sono sta­ti recen­te­men­te foto­gra­fa­ti e stu­dia­ti, come docu­men­ta bene una pic­co­la mostra di imma­gi­ni.

San­ta Maria de Pedral­bes, cap­pel­la di San Miche­le (foto “El Paìs”)

Nell’ex dor­mi­to­rio è sta­to alle­sti­to un museo, che riser­va diver­se sor­pre­se, tra cui un raro bas­so­ri­lie­vo mar­mo­reo di pri­mo Quat­to­cen­to rap­pre­sen­tan­te una sce­na pro­fa­na (una cac­cia) e uno dei più anti­chi esem­pi di pre­se­pe cata­la­no. Il dato più curio­so è la pre­sen­za di un gran nume­ro di polit­ti­ci ‘fit­ti­zi’, costi­tui­ti da scul­tu­re e pan­nel­li dipin­ti asso­lu­ta­men­te ete­ro­ge­nei tra loro, alcu­ni riu­ti­liz­za­ti e altri rea­liz­za­ti appo­sta per l’occasione, mon­ta­ti assie­me in ric­che cor­ni­ci dora­te. Capi­ta così di imbat­ter­si in un’aggraziata Ver­gi­ne col Bam­bi­no dell’ambito di Joa­chim Pati­nir posta accan­to ad altre Madon­ne ben più gros­so­la­ne e di dimen­sio­ni com­ple­ta­men­te diver­se, oppu­re in un rilie­vo rob­bia­no tra­sfor­ma­to in trit­ti­co median­te l’aggiunta di due antel­li di ispi­ra­zio­ne fiam­min­ga.

Uno dei polit­ti­ci del museo (foto Ber­nard Gagnon)

Le mona­che di Pedral­bes si sono tra­sfe­ri­te in un altro edi­fi­cio poco distan­te, quin­di è pos­si­bi­le visi­ta­re le cuci­ne, il refet­to­rio e tut­ti gli altri ambien­ti, che non han­no pra­ti­ca­men­te subì­to mano­mis­sio­ni moder­ne. In que­ste sale tro­va­no posto tan­ti ogget­ti del­la vita quo­ti­dia­na del­le reli­gio­se e alcu­ni pez­zi sor­pren­den­ti, come un arma­dio tre­cen­te­sco anco­ra inte­gro, det­to – ovvia­men­te – ‘l’armadio del­la regi­na’.

Cite this article as: Serena D'Italia, Vacanze catalane: il monastero di Pedralbes, in "STORIEDELLARTE.com", 20 agosto 2011; accessed 21 agosto 2017.
http://storiedellarte.com/2011/08/vacanze-catalane-il-monastero-di-santa-maria-de-pedralbes.html.

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