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Nel cielo di Paolo Veronese

Di fronte alla fa­tica di in­se­guire la fio­ri­tura un po’ sel­va­tica delle nu­me­rose mo­stre pri­ma­ve­rili, si ha la for­tuna tal­volta di vi­si­tare pic­cole espo­si­zioni, senza troppe pre­tese e im­picci, dove si ha l’impressione di im­pa­rare di più e me­glio. Un bell’esempio, che sem­bra quasi ca­suale e spon­ta­neo, è pre­sente ora a Ve­ne­zia.

Al ter­mine del re­stauro, co­min­ciato nell’ottobre 2008, da qual­che giorno sono espo­ste le tre grandi tele di­pinte dal gio­vane Ve­ro­nese per il sof­fitto della chiesa di San Se­ba­stiano nel 1556. Le Sto­rie di Ester, ca­po­la­vori ce­le­ber­rimi del tardo ri­na­sci­mento ve­ne­ziano, tra qual­che mese ri­tor­ne­ranno a 12 me­tri di al­tezza nel “sof­fit­tato” (come di­ceva Va­sari), ma fino al 24 lu­glio sono a Pa­lazzo Gri­mani, dove si pos­sono ve­dere molto bene (Info). E’ un’occasione rara per un corpo a corpo con la pit­tura di Veronese.

Con­viene però prima pas­sare per la chiesa di San Se­ba­stiano dove ag­gior­narsi dal vivo sullo stato dei la­vori di re­stauro che, gra­zie alla spon­so­riz­za­zione de­gli ame­ri­cani di Save Ve­nice Inc.,[1] stanno in­te­res­sando tutta la de­co­ra­zione in­terna dell’edificio.

Il re­stauro dell’intero sof­fitto non è an­cora com­pleto. La grande cor­nice li­gnea, in la­voro dal 2009, è ter­mi­nata ed è vi­si­bile in tutta la sua bel­lezza senza l’impari con­fronto con la pit­tura di Ve­ro­nese. Ma in chiesa si sco­pre che sono espo­ste, dopo il re­stauro, an­che due delle otto ta­vole con putti e ghir­lande che in­cor­ni­ciano le Sto­rie di Ester e tutti i quat­tro tondi con le Virtù a mo­no­cromo (

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