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Correggio: disegnare e colorire

“Vita di Anto­nio da Cor­reg­gio”

Per cele­bra­re il cin­que­cen­te­na­rio del­la nasci­ta di Gior­gio Vasa­ri la Regio­ne Tosca­na e l’Istituto Nazio­na­le di Stu­di sul Rina­sci­men­to han­no orga­niz­za­to tre cicli di let­tu­re del­le “Vite”, distri­bui­ti tra Firen­ze, Pisa e Arez­zo. Gio­ve­dì scor­so nel Salo­ne di Dona­tel­lo del Bar­gel­lo è sta­ta la vol­ta del­la Vita di Cor­reg­gio, illu­stra­ta da Gio­van­ni Roma­no; un’occasione per riflet­te­re sul­le radi­ci del­la straor­di­na­ria for­tu­na di que­sto pit­to­re, da sem­pre imi­ta­tis­si­mo e ricer­ca­tis­si­mo dai col­le­zio­ni­sti.

Vasa­ri ha infor­ma­zio­ni tal­vol­ta impre­ci­se e lacu­no­se sul­le ope­re dell’Allegri (non cono­sce ad esem­pio la Came­ra del­la bades­sa di Par­ma, risco­per­ta solo nel 1774 da Anton Raphael Mengs), ma coglie subi­to le qua­li­tà che han­no reso cele­bre la sua pit­tu­ra: “nes­su­no meglio di lui toc­cò colo­ri, né con mag­gior vaghez­za o con più rilie­vo alcun arte­fi­ce dipin­se meglio di lui, tan­ta era la mor­bi­dez­za del­le car­ni ch’egli face­va, e la gra­zia con che e’ fini­va i suoi lavo­ri”. Pro­prio quel­la “mor­bi­dez­za, colo­ri­to e […] ombre di car­ne lavo­ra­te, che non pare­va­no colo­ri ma car­ni” sca­te­na­ro­no nel figlio del Duca d’Orléans emo­zio­ni tan­to vio­len­te da spin­ger­lo a deca­pi­ta­re a scia­bo­la­te la sfor­tu­na­ta Leda di Fede­ri­co II Gon­za­ga, ai suoi occhi trop­po sen­sua­le.

Pur essen­do mol­to affa­sci­na­to dai qua­dri di Cor­reg­gio, Vasa­ri lo ritie­ne però uno di que­gli arti­sti che “han­no colo­ri­to mara­vi­glio­sa­men­te, e non han­no dise­gna­to alla metà”. Il giu­di­zio ha impli­ci­ta­men­te come metro di para­go­ne i dise­gni di Miche­lan­ge­lo, che rita­glia­no l’anatomia dei cor­pi con la pre­ci­sio­ne di un bistu­ri, men­tre i dise­gni cor­reg­ge­schi sono piut­to­sto uno stru­men­to di inda­gi­ne del­lo spa­zio, come dimo­stra­no i fogli pre­pa­ra­to­ri per alcu­ne del­le sue tele più famo­se.

Nel caso del­la Madon­na del­la sco­del­la si par­te da una com­po­si­zio­ne piut­to­sto tra­di­zio­na­le, per arri­va­re poi alla reda­zio­ne fina­le in cui le figu­re prin­ci­pa­li sono sospin­te tut­te sul­la ribal­ta del pri­mo pia­no, con quell’andamento dia­go­na­le che carat­te­riz­za la pro­du­zio­ne da caval­let­to di Cor­reg­gio a par­ti­re dai qua­dri per la cap­pel­la Del Bono. Que­sto pro­ce­di­men­to è anco­ra più evi­den­te nel­la gene­si del­la Madon­na di san Giro­la­mo (uni­ver­sal­men­te cono­sciu­ta come Il gior­no), equi­li­brio mira­co­lo­so in cui il ros­so e il blu del­la ten­da e del­le vesti del­la Ver­gi­ne e di san Gero­la­mo fan­no da con­trap­pun­to alla lama di luce obli­qua dei vol­ti e del­le stof­fe dora­te. La com­mit­ten­te ne rima­se tal­men­te sod­di­sfat­ta che oltre al com­pen­so pat­tui­to inviò al pit­to­re doni degni di una ric­ca signo­ra del­la pro­vin­cia lom­bar­da: due car­ri di fasci­ne, del fru­men­to e un maia­le.

Dise­gno pre­pa­ra­to­rio per la Madon­na del­la Sco­del­la
(Los Ange­les, Armand Ham­mer Col­lec­tion)
Madon­na del­la sco­del­la (Par­ma, Gal­le­ria Nazio­na­le)



Dise­gno pre­pa­ra­to­rio per
la Madon­na di san Giro­la­mo
(Oxford, Chri­st Chur­ch Col­le­ge)

Madon­na di san Giro­la­mo (Par­ma, Gal­le­ria Nazio­na­le)
Cite this article as: Serena D'Italia, Correggio: disegnare e colorire, in "STORIEDELLARTE.com", 9 aprile 2011; accessed 24 marzo 2017.
http://storiedellarte.com/2011/04/disegnare-e-colorire.html.

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