Sono andato a trovare Sandro Ballarin nel suo studio padovano, all’Università, dove sono usciti i lavori degli ultimi vent’anni. E dove il tempo sembra essersi fermato, forse perché molto si è sacrificato agli dèi…
Speravo di raccogliere (o rubare) una piccola intervista sull’ultimo lavoro, il Leonardo a Milano. Problemi di leonardismo milanese tra Quattrocento e Cinquecento. Giovanni Antonio Boltraffio prima della pala Casio. Ma l’autore ha presto commentato che Leonardo è già dimenticato, il treno per Milano è partito e la testa è già sul nuovo progetto editoriale, che è poi un grande vecchio cantiere: Giorgione.
Dai cassetti sono usciti i menabò, le prove di stampa, gli impaginati e molte pagine dattiloscritte sui grandi tormenti di sempre: il confronto tra il Neoplatonismo e l’Aristotelismo, le pagine sui Tre Filosofi, il Doppio ritratto Ludovisi ecc. Un filone di ricerche che solo in parte è finito alle stampe alla metà degli anni anni ‘80.
Ballarin si stupisce di trovare in queste vecchie pagine, tra le righe fitte e ordinatissime, una straordinaria completezza di informazioni, un’accuratezza tipica del vecchio modo di lavorare quando i testi erano battuti a macchina e non lasciati crescere o macerare in un disco rigido.
Insomma, pezzi di vita che ritornano improvvisi come grandi folate di vento. E sul Leonardo a Milano non una parola.
Ne avevamo dato notizia già nel febbraio scorso, ma, visto che si tratta di un testo più che mai fantomatico, annunciato fin dal 1996, forse qualcuno non ci ha creduto del tutto e avrà pensato come San Tommaso.
Il Leonardo c’è davvero, ed è in circolazione ormai da qualche giorno tra gli amici, l’università e i collaboratori. Qui, in attesa che entri nelle biblioteche e che qualcuno più bravo di noi ne parli, credo utile fornire qualche dato in più e qualche notizia precisa per soddisfare la curiosità e il pensiero dell’acquisto.
È un’impresa di vaste proporzioni, come tutte le precedenti dello stesso autore, che appare più che mai esteriormente un monumento all’editoria dell’inchiostro e delle prove di stampa, alla più profonda cultura del bianco e nero e dei fotocolor: un anti-ebook, verrebbe da dire, benché si tratti di un lavoro che sfrutta a pieno la tecnologia digitale.
Un’opera che anche in questo caso va affrontata con attenzione a partire dalla copertina e dall’indice generale (vedi la trascrizione più sotto).
Il titolo si è ampliato così come il primitivo progetto: il vecchio riferimento a Boltraffio, scaturito dall’argomento di una conferenza del 1984, è finito in seconda linea perché ora il risultato a stampa è così ampio che non può non chiamarsi Leonardo a Milano.
|
|
||||
|
|
In copertina tre opere di Boltraffio: un disegno del Christ Church di Oxford a punta d’argento, raffinatissimo, per una testa femminile piena di malinconia; la testa di San Giacomo il Minore tratta dal Cenacolo leonardesco nel secondo tomo, e infine un dettaglio da brividi, dalla pala Casio del Louvre, nell’ultimo tomo: in una luce afosa, i rossi si chiamano l’un l’altro, dalla veste di velluto di Girolamo Casio fino al sangue che si è fatto d’ambra sulle carni vive di San Sebastiano.
Il terzo tomo invece è letteralmente un pugno allo stomaco del conoscitore: è dato a Leonardo un noto disegno delle Gallerie dell’Accademia per solito inteso come derivazione dal Cenacolo o dagli studi leonardeschi, e la bellezza della riproduzione non sembra lasciare dubbi sulla proposta.
All’interno, a partire dalle due conferenze degli anni Ottanta, i saggi sulla Milano sforzesca e leonardesca sono disposti in ordine cronologico nel primo e nel secondo tomo. Quest’ultimo si chiude con uno straordinario apparato di quasi 400 tavole a colori che, come al solito, aprono discorsi e pensieri autonomi perché non sono solo di servizio ai testi.
