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Treasures of Heaven”

È aper­ta fino al 9 otto­bre al Bri­ti­sh Museum di Lon­dra la mostra Trea­su­res of Hea­ven. Sain­ts, Relics and Devo­tion in Medie­val Euro­pe .1 L’esposizione riper­cor­re la sto­ria del­la devo­zio­ne ai san­ti nell’Europa occi­den­ta­le attra­ver­so un cul­to, quel­lo del­le reli­quie, che coin­vol­se in ogni epo­ca lai­ci e reli­gio­si, ceti umi­li e sovra­ni, sin­go­li cit­ta­di­ni e inte­re comu­ni­tà. Ai san­ti il medioe­vo cri­stia­no attri­bui­va pote­ri straor­di­na­ri: era­no con­si­de­ra­ti veri e pro­pri inter­me­dia­ri, tra­mi­ti fra il mon­do ter­re­no e la divi­ni­tà, e que­sto pote­re era tra­sfe­ri­to dopo la loro mor­te alle reli­quie. Esse furo­no mol­to pre­sto fat­te ogget­to di cul­to, rac­col­te e custo­di­te in con­te­ni­to­ri, i reli­quia­ri, appo­si­ta­men­te rea­liz­za­ti per pro­teg­ger­le e magni­fi­car­le.

È attra­ver­so que­sti pre­zio­si scri­gni che la vicen­da del cul­to dei san­ti vie­ne riper­cor­sa in mostra, sin dal­le sue ori­gi­ni: nel­la pri­ma sala esem­pi di sepol­tu­re tar­do anti­che ed etru­sche dimo­stra­no come la sim­bo­lo­gia e gli usi cri­stia­ni abbia­no pre­so a pre­sti­to, ini­zial­men­te, quel­li del mon­do tar­do roma­no nel qua­le la nuo­va reli­gio­ne era nata e ave­va mos­so i pri­mi pas­si. Il sar­co­fa­go, tal­vol­ta orna­to con raf­fi­gu­ra­zio­ni sim­bo­li­che allu­si­ve alla resur­re­zio­ne di Cri­sto, diven­ne la pri­ma for­ma di sepol­tu­ra per i cor­pi dei san­ti.

Reli­qua­rio del brac­cio di san Gior­gio (foto “The Guar­dian”)

Lo spa­zio suc­ces­si­vo è dedi­ca­to a Costan­ti­no­po­li: la nuo­va capi­ta­le dell’impero diven­ne un luo­go pri­vi­le­gia­to di rac­col­ta del­le reli­quie, a par­ti­re da quel­la pre­zio­sis­si­ma del­la vera cro­ce ritro­va­ta in Ter­ra San­ta da sant’Elena, madre dell’imperatore Costan­ti­no. La cit­tà per­se gran par­te di que­sto pre­zio­so teso­ro duran­te l’assedio da par­te dei cro­cia­ti nel 1204, a segui­to del qua­le mol­te reli­quie furo­no tra­spor­ta­te in Occi­den­te e soprat­tut­to a Vene­zia. Un reli­quia­rio con­te­nen­te il brac­cio di san Gior­gio testi­mo­nia que­sta vicen­da sto­ri­ca e pre­sen­ta carat­te­ri­sti­che simi­li a mol­ti altri ogget­ti di que­sto tipo: la par­te inter­na rea­liz­za­ta è a Bisan­zio, men­tre l’involucro ester­no (a for­ma di brac­cio) è di fat­tu­ra vene­zia­na tre­cen­te­sca; alcu­ne sue par­ti orna­men­ta­li poi, sono evi­den­te­men­te di epo­ca baroc­ca. I reli­quia­ri sono spes­so ogget­ti com­po­si­ti, rea­liz­za­ti per aggiun­te suc­ces­si­ve: lo stes­so discor­so potreb­be infat­ti far­si per mol­ti altri scri­gni espo­sti in mostra, che alla ini­zia­le par­te ese­gui­ta a Bisan­zio ne aggiun­go­no una secon­da da attri­buir­si al lavo­ro del­le bot­te­ghe ora­fe dell’Europa del Nord (rena­ne o mosa­ne tra il 1100 e il 1200); gli ora­fi sono tra i pri­mi arte­fi­ci medie­va­li che anche gra­zie alla rea­liz­za­zio­ne di tali manu­fat­ti esco­no dall’anonimato fir­man­do le pro­prie ope­re, tal­vol­ta rag­giun­gen­do un cer­to pre­sti­gio socia­le.

