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Come si attribuisce un quadro?

L’altro gior­no Ser­gio ha volu­to ral­le­gra­re la mia sera­ta segna­lan­do­mi que­sto arti­co­lo pub­bli­ca­to dal Cor­rie­re. Il tema è sem­pre quel­lo del­le dia­tri­be attri­bu­zio­ni­sti­che che sco­mo­da­no gran­di nomi del­la sto­ria dell’arte.

Mi sem­bra che negli ulti­mi mesi le respon­sa­bi­li­tà degli sto­ri­ci dell’arte all’interno di que­sto feno­me­no sia­no sta­te suf­fi­cien­te­men­te mes­se in luce; è un bene, come è pure un bene che le cri­ti­che sia­no venu­te, alme­no in par­te, dagli stu­dio­si stes­si. Ma, poi­ché «nes­sun uomo è un’isola», è neces­sa­rio tene­re con­to anche del­le nume­ro­se inter­fe­ren­ze che pos­so­no mani­fe­star­si tra il momen­to del­la ‘attri­bu­zio­ne’ di un qua­dro da par­te di uno o più spe­cia­li­sti (o sedi­cen­ti tali) e quel­lo del­la rice­zio­ne dell’informazione da par­te del vasto pub­bli­co.

Ber­nard Beren­son

Uno di que­sti pas­sag­gi inter­me­di è ovvia­men­te costi­tui­to dal­la cas­sa di riso­nan­za del­le gran­di testa­te gior­na­li­sti­che non spe­cia­liz­za­te, che al momen­to sem­bra­no in pre­da a una sor­ta di schi­zo­fre­nia sto­ri­co-arti­sti­ca: in alcu­ni casi si affret­ta­no a sbat­te­re in coper­ti­na le con­clu­sio­ni di un sag­gio non anco­ra edi­to, in altri inve­ce biso­gna atten­de­re una set­ti­ma­na abbon­dan­te pri­ma che una noti­zia impor­tan­te (già pub­bli­ca­ta dai gior­na­li ingle­si e ame­ri­ca­ni) rie­sca a fil­tra­re in qual­che reda­zio­ne cul­tu­ra­le ita­lia­na. A mar­gi­ne vale for­se la pena di nota­re che ormai è diven­ta­to qua­si impos­si­bi­le leg­ge­re una recen­sio­ne nega­ti­va – o anche solo cri­ti­ca – di un libro o di una mostra: pigri­zia o piag­ge­ria? Di sicu­ro indi­zio di un lavo­ro super­fi­cia­le e di bas­so livel­lo scien­ti­fi­co.

L’autore di que­sto arti­co­lo «ha con­se­gui­to due lau­ree e un dot­to­ra­to di ricer­ca», ma disgra­zia­ta­men­te non ha volu­to comu­ni­car­ci in qua­li disci­pli­ne; for­se pos­se­den­do que­sta infor­ma­zio­ne potrem­mo ten­ta­re di capi­re per­ché mai egli si aspet­ti un accor­do una­ni­me degli sto­ri­ci dell’arte, even­to che cre­do non si veri­fi­chi in alcun cam­po del sape­re uma­no, oppu­re su cosa dovreb­be­ro basar­si a suo pare­re le attri­bu­zio­ni del­le ope­re, se non «su base sti­li­sti­ca».
I casi di stu­dio qui ammas­sa­ti alla rin­fu­sa andreb­be­ro in real­tà ana­liz­za­ti ad uno ad uno per ten­ta­re di trar­ne qual­che con­clu­sio­ne sen­sa­ta. For­se però è più uti­le fer­mar­si a riflet­te­re un atti­mo su cosa vuol dire in pra­ti­ca ‘attri­bui­re’ un qua­dro.

Fede­ri­co Zeri

In bre­ve, signi­fi­ca asse­gnar­gli un posto nel­lo spa­zio e nel tem­po. Non basta affer­ma­re che un’opera è sta­ta dipin­ta, ad esem­pio, nel 1450 cir­ca: biso­gna anche dire dove, per­ché a quel­la data non si lavo­ra­va allo stes­so modo a Firen­ze o a Pado­va. Solo dopo aver sta­bi­li­to a gran­di linee que­ste due coor­di­na­te si può pro­va­re – ma non sem­pre ci si rie­sce – ad avvi­ci­na­re il qua­dro alla pro­du­zio­ne di un sin­go­lo arti­sta.
Per poter com­pie­re que­ste ope­ra­zio­ni è neces­sa­rio pos­se­de­re nel­la pro­pria memo­ria un buon reper­to­rio di imma­gi­ni (di ope­re di cui si cono­sco­no già la data o l’autore, ad esem­pio) con cui con­fron­ta­re la nuo­va arri­va­ta. Que­sto mec­ca­ni­smo men­ta­le, non mol­to diver­so da quel­lo che ci per­met­te­re di rico­no­sce­re ogget­ti di uso quo­ti­dia­no o per­so­ne sul­la base di pre­ce­den­ti espe­rien­ze, neces­si­ta ovvia­men­te di eser­ci­zio e aggior­na­men­to con­ti­nui.