Al contrario, come in un chiasmo con i precedenti, il terzo volume è ancora misto, con un’addenda di aggiornamento dei saggi precedenti, gli apparati, gli indici analitici e quindi il montaggio delle illustrazioni in bianco e nero, che poi proseguono, da sole, per tutto l’ultimo tomo come in un unico grande lungometraggio.
Il libro:
Alessandro Ballarin, Leonardo a Milano. Problemi di leonardismo milanese tra Quattrocento e Cinquecento. Giovanni Antonio Boltraffio prima della pala Casio, con la collaborazione di Marialucia Menegatti e Barbara Maria Savy, 4 tomi, Edizioni dell’Aurora, Verona 2010 | Scheda
L’editore:
Grafiche Aurora
Per l’acquisto:
- Libreria Bocca, Milano
- Art & Libri, Firenze
- Luigi De Bei Libraio
- Michael Shamansky, Bookseller Inc.
Indice generale del libro (pdf):
Tomo primo (pp. 1–727)
Prefazione
I. Le due conferenze degli anni Ottanta
- Problemi di leonardismo milanese tra Quattrocento e Cinquecento. Giovanni Antonio Boltraffio prima della pala Casio
- Riflessioni sull’esperienza milanese dello pseudo-Bramantino
II. Le due versioni della Vergine delle rocce.
Con una Nota sul Ritratto di Cecilia Gallerani ed una sugli studî di teste e di mani per il Cenacolo (1996–2000)
III. La Corte ed il Castello negli anni di Galeazzo Maria e Ludovico, di Bona, Isabella e Beatrice.
Con una Nota sul Ritratto di Isabella d’Aragona
- Il Moro al ritorno dall’esilio (1479)
- Isabella di fronte al Moro (1489–1494)
- La famiglia ducale nel Castello di Porta Giovia (1467–1499)
- Ritorno con Isabella nella corte dell’Arengo (1497–1499)
IV. Problemi di leonardismo milanese tra Quattro e Cinquecento (1996–2000)
- Introduzione
- La questione Bramantino nella relazione di Romano
- Ancóra su Pedro Fernández: scioglimento di alcune riserve
- Il ruolo del Bramantino allo scadere del secolo
- Boltraffio miniatore
- Il Maestro della pala sforzesca
- Conferme o smentite, schiaffo o carezze, dal fronte della ricerca archivistica? I documenti Grifi
- Ancóra un apprezzamento della pala Grifi
- Profilo di Marco d’Oggiono nel Cinquecento
- Il problema della giovinezza di Marco nel Quattrocento
- Congedo dalla pala Grifi
- Ritorno su Fernández, Francesco Napoletano e Boltraffio
- Pedro Fernández
- Francesco Napoletano
- Boltraffio. Altri dipinti e disegni prima ed attorno alla pala Casio
- Ancóra la pala Casio. Restauro e radiografie. Boltraffio e Venezia
V. Incursione nel polittico di Treviglio e nella cronologia delle opere di Butinone e Zenale (1999)
Tomo secondo (pp. 731‑1000)
VI. I cartoni con le teste di Cristo e degli apostoli dal Cenacolo di Leonardo.
La serie del Musée des Beaux-Arts di Strasburgo e quella già del Museo Granducale di Weimar.
Con una Nota sul Ritratto di Isabella Gualandi(1996–1999)
- I pastelli di Boltraffio della Biblioteca Ambrosiana
- Colori “naturali” e colori “artificiali”
- Boltraffio e la tecnica del “colorare a secco”
- Jean Perréal
- «De croions qui n’est que demy couleurs». Ancóra sul termine “crayon”
- Perréal e Leonardo, ossia la data del Memorandum Ligny
- Leonardo o Boltraffio?
