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La gallina dalle uova d’oro.

Quan­do sen­to par­la­re Mario Resca, ex super-mana­ger di Mc Donald’s Ita­lia dal 2008 Diret­to­re Gene­ra­le per la valo­riz­za­zio­ne del patri­mo­nio cul­tu­ra­le, ogni tan­to mi vie­ne il dub­bio di non esse­re sta­ta abba­stan­za atten­ta in clas­se duran­te le lezio­ni di museo­lo­gia.
Mi sem­bra­va di ricor­da­re che uno dei con­cet­ti base del­la mate­ria fos­se che nes­sun museo è in gra­do di man­te­ner­si con i pro­pri incas­si, nem­me­no i gran­di colos­si sta­tu­ni­ten­si dell’arte con­tem­po­ra­nea. Eppu­re a for­za di sen­tir rac­con­ta­re di quan­ti sol­di potrem­mo fare se solo impa­ras­si­mo a “sfrut­ta­re” al meglio il patri­mo­nio arti­sti­co ita­lia­no mi ero qua­si con­vin­ta di esse­re un’idealista fuo­ri moda.

Ora per for­tu­na un auto­re­vo­le stu­dio con­dot­to dagli eco­no­mi­sti del­la Boc­co­ni (la stes­sa uni­ver­si­tà in cui si è lau­rea­to Resca), con­fer­ma che «il visi­ta­to­re non ren­de» o, per esse­re più pre­ci­si, «il “distret­to cul­tu­ra­le evo­lu­to”, ciò su cui noi ita­lia­ni dovrem­mo inve­sti­re, non è fat­to per con­ti di bre­ve ter­mi­ne e nem­me­no per­ché i nostri beni impa­ri­no a man­te­ner­si da sé» (Pier­lui­gi Sac­co, Pre­si­de del­lo Iulm di Mila­no).

For­se a que­sto pun­to pos­sia­mo final­men­te met­ter­ci l’anima in pace e accan­to­na­re que­sta ras­si­cu­ran­te favo­la del­la gal­li­na dal­le uova d’oro, un po’ tra­scu­ra­ta ma comun­que a por­ta­ta di mano. Pos­sia­mo final­men­te occu­par­ci pri­ma del­la salu­te dei beni arti­sti­ci e degli alle­sti­men­ti musea­li e solo dopo degli even­tua­li incas­si. Anche per­ché ulti­ma­men­te per­si­no gli ame­ri­ca­ni – inven­to­ri dell’art mar­ke­ting – si stan­no inter­ro­gan­do sul­la peri­co­lo­sa deri­va del­la gestio­ne del patri­mo­nio cul­tu­ra­le ita­lia­no ed euro­peo, come rac­con­ta que­sto arti­co­lo appar­so pochi gior­ni fa sul New York Times, inti­to­la­to «“This Spa­ce for Rent”: In Euro­pe, Arts Now Must Woo Com­mer­ce».

Cite this article as: Serena D'Italia, La gallina dalle uova d’oro., in "STORIEDELLARTE.com", 30 gennaio 2011; accessed 28 marzo 2017.
http://storiedellarte.com/2011/01/la-gallina-dalle-uova-doro.html.

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2 Responses to La gallina dalle uova d’oro.

  1. serena 31 gennaio 2011 at 16:36 #

    Cer­to, poi biso­gna tene­re in con­si­de­ra­zio­ne che le ope­re sono depe­ri­bi­li e la mole di visi­ta­to­ri odier­na, enor­me rispet­to a quel­la del pas­sa­to, acce­le­re­rà rapi­da­men­te la loro spa­ri­zio­ne. “Valo­riz­za­re” è impor­tan­te, nes­su­no lo nega ovvia­men­te, ma quan­do i nostri gran­di capo­la­vo­ri saran­no a bran­del­li che cosa espor­re­mo, degli olo­gram­mi?

    Un esem­pio recen­te:
    http://zichi.posterous.com/national-gallery-damages-masterpiece

  2. Davide 31 gennaio 2011 at 15:51 #

    Esat­to. Il con­cet­to che la dif­fu­sio­ne del­la cul­tu­ra ripa­ga in altri ter­mi­ni che non sono sol­tan­to quel­li eco­no­mi­ci anco­ra non è pas­sa­to. E chis­sà se pas­se­rà mai … a noi sto­ri­ci dell’arte toc­ca lavo­ra­re a que­sta ope­ra di con­vin­ci­men­to.

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