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Un nuovo Leonardo?

Ora sap­pia­mo che aspet­to ha il Sal­va­tor mun­di che sarà espo­sto quest’inverno alla Natio­nal Gal­le­ry con attri­bu­zio­ne a Leo­nar­do. La tavo­la van­ta una pro­ve­nien­za sei­cen­te­sca dal­le col­le­zio­ni rea­li ingle­si e poi un pas­sag­gio – all’inizio del Nove­cen­to – nel­la impor­tan­te qua­dre­ria del­la fami­glia Cook.

A dispet­to di alcu­ni pare­ri nega­ti­vi che sono sta­ti for­mu­la­ti negli ulti­mi gior­ni sul­la base del­la vec­chia foto mes­sa in cir­co­la­zio­ne qual­che set­ti­ma­na fa (in cui l’opera appa­ri­va pesan­te­men­te ridi­pin­ta), mi sem­bra che la qua­li­tà altis­si­ma del­la pit­tu­ra indi­riz­zi a Leo­nar­do o comun­que mol­to vici­no a lui: il vol­to appa­re con­su­ma­to ma di gran­de inten­si­tà e l’oro fine dei boc­co­li, la veste azzur­ra e la mano bene­di­cen­te che esce dal­la penom­bra del fon­do sono di una bel­lez­za moz­za­fia­to.

Il det­ta­glio più stu­pe­fa­cen­te però è il glo­bo di cri­stal­lo, che desta­va curio­si­tà già nel­la foto ante restau­ro: quel­la tra­spa­ren­za ter­sa che l’inci­sio­ne di Hol­lar ha sapu­to sol­tan­to sug­ge­ri­re e che allie­vi e imi­ta­to­ri di Leo­nar­do han­no ten­ta­to inva­no di repli­ca­re.

[Si veda anche l’informatissima sche­da ico­no­gra­fi­ca di H. Niya­zi: 3pipe.net]

Cite this article as: Serena D'Italia, Un nuovo Leonardo?, in "STORIEDELLARTE.com", 8 luglio 2011; accessed 29 aprile 2017.
http://storiedellarte.com/2011/07/un-nuovo-leonardo.html.

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16 Responses to Un nuovo Leonardo?

  1. H Niyazi 12 gennaio 2012 at 17:02 #

    @Lorenzana – as Sere­na men­tions – the only publi­shed work at the moment is the NGL cata­lo­gue, the­re is a dedi­ca­ted volu­me due later this year from Yale Press. Experts such as Pro­fes­sor Mar­tin Kemp of Oxford belie­ve the orb a repre­sen­ta­tion of rock cry­stal – a rare trea­su­re to find in such a size and cla­ri­ty.

    The­re is appa­ren­tly one in the Oxford Museum, whi­ch Prof. Kemp inclu­des a pho­to of for the upco­ming book. An inte­re­sting phe­no­me­non not men­tio­ned in many sour­ces is how Leo­nar­do has deli­be­ra­te­ly omit­ted the magni­fi­ca­tion effec­ts the cry­stal would pro­du­ce of the gar­ment behind it. It is argued this is rela­ted to opti­cal tra­di­tions of artists at the time. Prof. Kemp has writ­ten about it, only avai­la­ble in a very rare volu­me on Leo­nar­do enti­tled ‘Selec­ted Scho­lar­ship’ – I am still loo­king for a copy! Hoe­p­ful­ly more infor­ma­tion will be inclu­ded in the Yale book.

    Kind Regards
    H

    • Serena D'Italia 12 gennaio 2012 at 17:56 #

      Thank you Hasan, you’re always up to date! 🙂

    • Daniele Pitrolo 12 gennaio 2012 at 22:59 #

      Thanks for the­se details! What I find par­ti­cu­lar stran­ge in the orb are the three whi­te dots abo­ve the hand: I can’t under­stand if they are by Leo­nar­do, and why they are whe­re they are… or if they are by Chro­nos!

    • Daniele Pitrolo 12 gennaio 2012 at 23:33 #

      Do you know if the rock cry­stal in the Oxford Museum is an anti­que or a modern one?

  2. Lorenzana 8 gennaio 2012 at 03:21 #

    Sto guar­dan­do rapi­ta il glo­bo (dav­ve­ro impres­sio­nan­te) e mi sor­ge una doman­da tec­ni­ca: ma è di cri­stal­lo o di vetro?
    Negli arti­co­li in rete lo defi­ni­sco­no di cri­stal­lo (e pen­so che così voglia anche l’iconografia), men­tre dal­la foto­gra­fia mi sem­bra che sia­no sta­te rap­pre­sen­ta­te mol­te pic­co­le bol­le, che sono tipi­che del vetro (e, dal­la for­ma, un vitro­lo­go di soli­to rie­sce a capi­re se è sof­fia­to o rea­liz­za­to a stam­po). In que­sto caso sareb­be un’attenzione alla tec­no­lo­gia dav­ve­ro mol­to leo­nar­de­sca.
    Pro­ba­bil­men­te qual­cu­no avrà già scrit­to a riguar­do: sape­te se c’è mate­ria­le?