Non è tut­to sem­pli­ce come sem­bra però. Mol­te varia­bi­li pos­so­no ren­de­re l’operazione più dif­fi­ci­le, nei casi più sfor­tu­na­ti impos­si­bi­le: il cat­ti­vo sta­to di con­ser­va­zio­ne dell’opera, l’assenza di ogget­ti con­fron­ta­bi­li con quel­lo di cui ci stia­mo occu­pan­do, il frain­ten­di­men­to di even­tua­li fon­ti docu­men­ta­rie… Ci sono attri­bu­zio­ni sicu­ra­men­te sba­glia­te, poi ce ne sono altre pos­si­bi­li, più o meno con­vin­cen­ti; in qual­che caso for­tu­na­to si rie­sce ad arri­va­re alla solu­zio­ne defi­ni­ti­va. Gli sto­ri­ci dell’arte non sono tut­ti ugua­li: alcu­ni sono bra­vis­si­mi nel­le attri­bu­zio­ni, altri leg­go­no meglio i docu­men­ti, altri anco­ra dan­no il mas­si­mo come inse­gnan­ti; i pochi gran­di rie­sco­no bene in tut­to.

For­se non sono sta­ta suf­fi­cien­te­men­te chia­ra, ma non teme­te: c’è chi lo ha spie­ga­to mol­to meglio di me, quin­di Ser­gio ed io abbia­mo deci­so di met­te­re assie­me una pic­co­la biblio­gra­fia di rife­ri­men­to sul tema.

Natu­ral­men­te ci augu­ria­mo tut­ti che gli sto­ri­ci dell’arte pos­sa­no esse­re dota­ti di «un’etica pro­fes­sio­na­le che libe­ri dai con­flit­ti di inte­res­se», pec­ca­to che esse­re in buo­na fede non sia suf­fi­cien­te per attri­bui­re cor­ret­ta­men­te un qua­dro.
Quel­lo che ser­ve, per bilan­cia­re le legit­ti­me diver­si­tà di opi­nio­ne e gli uma­nis­si­mi erro­ri, è una comu­ni­tà scien­ti­fi­ca sana e vita­le, in cui si pos­sa discu­te­re civil­men­te; for­se non gua­ste­reb­be nem­me­no ave­re dei gior­na­li­sti che sap­pia­no fare i gior­na­li­sti, visto che loro l’«albo eli­ta­rio» – a dif­fe­ren­za degli sto­ri­ci dell’arte – lo pos­sie­do­no.

Cite this article as: Serena D'Italia, Come si attribuisce un quadro?, in "STORIEDELLARTE.com", 4 agosto 2011; accessed 20 agosto 2017.
http://storiedellarte.com/2011/08/come-si-attribuisce-un-quadro.html.

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2 Responses to Come si attribuisce un quadro?

  1. Serena D'Italia 24 agosto 2011 at 23:25 #

    Gra­zie, ovvia­men­te il sito dell’Osservatorio è tra i nostri pre­fe­ri­ti e ne con­si­glia­mo a tut­ti la let­tu­ra per alle­na­re il sen­so cri­ti­co…

  2. Monica Donato 24 agosto 2011 at 20:20 #

    … è diven­ta­to qua­si impos­si­bi­le leg­ge­re una recen­sio­ne nega­ti­va – o anche solo cri­ti­ca – di un libro o di una mostra”: vero. 

    Per­ciò, per un approc­cio ragio­na­to, cri­ti­co e indi­pen­den­te alle mostre, mi per­met­to di segna­lar­vi il nostro “Osser­va­to­rio mostre e musei” (Scuo­la Nor­ma­le).
    http://mostreemusei.sns.it/
    con la ‘dichia­ra­zio­ne d’intenti’
    http://mostreemusei.sns.it/index.php?page=default&id=445&lang=it
    Un salu­to e com­pli­men­ti per il blog.
    Moni­ca Dona­to

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