Una sala del­la mostra è dedi­ca­ta pro­prio ai mate­ria­li uti­liz­za­ti, che sono fra i più vari: oro e pie­tre pre­zio­se, smal­ti, ossa di bale­na. Un’altra si con­cen­tra sul­le vicen­de degli “England’s two grea­te­st bishops”, ossia san Cut­ber­to e san Tho­mas Bec­ket, le cui reli­quie sono custo­di­te rispet­ti­va­men­te a Durham e Can­ter­bu­ry. Dopo uno spa­zio riser­va­to agli ‘spea­king reli­qua­ries’, ossia a quei reli­quia­ri che pren­do­no la for­ma del­la reli­quia che con­ten­go­no (mol­to popo­la­ri a par­ti­re dal XII seco­lo e anco­ra in voga a Cin­que­cen­to inol­tra­to), sono ana­liz­za­ti il col­le­zio­ni­smo e la devo­zio­ne dei sovra­ni per que­sti ogget­ti a par­ti­re dal caso di san Lui­gi, i cui resti mor­ta­li saran­no essi stes­si ogget­to di devo­zio­ne. Egli fece costrui­re, per la coro­na di spi­ne indos­sa­ta da Cri­sto un vero e pro­prio reli­quia­rio monu­men­ta­le, la Sain­te Cha­pel­le pari­gi­na. Il suo model­lo fu segui­to a Pra­ga dall’imperatore Car­lo IV, che fece eri­ge­re una cap­pel­la per custo­di­re i resti del­la vera cro­ce. L’ultima sala è inti­to­la­ta Beyond the Midd­le Ages e trat­ta del rilan­cio del cul­to del­le reli­quie da par­te del­la chie­sa con­tro­ri­for­ma­ta dopo la mes­sa al ban­do da par­te dei pro­te­stan­ti.

In chiu­su­ra è pro­iet­ta­to un video che illu­stra quan­to dell’atteggiamento che ha carat­te­riz­za­to per seco­li i devo­ti del­le reli­quie in tut­ta la cri­stia­ni­tà sia soprav­vis­su­to nel mon­do con­tem­po­ra­neo. Al cul­to reli­gio­so (ad esem­pio quel­lo per Gio­van­ni Pao­lo II) si aggiun­go­no così del­le reli­quie ‘seco­la­ri’, lega­te cioè a per­so­nag­gi cele­bri a vario tito­lo per moti­vi che nul­la han­no a che vede­re con la reli­gio­ne, da Elvis Pre­sley a Dia­na Spen­cer. Seb­be­ne il cul­to loro tri­bu­ta­to da milio­ni di per­so­ne sia solo in par­te assi­mi­la­bi­le a quel­lo dei san­ti cri­stia­ni (vie­ne meno il ruo­lo di inter­me­dia­ri tra ter­re­no e divi­no), è tut­ta­via vero che alcu­ni atteg­gia­men­ti di devo­zio­ne di cui essi sono fat­ti ogget­to richia­ma­no alla memo­ria quel­li osser­va­ti per seco­li fra i devo­ti cri­stia­ni.

  1. La mostra è orga­niz­za­ta in col­la­bo­ra­zio­ne con il Cle­ve­land Museum of Arts e con il Wal­ters Art Museum di Bal­ti­mo­ra. Qui altri mate­ria­li uti­li.
Cite this article as: Mauro Spina, Treasures of Heaven”, in "STORIEDELLARTE.com", 24 agosto 2011; accessed 30 aprile 2017.
http://storiedellarte.com/2011/08/treasures-of-heaven.html.

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