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Leonardo a spasso per l’Europa (di nuovo)

Dal 9 novembre 2011 al 5 febbraio 2012 la National Gallery di Londra dedicherà una grande mostra all’attività milanese di Leonardo da Vinci. Nell’attesa di vedere dal vivo il quadro di cui tutti parlano in questi giorni, il presunto originale leonardesco del Salvator mundi ritenuto fino ad oggi perduto, vale forse la pena riflettere sulle ultime sfortunate vicende di un’opera già ben nota, la Dama con l’ermellino di Cracovia, tradizionalmente ritenuta il ritratto della giovane milanese Cecilia Gallerani. La questione ha interessato per diverse settimane la stampa internazionale, ma è stata del tutto ignorata da quella italiana.

Nel novembre dello scorso anno, storici dell’arte e restauratori polacchi hanno firmato un’accorata petizione per impedire che il quadro partecipasse alla mostra inglese, sostenendo che la decisione di affrontare gli inevitabili rischi del trasporto è stata dettata solamente dalla volontà di fare cassa con il ‘noleggio’ pagato dalla National Gallery. Certo, la Cecilia Gallerani è stata assicurata (per 300 milioni di euro!), ma in caso di incidente nessuna cifra sarebbe sufficiente a compensare una tale perdita.

La Dama con l’ermellino appartiene ad una fondazione privata, la Princes Czartoryski, talmente intenzionata a spedire il suo gioiello in giro per i grandi musei europei da arrivare a ‘sequestrarlo’, minacciando di non mostrarlo mai più al pubblico polacco nel caso le fosse stato impedito di mandarlo a Londra. E sì che il resto del mondo ha già goduto parecchio della bellezza di Cecilia, che negli ultimi anni ha viaggiato negli Stati Uniti e poi in Svezia, Italia, Giappone e Ungheria. Ovviamente gli studiosi in questione sono stati tacciati di catastrofismo, ma chi ha anche solo un po’ di confidenza con la materia sa bene che lo spostamento delle opere è sempre un rischio, anche senza voler arrivare a casi estremi come quello del Le peintre di Pablo Picasso, andato distrutto in un incidente aereo il 2 settembre 1998.

Nonostante le proteste, il Ministro per la cultura e il patrimonio nazionale polacco ha acconsentito al prestito, collocandosi del resto perfettamente in linea con il progetto Collections mobility 2.0, varato nel 2009 dall’Unione Europea per ‘incrementare la mobilità’ delle opere d’arte. Anzi, con l’occasione sono state autorizzate anche due tappe intermedie: al momento la Dama con l’ermellino si trova nel Palazzo Reale di Madrid per la mostra Polonia. Tesoros y colecciones artísticas, ad agosto verrà trasferita al Bode Museum di Berlino in tempo per presenziare a Gesichter der Renaissance. Meisterwerke italienischer Portrait-Kunst e infine – ultima tappa della via crucis – a novembre sbarcherà a Londra.
Non sappiamo quanto sia costata questa visita di cortesia a spagnoli e tedeschi; la National Gallery però ha sborsato 800.000 dollari.

Cite this article as: Serena D'Italia, Leonardo a spasso per l’Europa (di nuovo), in "STORIEDELLARTE.com", 3 luglio 2011; accessed 21 settembre 2017.
http://storiedellarte.com/2011/07/leonardo-spasso-per-leuropa-di-nuovo.html.

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4 Responses to Leonardo a spasso per l’Europa (di nuovo)

  1. Lucky Luca 16 settembre 2011 at 03:07 #

    Mi trovo d’accordo con Sergio. E’ un capolavoro in ogni dettaglio. Purtroppo, io non ho mai avuto la fortuna di ammirarlo dal vivo.

  2. Ale 18 luglio 2011 at 12:49 #

    E' il destino che pagano le opere nell'epoca dell'"arte a consumo", purtroppo. Qualsiasi spostamento è sempre un trauma, anche soltanto durante gli interventi di restauro. Accettiamo che niente è per sempre, facendo nello stesso tempo tutto il possibile per minimizzare i danni.

    A margine: io sono da tempo convinto (e così anche diversi miei colleghi con cui ho discusso la cosa) che la "Dama con l'ermellino" non sia opera di Leonardo, ma piuttosto di Boltraffio. Vista dal vero, è un po' "meno bella" di quanto sembra in foto, e non ha la qualità altissima delle opere sicuramente autografe. Ciò non toglie che sia un quadro di grande fascino e attrattiva, un capolavoro nel genere anche se non del maestro stesso.

    Ale

    • sdi 23 luglio 2011 at 01:20 #

      Del resto nemmeno noi siamo "per sempre"… Ovviamente non c'è niente di male nell'organizzare mostre, ma preferirei che questo non avvenisse attraverso pressioni politiche o ricatti (poi si ha un bel citare Haskell ogni due minuti…). Tra l'altro questa vicenda si è da poco conclusa in maniera piuttosto triste: http://www.thenews.pl/1/11/Artykul/51281,Prince-rings-changes-at-Czartoryski-Museum

    • Sergio Momesso 23 luglio 2011 at 01:22 #

      Posso aggiungere che l'ho vista diversi anni fa, durante il tour italiano del 1998-99 (cfr. http://bit.ly/oYeHIw). L'ho vista a Palazzo Pitti, nel giorno di chiusura, c'erano diversi noti studiosi… e c'era anche Luciano Bellosi. Non ci fece un'impressione sgradevole, anzi. Prima di metterla nella cartella di Boltraffio, credo sia bene rivederla con attenzione, mettendo in serio conto diversi elementi. La storia conservativa, certo, ma anche la grandezza dell'invenzione a date molto alte. Se è una cosa del 1486 circa non può che essere di Leonardo, ovviamente. E l'invenzione dell'immagine non ortogonale al primo piano, quello sgusciare lento delle spalle dalla penombra, il collo lungo, il filo di perle, la mano un po' nevrotica che si allunga sull'ermellino… sono cose che, al di là dello stato di conservazione, puntano già su Parmigianino. Perciò forse ci si deve chiedere: quale data si può dare a un ritratto come questo? Cosa gli sta attorno? Come vanno letti quei dettagli ecc.

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