- I disegni di Strasburgo
- Le copie antiche del Cenacolo
- Séguito sui disegni di Strasburgo
- La loro provenienza
- I disegni di Weimar
- La storia dell’arte di fronte alle due serie
- Nota sul Ritratto di Isabella Gualandi
- Appendice I. Relazione di Peter Bower (1999)
- Appendice II. Relazione di Peter Bower (2006)
- Appendice III. Lettera del Dr. Gabriele Pantucci (1999)
VII. Holbein e la Lombardia (2000)
VIII. Per una galleria cinquecentesca del pastello.
Con una Nota sul Cardinaledi Raffaello a Budapest
- Pittore veneziano giorgionesco
- Lorenzo Lotto
- Pittore giorgionesco padano
- Bartolomeo Ramenghi detto il Bagnacavallo
- Raffaello
- Tiziano
- Jacopo Bassano
- Federico Barocci
- Giuseppe Porta
- Nota sul Cardinale di Raffaello a Budapest. “Ippolito fa la Ninfa”
Tavole a colori (I-CCCXCVII)
- Leonardo. Giovanni Antonio Boltraffio. Marco d’Oggiono
- Il Maestro della pala sforzesca. Francesco Galli detto Francesco Napoletano. Pedro Fernández, da Milano a Napoli
- Incursione nel polittico di Treviglio e nella cronologia delle opere di Butinone e Zenale
- I cartoni con le teste di Cristo e degli apostoli dal Cenacolo di Leonardo: la serie del Musée des Beaux-Arts di Strasburgo e quella già del Museo Granducale di Weimar
- La galleria del pastello
- Holbein e la Lombardia
- Addenda
- Marco d’Oggiono
- Maestro della pala sforzesca
Tomo terzo (pp. 1003–1392)
Addenda (2000–2008)
[Addenda ai capitoli II-VIII del Tomo primo]
Bibliografia generale
[Organizzata per argomenti e strumenti di ricerca]
Elenco delle tavole
Indice dei nomi, a cura di Marialucia Menegatti
Indice topografico delle opere illustrate, a cura di Barbara Maria Savy
Tavole in bianco e nero (1–343)
- Problemi di leonardismo milanese tra Quattrocento e Cinquecento. Giovanni Antonio Boltraffio prima della pala Casio
- Riflessioni sull’esperienza milanese dello pseudo-Bramantino
Tomo quarto
Tavole in bianco e nero (344–992)
- Boltraffio miniatore
- Il Maestro della pala sforzesca
- Una primizia di Luini
- Ancóra sulla pala Grifi
- Marco d’Oggiono
- Ritorno su Francesco Napoletano
- Ritorno su Boltraffio
- Incursione nel polittico di Treviglio e nella cronologia delle opere di Butinone e Zenale (1999)
- Le due versioni della Vergine delle rocce
- Studî per il Cavallo
- Iconografia di Isabella d’Aragona
- Vedute del castello Sforzesco
- I cartoni con le teste di Cristo e degli apostoli dal Cenacolo di Leonardo: la serie del Musée des Beaux-Arts di Strasburgo e quella già del Museo Granducale di Weimar
- Holbein e la Lombardia
- La galleria del pastello
- Ippolito I d’Este
- Francesco Alidosi
- Antonio Maria Ciocchi Del Monte
- Raffaele Riario
- Innocenzo Cibo
- Addenda
- Ambrogio De Predis
- Dosso Dossi








il professor Ballarin è un genio indiscutibile della storia dell’arte italiana, purtroppo spesso bistrattato e poco studiato da chi non si è mai reso conto della sua eccezionale bravura… Non vedo l’ora di poter fruire di questa nuova, straordinaria opera.
Un aggiornamento.
Crediamo opportuno segnalare i commenti al libro leonardesco e ad alcune questioni da questo sollevate che sono usciti quest’estate nel blog di Giuseppe Frangi e che, naturalmente, condividiamo in pieno.
- Ipocrisie leonardesche: http://robedachiodi.associazionetestori.it/2011/09/10/ipocrisie-leonardesche/
- Ancora su Ballarin. Contro la tracotanza dei documenti: http://robedachiodi.associazionetestori.it/2011/08/21/ancora-su-ballerin-contro-la-tracotanza-dei-documenti/
- Il Leonardo di Ballarin, un libro che è come un mondo: http://robedachiodi.associazionetestori.it/2011/08/16/il-leonardo-di-ballarin-un-libro-che-e-come-un-mondo/