    • Serena D'Italia 9 gennaio 2012 at 10:52 #

      Ciao Loren­za­na! Io ho sem­pre pen­sa­to che il glo­bo voglia imi­ta­re un impal­pa­bi­le vetro sof­fia­to… Dif­fi­ci­le attri­bui­re a un allie­vo da solo l’invenzione (e la peri­zia tec­ni­ca) di que­sto det­ta­glio.
      Cre­do pro­prio che l’unico testo pub­bli­ca­to sul dipin­to sia il cata­lo­go del­la mostra di Lon­dra.

      • Daniele Pitrolo 12 gennaio 2012 at 22:55 #

        Men­tre mol­ti, come la resto­ra­tri­ce, segna­la­no la mano bene­di­cen­te come chia­ve per l’attribuzione, tro­vo che la tua osser­va­zio­ne sul glo­bo, Sere­na, è asso­lu­ta­men­te per­ti­nen­te.

        Per­so­nal­men­te però dubi­to che doves­se esse­re un impal­pa­bi­le vetro sof­fia­to.

        D

        • Serena D'Italia 12 gennaio 2012 at 23:04 #

          L’effetto otti­co fina­le mi sem­bra quel­lo, il cri­stal­lo non con­tie­ne bol­le d’aria. Maga­ri l’iconografia vole­va diver­sa­men­te (biso­gne­reb­be stu­dia­re un atti­mo la que­stio­ne, del resto nel­le repli­che di bot­te­ga i mate­ria­li del glo­bo sono vari ed even­tua­li), ma come è noto Leo­nar­do non era mol­to inte­res­sa­to alle rego­le…

          • Daniele Pitrolo 12 gennaio 2012 at 23:10 #

            Sì, il cri­stal­lo è carat­te­riz­za­to dall’assenza di bol­le d’aria, ma io ho avu­to l’impressione che, più che di bol­le d’aria si potes­se trat­ta­re di mini­me frat­tu­re del cri­stal­lo: dif­fi­ci­le discu­ter­ne, per­ché i pun­ti in que­stio­ne sono sì peri­me­tra­li, ma non neces­sa­ria­men­te ade­ren­ti alla super­fi­cie (la tra­spa­ren­za lascia il dub­bio). In ogni caso l’idea di leg­ge­rez­za del vetro non mi con­vin­ce (e si trat­ta di una posi­zio­ne asso­lu­ta­men­te per­so­na­le e che discu­to con pia­ce­re): la coscien­za del pre­gio di un tale mate­ria­le mi sem­bra lon­ta­na dal­la cul­tu­ra di Leo­nar­do (il suo viag­gio a Vene­zia non ostan­te) e dal ruo­lo sim­bo­li­co del glo­bo. Se poi fos­se un ogget­to così sin­go­la­re, non sareb­be sta­to reso ine­qui­vo­ca­bi­le (posto che a me, for­se sba­glian­do, ine­qui­vo­ca­bi­le non pare)?

          • Serena D'Italia 12 gennaio 2012 at 23:21 #

            Cer­ta­men­te, maga­ri visto dal vivo fa un’impressione diver­sa. Se voglia­mo adden­trar­ci nell’interpretazione sim­bo­li­ca però allo­ra dob­bia­mo chie­der­ci anche per­ché rap­pre­sen­ta­re del­le frat­tu­re in un ogget­to (e a que­sto pun­to in un mate­ria­le) che dovreb­be inve­ce sim­bo­leg­gia­re la per­fe­zio­ne… Un ante­na­to del­la Cesta di frut­ta di Cara­vag­gio? Sono que­stio­ni trop­po sci­vo­lo­se per me, le lascio volen­tie­ri a chi se ne inten­de di più 😉

          • Daniele Pitrolo 12 gennaio 2012 at 23:32 #

            Cin­que livel­li di rispo­sta: Word­Press non segue più (il rien­tro è ces­sa­to), ma la discus­sio­ne può anda­re avan­ti, se fa pia­ce­re.

            Trac­ce di usu­ra: la mia impres­sio­ne, epi­te­lia­le, era che fos­se per vei­co­la­re l’idea di un ogget­to anti­co. In effet­ti Hasan, qua sot­to, non dice se il glo­bo di Oxford sia anti­co o meno e for­se la mia ipo­te­si sareb­be più adat­ta ad un con­te­sto cine­se che non a Leo­nar­do, chis­sà!

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